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Poesie di Maria Francesca Petrungaro

Autore, nato mercoledì 16 gennaio 1980 a Speyer
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi.

Il dolce dell'orgoglio

Fai finta di detestarmi,
storci il naso
annusando le mie reazioni.
Annaffi piantagioni di ripicche amorose
ma poi torni sui miei passi
e percorri insieme a me
quello che avevi in mente di esplorare,
sentieri di passione
e baci fragorosi.
Sento che mi irretisci,
sento che desideri avermi sul tuo trono
circondato dai fiori più belli del reame.
Togli la tua maschera
e guardami,
ascoltami,
fai in modo che io possa vedere la tua vera identità,
la tua nuda verità,
i cristalli nella tua finta perfidia.
Maria Francesca Petrungaro
Composta lunedì 5 dicembre 2005
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    Nuova Vita

    Mi abbandonerò alla brezza marina,
    lascerò i diari del passato
    e in balia delle onde
    deciderò di tuffarmi nella sabbia
    per sprofondare la mia inquietudine imperitura.
    E tra le pietre fiammeggianti
    darò alle fiamme le mie carni roventi
    di lacrime e rumori.
    Gabbiani stravaganti spiccheranno il volo
    e l'acqua marina
    attaccherà gli scogli
    senza porre uno sguardo alla mia giovane morte.
    Divorerò ogni istante di questo quadro funesto e
    attanaglierò la mia mente
    fino a farla divenire polvere.
    Tu non esisti più.
    Tremo.
    Piango.
    Mi rialzo.
    Immagini cancellate,
    perse,
    scaraventate nel baratro dell'inferno.
    Ora i miei sensi si arricchiranno di te,
    della dolcezza di un nuovo libro,
    da riscrivere,
    da vivere,
    da cantare ai gabbiani stupiti
    e in cerca di cieli più azzurri.
    Maria Francesca Petrungaro
    Composta martedì 5 giugno 2012
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      Navigo verso te

      Vivo immaginando
      la tua vita stretta alla mia.
      Annego in questo oceano di delizie
      affogando la mia paura di scivolare
      nel terreno più umido e incolto.
      Nuoto a più non posso
      per raggiungere l'orizzonte,
      lontano
      e quasi irraggiungibile.
      Sei tu che fai remare
      queste mie braccia vigorose,
      sei tu che mi spingi a navigare
      in questo specchio immenso d'amore.
      La mia angoscia affoga
      nel fondo del bicchiere di questo eterno mare.
      Ora non chiedo più nulla.
      Nuoto a rilento,
      diminuisco le mie infinite scalate,
      vengo a te e andiamo incontro a noi,
      nel mare più limpido
      e calmo che abbiamo mai attraversato.
      Maria Francesca Petrungaro
      Composta mercoledì 4 maggio 2005
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        Lontano da me

        Ti sento parlare
        perfino quando sei
        lontano da me.
        Il tuo sorriso giunge a me
        attraverso primavere di passione.
        Il dolce tuono del tuo timbro
        rimbomba nel padiglione del mio petto.
        Spendo ore di rievocazioni
        e di occhiate nel passato
        perché possa allontanare il silenzio dei ricordi.
        Rubo petali di rose rosa
        per diffondere mille sogni
        e sgusciare dal tormento cupo dei miei pianti.
        Improvviso schizzi di felicità
        per insultare la tua assenza.
        Scrivo liriche e sonetti
        mescolati a note tiepide d'amore
        per sussurrare poesia
        accanto al tuo dolce viso,
        placato dal formicolio
        di queste morbide parole.
        Maria Francesca Petrungaro
        Composta martedì 4 maggio 2010
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          Donne che vivono

          Siamo foglie volteggianti,
          abbandonate nel vento,
          notti che non dormono mai
          vigilanti di luna addormentata.
          Siamo nuvole sospese a metà
          tra cielo e terra
          siamo orchidee che sorridono al cielo
          siamo hoye che inneggiano alla vita
          profumi che si ubriacano di fantasia.
          I nostri sguardi rivolti a un orizzonte
          inafferrabile
          cedono il passo a un canto di colori.
          Crediamo nel nostro giorno,
          scritto già per noi
          lontano ma che verrà
          a cercarci.
          Sfioriamo con gli occhi
          i paesaggi di un mondo lontano,
          la favola di un giorno sbocciato,
          dell’ amaranto di un fiore nei capelli.
          Aspettiamo,
          sappiamo indugiare,
          adoriamo il momento giusto,
          l’impeto di un istante.
          Siamo bianche dentro,
          come sabbia fresca
          come calendule su un prato assopito.
          Siamo veggenti del nostro destino
          del nostro viaggio e
          nascondiamo la testa sotto il cuscino
          per non donare lacrime.
          Indugiamo,
          in silenzio amiamo.
          Poi urliamo vita,
          vita e miraggio.
          Ardono i cuori,
          annegano i nostri incubi e
          le nostre noie.
          Combattiamo al buio,
          unite da un filo di seta
          uguale all’azzurro
          di una mare felice, calmo.
          Petali di coraggio posati su un fazzoletto di lino
          segnano i nostri giorni brevi,
          troppo brevi per esprimere tutto il nostro ardore.
          Viviamo,
          viviamo legate da un filo di voce,
          da una coincidenza improvvisa.
          Siamo donne di penna,
          donne nelle pagine di un libro,
          pagine bianche da riempire,
          vite da leggere,
          donne dai pensieri infiniti,
          pensieri leggiadri
          da coltivare
          come un giardino inondato da parole d’amore.
          Maria Francesca Petrungaro
          Composta mercoledì 18 aprile 2012
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            Mai ti rinnegherò

            Mai ti rinnegherò
            anche se mi disturberai la vita.
            Mangia sul mio letto,
            sul mio petto,
            assapora il mio disgusto.
            Sdraia la tua bocca sul cuscino umido
            di pianti imputriditi,
            gusta il sapore amaro del mio sangue
            pulsante di fatica d'amore.
            Le mie ultime spasmodiche emozioni
            sventrano il mio corpo
            privandolo del nutrimento.
            Impazzita trottola,
            instancabilmente ruoti intorno alla mia sagoma invisibile,
            sbandi e ti rialzi
            e mi vuoi ancora su questo letto di storie affannate,
            in questo uragano di squarci al sangue ormai velenoso.
            Rianima le mie vene immancabilmente fragili,
            stanche,
            giammai ti ripudierò.
            Maria Francesca Petrungaro
            Composta lunedì 16 gennaio 2012
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              Amaro ricordo

              Adesso seppellisco questo mostro,
              l'odio che hai sortito,
              l'amaro che hai lasciato in bocca,
              il disgusto di un cattivo ricordo.
              Non mi rialzerò facilmente
              da queste ondate di tormenti
              e gusterò la rabbia fino all'ultimo
              frammento custodito
              per poi lasciare che canti neri
              di usignoli inferociti
              mi travolgano
              e rimangano trafitte da lame
              nel più tenebroso dei tuoi crudeli fendenti.
              Rimarrai senza fiato al momento del mio risveglio
              ed io negherò la tua esistenza,
              i tuoi occhi lucenti
              per poter trovare riparo
              nei miei che hanno speso in barili
              di lacrime ghiacciate.
              Adesso ho le redini di questo
              passato ubbidiente.
              Sarà come sotterrare gioielli,
              rubini
              e diamanti di un ricco tormentato.
              Maria Francesca Petrungaro
              Composta venerdì 5 agosto 2011
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