Scritta da: Nello Maruca

Sogno

Se l'amicizia al mondo quand'è pura
come ogni cosa bella poco dura
come a lungo durare poteva mai
l'agognata serenità ch'amo ed amai?

Fu l'alba tersa, il cielo fu sereno,
il tempo corse via dolce e ameno;
Di sole illuminate le giornate,
serene fur, nel sonno, le nottate.

Non uno screzio fu, non un disguido:
Peccato! Dipartito s'è per altro lido.
Cappa è calata come cielo grigio
e la serenità resta miraggio.

Il Dio di carità a mani aperte
senta la voce mia, le prec'incerte;
Solo, soltanto in Te, mio Dio, confido:
Fa ritornar la rondine al proprio nido.

Come non so, vacante è la mia mente;
Nemmeno può valere uomo potente.
Tu puoi, però, rimuovere l'ostacolo
oprando, Tua volontà, grosso miracolo.

Or vedo in lontananza candide vesti:
È Angelo conoscitore pensieri mesti.
S'affretta a me vicino, prende mia mano:
Dormi sereno, tuo desiderio è vano.

Il dire che tu fai non mi consola,
il mio pensiero ancora lontano vola,
torno a pregare Iddio, l'Onnipotente,
onde ridoni a noi l'Uomo valente.

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    Scritta da: Nello Maruca
    Riferimento:
    Al Dirigente scolastico Napoleone Ruberto, di doti d'umanità ineguagliabili.

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