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Scritta da: Nello Maruca

La serenità

La serenità non è roba palpabile
tanto che cosa non è manco visibile,
nemmanco è qualcosa d'acquistabile
possederla, però, è anche possibile.

Di quel che si ha bast'essere contento;
ti basti il dieci, non cercare il cento,
non t'irritar se forte soffia il vento
mentre la pioggia speravi qual'evento.

Non pensar quel che potea ma che non fu
pensa, invece, piuttosto a quel ch'hai tu,
non desiare di scala andar sempre più su
fermati! Guarda quant'altri a te son giù.

Indi, restando immoto di serenità
l'animo t'è pervaso ché sazietà
ha per quel che il Ciel gli ha dato
e l'essere n'è tutto inebriato.
Nello Maruca
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    Scritta da: Nello Maruca

    Sogno

    Se l'amicizia al mondo quand'è pura
    come ogni cosa bella poco dura
    come a lungo durare poteva mai
    l'agognata serenità ch'amo ed amai?

    Fu l'alba tersa, il cielo fu sereno,
    il tempo corse via dolce e ameno;
    Di sole illuminate le giornate,
    serene fur, nel sonno, le nottate.

    Non uno screzio fu, non un disguido:
    Peccato! Dipartito s'è per altro lido.
    Cappa è calata come cielo grigio
    e la serenità resta miraggio.

    Il Dio di carità a mani aperte
    senta la voce mia, le prec'incerte;
    Solo, soltanto in Te, mio Dio, confido:
    Fa ritornar la rondine al proprio nido.

    Come non so, vacante è la mia mente;
    Nemmeno può valere uomo potente.
    Tu puoi, però, rimuovere l'ostacolo
    oprando, Tua volontà, grosso miracolo.

    Or vedo in lontananza candide vesti:
    È Angelo conoscitore pensieri mesti.
    S'affretta a me vicino, prende mia mano:
    Dormi sereno, tuo desiderio è vano.

    Il dire che tu fai non mi consola,
    il mio pensiero ancora lontano vola,
    torno a pregare Iddio, l'Onnipotente,
    onde ridoni a noi l'Uomo valente.
    Nello Maruca
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      Scritta da: Nello Maruca

      La promessa

      Una barca gongolante
      dalle vele biancheggianti
      è partita da levante
      tra le onde fluttuanti.

      A me viene lentamente
      a portar il pargoletto
      che aspetto trepidante
      di tenere sul mio petto

      per cantare la ninna nanna
      con l'amore di una mamma,
      con l'affetto della nonna
      alla gemma, dolce fiamma.

      Quando, poi, il piccoletto
      addormito s'è sul petto
      nella cuna, caramente,
      lo distendo dolcemente.

      Stringo in mano la manina
      e contemplo il visino.
      L'accarezzo pian pianino
      e mi resto a lui vicina.

      Poi ripenso il vivo scritto
      indi giuro, indi prometto
      per il bene affisso in petto
      che sarà sorriso il pianto
      e allegrezza la tristezza.
      Nello Maruca
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        Scritta da: Nello Maruca

        L'appello

        Per più mesi fui protetto
        tra le mura d'una roccia
        ma anelavo d'essere stretto
        con amore tra le tue braccia.

        Le pareti lisce e spesse
        aveano forza di corazza,
        sol poté la tua tristezza
        penetrare entro le stesse.

        Or con l'uovo che s'è schiuso
        finalmente son disceso
        a ridare il perso riso
        al dolcissimo tuo viso.

        Questa notte t'ho sognata,
        ti ho veduto addolorata
        per dei scrupoli e rimorsi
        ai reali fatti inversi.

        Dal natante dondolato
        m'ero un poco appisolato
        quando in cima a scalinata
        una scritta illuminata

        l'arcano mi ha svelato:
        Un Arcangelo alato
        in Cielo era cercato,
        indi a sé l'ha richiamato.

