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Poesie di Marilisa Menegatti

Scrittrice, cantante, pittrice, nato domenica 28 luglio 1985 a Varese (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Marilisa Menegatti

05 febbraio 2019 02:20 - Silenzio

L'umiliazione
d'un infermo successo
pregresso nel tempo.
Viola la brezza
di quel simbolico gesto
che, vispo, passava incauto.
Quasi affrettato,
come un semaforo verde
su una strada affollata.
Lentamente
le ombre riaffiorano
scardinando la porta
delle certezze.
D'improvviso i suoi occhi
divengono vuoti,
privati di quella luce
di quella vitalità
che li colmava inizialmente.
I suoi gesti
così scontati
mi rendono inutile
un'inerme schiava del tempo.
Una sorta di ombra di compagnia.
La mia anima
ritorna inquieta
spezzata
come un ramo appena distrutto
da un fulmine in un sol istante.
Il cielo era sereno
ma non la mente.
Il senso era chiaro
ma non il volere.
Ed ora vago nella notte
saziandomi di risposte mai date
di sorrisi finti ricevuti
di lacrime che non riesco a versare.
Le ore perse nel progettare
ciò che solo io sola desideravo.
Un vincolo pauroso con la vita.
Una catena ai polsi per la mia arte,
o forse una gioia per i miei giorni?
Ahimè,
la notte lunga
non porta né consigli,
Né risposte.
Solo un lento divagare
su costumi mai apprezzati
e dovuti
da una ambigua sollecita abitudine umana.
Mai ricambiati
e mai accettati
per il solo volgare atto di scontata possessione.
Sola,
nella mia testa
sogno un vivo benessere.
Sola,
in mezzo al mondo
colgo un ridicolo scherno.
Così desidero il silenzio
per non sentire.
Il silenzio
per non parlare.
Il buio
per non vedere.
Il Silenzio
per non essere me.
Silenzio.
Marilisa Menegatti
Composta martedì 5 febbraio 2019
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    Scritta da: Marilisa Menegatti

    Rabbia

    La rabbia
    è solo una coscienza celata
    in una vita di negazioni.
    Le menti ribelli
    vengono assopite
    per esser gestite.
    La follia
    è una condizione.
    Un limite umano
    soffocato dal sistema.
    La violenta sensazione
    d'esser infermi
    privi di logica e senso.
    Resta l'oblìo
    in questa testa
    resta la violenza insensata
    per assopirmi.
    E di me
    rimane
    il nulla
    come nubi dissolte
    tra montagne innevate.
    Marilisa Menegatti
    Composta sabato 18 agosto 2018
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      Scritta da: Marilisa Menegatti

      Inquietudine e diffidenza

      L'impeto
      d'un molesto visitatore
      s'insidia nella mente
      senza chiedere il permesso.
      Così inizi a dubitare
      di aver fatto scelte reali
      di aver ragione
      o essere nel torto.
      I tuoi errori
      risuonano insolenti
      con un eco amplificato
      senza accordarsi
      con l'anima che li assorbe.
      Pungente freddo
      in un vicolo di solitudine.
      Avvolgente inganno
      d'un presente ancora instabile.
      Tremo
      sotto le suole
      sotto i capelli
      dentro la pelle.
      Marilisa Menegatti
      Composta venerdì 2 febbraio 2018
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        Scritta da: Marilisa Menegatti

