Poesie di Mariagrazia Spadaro

Consulente del lavoro, nato domenica 25 dicembre 1966 a catania (Italia)
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Scritta da: armanda66

Rivoglio il mio cuore

Il tempo passa lentamente,
continuo a guardare invano
il cellulare,
nessun messaggio,
il silenzio sale,
passano minuti, ore, giorni,
il lavoro continua,
la vita continua,
la routine m'impegna
nel caos di questa
assurda baraonda,
lo so... lo so...
hai fatto la tua scelta,
e non ti condanno
per questo,
tutti le fanno alla fine,
ma ti prego di ricordare
solo una cosa...
una malettissima cosa,
che tu possiedi il mio cuore,
restituiscimelo!
Mariagrazia Spadaro
Composta martedì 8 maggio 2012
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    Scritta da: armanda66

    Il volo

    Il volo finisce qui,
    il vecchio sparviero si è stancato
    della sua giovane aquila,
    stanco e deluso si riposa,
    invano lei lo chiamerà a
    gran voce,
    lui non risponderà più,
    il volo non riprenderà
    e amareggiato andrà
    via con la consapevolezza,
    di aver vissuto una vita
    a metà,
    non sarà più la stessa cosa,
    ma deve farlo e porterà
    dentro di se
    l'ultimo volo fatto
    felice e spensierato
    con lei che sorrideva
    nell'ultimo raggio di
    sole...
    Mariagrazia Spadaro
    Composta sabato 14 aprile 2012
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      Scritta da: armanda66

      Niente d'importante

      Riempiamo la nostra vita
      di tantissime cose inutili,
      e poi ce ne lamentiamo
      quando invece
      le piccole cose
      poco importanti
      sono la linfa
      della nostra anima,
      ma solo quando
      le abbiamo accantonate
      e perse ce ne rendiamo conto,
      e allora inizia la ricerca
      al tempo che non torna più.
      Mariagrazia Spadaro
      Composta sabato 7 aprile 2012
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        Scritta da: armanda66

        Intensi momenti

        Attimi fugaci e rubati,
        che possiedono e spargono intorno
        dolcezza infinita
        con cui posso riempire le intere mie giornate;
        la dolcezza che mi prende teneramente
        per mano
        e della quale sento la consistenza,
        un viso appoggiato sulla mia spalla,
        a chiedere carezze e conforto e tenerezza;
        la tenerezza per cui
        incurante del posto, della gente che passa,
        in un momento indescrivibile,
        ti abbandoni a me,
        nuda, indifesa e consapevole,
        a testimoniare la nostra capacità
        di appassionarci a vicenda;
        pochi intensi momenti di intimità
        mi turbano nelle profondità
        più nascoste dell'anima
        e mi rendono stupito e felice,
        fino a dubitare perfino
        che tutto sia reale;
        e io ti sento accanto a me
        talmente piena di affetto
        da sentirmi sopraffatto,
        da questo reciproco,
        travolgente desiderio
        che, implacabile,
        si è impossessato di noi...
        Mariagrazia Spadaro
        Composta lunedì 21 novembre 2011
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