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Scritta da: vella arena
Oggi come ieri, sembra ieri, ho riletto la tua lettera...
è sempre un piacere farlo...
per la stanza di allora
Seduta, dietro alla cassapanca rosè
Mi racconti dei tormenti
di quell'amore
Impedito, calpestato, arreso...
Parli del silenzio della notte...
Notti e notti a chiedere ai perché il perché...
Il cielo stanotte è cupo, scrivi, ma il ricordo tuo illumina l'universo
e mi racconti del tuo nuovo amore.
Della sostenuta emozione che hai vissuto ai suoi occhi...
Birichina la vita...
Avrei potuto rispondere a questa tua...
Se tu l'avessi spedita.
Vella Arena
Composta sabato 30 novembre 1907
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    Scritta da: vella arena
    Mi lasci con i fantasmi dell'amore in cui credetti
    Te ne vai e non dici una sola parola...
    Ma io so che quando è silenzioso l'andare...
    è pur troppo vero...
    E questa finestra non mi vedrà dai vetri ad aspettarti...
    tu non verrai, non verrai più...
    Se l'anima mia potesse parlare alla tua
    se si potesse andare indietro...
    se si potesse...
    Come potrei io amare ancora...
    se a me ho promesso il per sempre con te...
    Tradirei il mio stesso essere...
    Mi lasci...
    E io mi sento sterile...
    Sento l'impotenza nelle ossa
    Non c'è forza per fermarti...
    Perché è il tuo amarmi che non è più forte.
    Vella Arena
    Composta domenica 31 agosto 2014
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      Scritta da: vella arena
      È tardi devo andare
      Devo abbattere l'albero di spine
      Devo dar voce ai silenzi
      Devo poter sorridere a una poesia,
      Dove il sole tramonta
      c'è un angolo mio
      asciutto e forgiato
      sterile ai pianti
      affollato di ire trascorse.
      Devo andare
      verso i rivi gioiosi
      che hanno il calco
      di un passo deciso.
      Alle spalle onde pesanti
      che offendono il mare
      Tu non sapevi che pure il mare si offende.
      È proprio tardi
      devo andare.
      Vella Arena
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        Scritta da: vella arena

        Se non mi amassi più

        Se non mi amassi più
        Se un giorno non mi amassi più
        Io colorerei il soffitto di questa stanza in blu.
        E poi in rosso e poi in giallo.
        Se il blu mi domandasse: - ---perché mi copri? -  - -
        io gli direi che mi ricorda
        il colore dei tuoi occhi...
        E il rosso... mi dicesse che è il colore delle rose...
        di quelle eterne... io risponderei che non è rimasto petalo
        di quell'eterno...
        Col giallo mi imbratterei
        Per non potermi dire che tra le mani
        non mi è rimasto niente...
        Ma se quel giorno è oggi... tu dimmelo
        per potermi togliere, presto, dal cuore, i tuoi
        colori che adesso sono anche miei.
        Vella Arena
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