        21 agosto 2017 08:28

        Che i miei pensieri
        Si affievoliscano
        Nel bagliore d'un sospiro.
        Dentro la quercia
        Solo innalzata
        In un sussulto di fronde.
        Sentendo il vento
        Accarezzare i rami flebili.
        Così dissolvo
        In deboli pensieri.
        Brivido di vita
        Essenza cosparsa
        Di fragili diamanti grezzi.
        Il mio animo é arido
        Vuoto
        Dissacrato
        In un costante mutare
        Rapire e contraddire.
        In un costante sperare
        Viaggiare ed amare.
        Fermati cuore. Ora,
        O la mia carne
        Diverrà polvere nell'intermezzo
        D'un suono d'orchestra.
        Emozioni senza nome
        Luogo né ambizione.
        Tempeste nella notte.
        Marilisa Menegatti
        Composta lunedì 21 agosto 2017
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          Scritta da: Marilisa Menegatti
          Luce, che intravedo dalle finestre
          non è di sole ma dell'inizio del giorno
          ed io ancora qui a sperare
          che questo spaventoso malore possa svanire
          e nello smog della città evaporare.
          Come fumo e nebbia condensarsi
          finché le mie membra non si ammorbidiscano
          nel tentativo di rilassarsi.
          Stanca di un sonno mancato come fiato in gola
          di urli soffocati e di pianti ingoiati nel ventre.
          Il passato lacera la carne ma l'anima l'avvelena
          soffoca l'estro di una vita intera esistente.
          Così, inibita
          da ciò che mi lascia restia
          continuo la mia vita
          fingendo di sentirla mia.
          Lasciatemi sognare e vivrò ancora
          nel tratto, nelle note e nella parola.
          Infrante le foglie di un vento autunnale
          schiacciate sotto le scarpe
          dell'ego di qualsiasi debole mortale.
          Marilisa Menegatti
          Composta sabato 3 dicembre 2016
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            Scritta da: Marilisa Menegatti
            Diurno pensiero
            coerente baccano
            divori il desiderio
            distogli dal delirio.
            Suggelli un patto
            col dovere e col sostegno
            infierendo col suono della voce
            sussurro eterno dei miei sensi.
            Controlli un destino
            malamente affibbiato
            ipnotizzi il mio sguardo
            con occhi di diamante.
            Cancellando il passato
            sbriciolandolo nel tuo pugno
            invadi di tempeste
            quest'animo stanco.
            Brilli d'ambizione
            fermi gli istanti
            in brividi colmi
            di chiassosi silenzi.
            Marilisa Menegatti
            Composta lunedì 21 settembre 2015
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              Scritta da: Marilisa Menegatti

              Tempo

              Spezzato
              questo fiato nel petto.
              Se solo fossi stata più acuta
              nessun segreto sarebbe stato svelato.
              Ora invidio il tempo
              che accarezzando le soglie degli anni
              vide tutto e niente.
              Se solo le mie mani avessero stretto le tue
              se solo fossi stata più attenta.
              E altre note del mio ego
              si affievolirono al pensiero
              delle lacrime sul tuo viso
              in quei giorni di pazzia.
              Nel silenzio osservai la tua figura
              nel silenzio controllai il tuo dolore
              cercando di lenire le ferite alla vista
              divenne rabbia il mio affetto
              divenne follia la mia ansia
              divenne certezza la voce nella mia testa.
              Vivi nella mia mente
              come fossi musica
              come fossi aria
              come fossi sale
              estro dei giorni cupi e di sole.
              Invidiai le tue doti sentendomi vuota
              odiai la tua voce per non ascoltarla
              allontanai il tuo sguardo per non amarlo.
              L'orgoglio priva della forza
              schiacciando le ali sotto le scarpe
              soffocando il turbinio delle emozioni
              costringendo il destino a cambiare.
              Invano.
              Marilisa Menegatti
              Composta martedì 14 luglio 2015
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                Scritta da: Marilisa Menegatti
                Navigando in rive opposte
                confronto il pensiero
                concentrando l'ozio
                in un punto nascosto.
                Livida cera di un mondo soffuso
                cosparge brillanti senza mostrarli
                dissuadendo gli occhi
                in sostanze effimere
                distorte da un ego volutamente instabile.
                Silenzio in una stanza buia
                cosparsa di lontani bagliori
                sentendo la soglia di una luna lontana
                cantar note colme di timori.
                Marilisa Menegatti
                Composta mercoledì 1 luglio 2015
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