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Scritta da: Sir Jo Black

Ragazzo mio

Ragazzo mio, un giorno ti diranno che tuo padre
aveva per la testa grandi idee, ma in fondo, poi...
non ha concluso niente
non devi credere, no, vogliono far di te
un uomo piccolo, una barca senza vela
Ma tu non credere, no, che appena s'alza il mare
gli uomini senza idee, per primi vanno a fondo
Ragazzo mio... un giorno i tuoi amici ti diranno
che basterà trovare un grande amore
e poi voltar le spalle a tutto il mondo
no, no, non credere, no, non metterti a sognare
lontane isole che non esistono
non devi credere, ma se vuoi amare l'amore
tu,... non gli chiedere quello che non può dare
Ragazzo mio, un giorno sentirai dir dalla gente
che al mondo stanno bene solo quelli che passano la vita a non far niente
no, no, non credere no,
non essere anche tu un acchiappanuvole che sogna di arrivare
non devi credere, no, no, no non invidiare
chi vive lottando invano col mondo di domani.
Luigi Tenco
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    Scritta da: Sir Jo Black

    Ho capito che ti amo

    Ho capito che ti amo
    quando ho visto che bastava
    un tuo ritardo
    per sentir svanire in me
    l'indifferenza
    per temere che tu
    non venissi più
    Ho capito che ti amo
    quando ho visto che bastava
    una tua frase
    per far sì che una serata
    come un'altra
    cominciasse per incanto
    a illuminarsi
    e pensare
    che poco tempo prima
    parlando con qualcuno
    mi ero messo a dire
    che oramai
    non sarei più tornato
    a credere all'amore
    a illudermi a sognare
    Ed ecco che poi
    Ho capito che ti amo
    e già era troppo tardi
    per tornare
    per un po' ho cercato in me
    l'indifferenza
    poi mi son lasciato andare
    nell'amore.
    Luigi Tenco
    Composta nel 1964
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      Scritta da: Sir Jo Black

      Mi sono innamorato di te

      Mi sono innamorato di te
      perché non avevo niente da fare
      il giorno volevo qualcuno da incontrare
      la notte volevo qualcuno da sognare
      Mi sono innamorato di te
      perché non potevo più stare solo
      il giorno volevo parlare dei miei sogni
      la notte parlare d'amore

      Ed ora che avrei mille cose da fare
      io sento i miei sogni svanire
      ma non so più pensare
      a nient'altro che a te
      Mi sono innamorato di te
      e adesso non so neppure io cosa fare
      il giorno mi pento d'averti incontrato
      la notte ti vengo a cercare.
      Luigi Tenco
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        Scritta da: Sir Jo Black

        Un giorno dopo l'altro

        Un giorno dopo l'altro
        il tempo se ne va
        le strade sempre uguali,
        le stesse case.
        Un giorno dopo l'altro
        e tutto è come prima
        un passo dopo l'altro,
        la stessa vita.
        E gli occhi intorno cercano
        quell'avvenire che avevano sognato
        ma i sogni sono ancora sogni
        e l'avvenire è ormai quasi passato.
        Un giorno dopo l'altro
        la vita se ne va
        domani sarà un giorno uguale a ieri.
        La nave ha già lasciato il porto
        e dalla riva sembra un punto lontano
        qualcuno anche questa sera
        torna deluso a casa piano piano.
        Un giorno dopo l'altro
        la vita se ne va
        e la speranza ormai è un'abitudine.
        Luigi Tenco
        Composta nel 1966
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          Scritta da: Sir Jo Black

          Quasi sera

          Quasi sera,
          e tu eri con me,
          eravamo seduti
          accanto al mare.

          Quasi sera,
          e là, sopra la sabbia,
          c'erano ancora i segni
          del nostro amore.

          Ricordo
          che tu mi parlavi,
          io stavo guardando
          una vela passare:
          era bianca,
          era gonfia di vento,
          era l'ultima vela:
          era ormai quasi sera.

          Quasi sera...
          e non ricordo altro,
          né la voce che avevi,
          né il nome che avevi.

          Quasi sera...
          e poi non t'ho più vista,
          non ho mai più saputo
          di te, della tua vita.

          Ricordo
          di noi soprattutto
          la vela bianca che a un tratto
          sfiorò il nostro amore:
          era bianca,
          e dopo un momento
          io la stavo cercando
          ma non c'era che il vento.
          Luigi Tenco
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