Credevo che il mio viaggio fosse giunto alla fine mancandomi oramai le forze. Credevo che la strada davanti a me fosse chiusa e le provviste esaurite. Credevo che fosse giunto il tempo di trovare riposo in una oscurità pregna di silenzio. Scopro invece che i tuoi progetti per me non sono finiti e quando le parole ormai vecchie muoiono sulle mie labbra nuove melodie nascono dal cuore; e dove ho perduto le tracce dei vecchi sentieri un nuovo paese mi si apre con tutte le sue meraviglie.
Vorrei sedermi vicino a te in silenzio, ma non ne ho il coraggio: temo che il mio cuore mi salga alle labbra. Ecco perché parlo stupidamente e nascondo il mio cuore dietro le parole. Tratto crudelmente il mio dolore per paura che tu faccia lo stesso.
Tu mi prendesti per mano e mi traesti al Tuo fianco, mi facesti sedere su l'alto seggio al cospetto di tutti gli uomini; ond'io divenni timido, incapace di muovermi e di seguitar la mia via; esitante e scongiurante a ogni passo che non avessi a urtare in una loro spina insidiosa. Alfine son liberato! Il colpo è giunto, stride l'insulto, il mio posto è là, giri nella polvere. Ormai dinanzi a me sono aperti i sentieri. Aperte ho l'ali al desiderio del cielo, Vado a raggiungere le stelle cadenti della mezzanotte, vado a precipitarmi nell'ombra profonda. Somiglio a nuvola estiva in balia dell'uragano, la quale, gettato via l'aureo diadema, appende la folgore come spada a una catena di lampi. Corro con folle gioia giù pel sentiero polveroso del reietto; m'avvicino alla Tua, finale accoglienza. Il bimbo trova la madre quando ne lascia il grembo. Quando io vengo separato da Te, sbandito dalla Tua casa, sono libero di contemplare il Tuo volto.
Non so come tu canti, mio signore! Sempre ti ascolto in silenzioso stupore. La luce della tua musica illumina il mondo. Il soffio della tua musica corre da cielo a cielo. L'onda sacra della tua musica irrompe tra gli ostacoli pietrosi e scorre impetuosa in avanti.
Il cuore anela di unirsi al tuo canto, ma invano cerco una voce. Vorrei parlare, ma le mie parole non si fondono in canti e impotente grido. Hai fatto prigioniero il mio cuore nelle infinite reti della tua musica.
Finisci allora quest'ultima canzone e separiamoci. Scorda questa notte ora che la notte è finita Chi cerco di serrare tra le braccia? I sogni non si possono far prigionieri. Con mani avide stringo al mio cuore il vuoto, ed esso mi ferisce il petto.
L'acqua in un recipiente è scintillante, l'acqua nel mare è scura. La piccola verità ha parole che sono chiare, la grande verità ha il grande silenzio.
Viaggiai per giorni e notti per paesi lontani. Molto spesi per vedere alti monti, grandi mari. E non avevo occhi per vedere a due passi da casa la goccia di rugiada sulla spiga di grano.
Luce, mia luce! Luce che inondi la terra luce che baci gli occhi luce che addolcisce il cuore!
Amore mio, la luce danza al centro della mia vita la luce tocca le corde del mio amore.
Il cielo si spalanca il vento soffia selvaggio il riso passa sopra la terra. Le farfalle dispiegano le loro ali sul mare della luce. Gigli e gelsomini sbocciano sulla cresta delle sue onde.
Amore mio, la luce s'infrange nell'oro delle nubi e sparge gemme in gran copia. Gioia e serenità si diffondono di foglia in foglia senza limiti. Il fiume del cielo ha superato le sue sponde e inonda di felicità la terra.