Scritta da: Andrea De Candia
Terra, vecchio pianeta, ventosa al piede
che vuol volare,
o re Lear con le braccia vuote.

Con occhi marini piangi in segreto
nel mondo dell'anima
macerie di dolore.

Sui millenni dei tuoi riccioli d'argento
la ghirlanda di fumo, follia stellata
nell'odore degli incendi.

E i tuoi figli
che già danno la tua ombra mortale
mentre tu giri e rigiri
sul tuo asse celeste,
mendicante della Galassia
che hai per cane il vento.
Nelly Sachs
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    Scritta da: Andrea De Candia
    La linea distorta del dolore
    che ritenta la geometria del cosmo
    divinamente accesa
    e sempre ti insegue sulla traccia di luce
    e poi si oscura in questa epilettica
    ansia di giungere alla fine.
    E qui tra le quattro mura nulla
    se non la mano pittrice del tempo
    embrione di eternità
    sul capo la luce primigenia
    e il cuore, fuggiasco incatenato
    che balza dalla sua vocazione:
    essere una ferita.
    Nelly Sachs
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      Scritta da: Andrea De Candia
      Ma sotto il fogliame
      di un assoluto isolamento
      che muore solo per se stesso
      dove si spegne ogni sguardo estraneo
      rifiutando ogni incontro
      anche d'amore
      tu
      che scruti nell'ignoto con i quattro volti del vento
      sei re sui campi dell'intangibile
      univoco come la dentatura dei morti
      che ha resistito al disfacimento
      e serviva solo a masticare
      nel suo regno

      – tramontato.
      Nelly Sachs
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