        Era scritto, decretato
        che l'evento fosse stato.
        Perciò, il pianto sia sorriso,
        la tristezza sia allegrezza,
        il dispero sia speranza
        e la fine sia l'inizio.
        Nello Maruca
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          Scritta da: Nello Maruca

          Tristezza

          Quanta tristezza, o Dio, che sofferenza
          avere tanti fratelli e esserne senza.
          Forse perché l'umanità non tiene essenza
          diniego, perciò, d'affetto e indulgenza.
          Se nell'amor non è la temperanza
          tosto scompare da mente la pazienza,
          si spezza il sottil fil della speranza,
          subentra, indi, rabbia e arroganza.
          Finché della sincerità c'è la presenza
          appare tutto favola e romanza;
          allorquando qualcuno vive d'importanza
          l'altro fa calare nell'impotenza
          perciò a mano che quell'altro avanza
          colui che pria tenea pari uguaglianza
          cade e finisce presto nell'indigenza.
          Quell'altro, lo spergiuro, nell'indecenza.
          Se spiegare si dovesse la causanza
          di tal caparbia e stupida perseveranza
          ciascuno direbbe: In me è tolleranza.
          Altri son privi di buona coscienza
          ignari di cos'è la fratellanza.
          Nello Maruca
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            Scritta da: Nello Maruca

            Il medico – uomo –

            In tempo sì volgare e traffichino
            Ove d'imperio regna corruzione
            pare non vero trovare uomo sì buono
            che qui m'appresto a dare descrizione:
            Età apparente sulla quarantina,
            altezza un metro e una settantina;
            di peso pare poco più di norma,
            tronco ben fatto, d'elegante forma.

            Animo incline, lesto alla bisogna
            La costumanza sua nessuno lagna.
            Ben educato, colmo di franchezza
            Nessuno lamenta sua castigatezza.
            D'Ippocrate difficil via ha intrapreso
            E ad ogni male dà il giusto peso,
            con grande lena a mo d'uccel rapace
            esegue il suo lavoro, ascolta e tace.

            Spiccata perspicacia in mente alberga
            Onde in certezza sua ricetta verga;
            il suo intelletto non resta mistero
            ché nel diagnosticare è sempre vero.
            Di sì gran dote l'ha fornito Iddio
            Alfin che poco badi al proprio io
            Ma dell'altrui sventura
            Ne fia propria premura.
            Nello Maruca
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              Scritta da: Nello Maruca

              La noncuranza

              Da quando il sole levasi a levante,
              finché ogni sera, poi, cala a ponente
              resta incarnato nelle distorte menti
              l'atteggiamento a nome noncuranza.

              Pur senza nulla dire e nulla fare
              rivelasi, però ben brutt'affare
              che sfondando ago d'umana bilancia
              trapassa i cuori qual'aguzza lancia.

              Di mali, in fondo, l'umanità è invasa
              e li lotta e controlla in ogni fase,
              mal combatte ignobile perseveranza
              di perversa, stolida noncuranza.

              Infidi son coloro che l'hanno in uso,
              esseri stolti, amanti del sopruso
              feriscon ché d'affetto hanno carenza
              calandosi nell'obbrobriosa indifferenza.
              Nello Maruca
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                Scritta da: Nello Maruca

                La sfortuna

                Se di palazzi, case e appartamenti,
                se di ville e terreni ubertosi
                e di estesi, proliferi prati erbosi,
                di greggi e mugghianti armenti
                avessi di tal possidenza poca contezza
                e se di seno fossi d'altra razza
                or non potrei qui dire di mia stanchezza
                ché alcuno dire mai avrebbe osato
                cosa che male avrei poi sopportato
                e avrebbe al mio cospetto ebbrezza
                non certamente per sua contentezza
                ma per lo stato della mia altezza.
                Di ciò la dea bendata non mi fè dono
                indi sul dorso m'ho fulmine e tuono.
                Nello Maruca
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