Questo sito contribuisce alla audience di

Poesie di Leonardo Cantoro

Tecnico elettronico - Elicicoltore - Operaio edile, nato mercoledì 25 luglio 1990 a Manduria (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti, in Frasi per ogni occasione, in Proverbi e in Diario.

Scritta da: Leonardo Cantoro

Autunno-Inverno

Piove su noi,
è una pioggia fredda che avvicina all'inverno.
Il sole si è allontanato già da un po'.
Il clima esterno non aiuta, amplifica.
Grandine si abbatte sulla terra,
e lascia solchi nei raccolti,
come aghi nelle ferite,
di chi ha combattuto fino all'ultimo respiro. Pelle d'oca,
freddo invadente,
tremante come un cane torturato.
Annuncia così la fine dell'estate.
La fine delle cose belle.
Venti mai visti, si abbattono su noi,
muri che si innalzano e non crollano.
Il tramonto è ormai vicino,
e la notte non porta consiglio ma scompiglio. Vuoti incolmabili.
Insonnia.
Voglia di sparire da un mondo
che non ti appartiene.
Leonardo Cantoro
Composta lunedì 25 settembre 2017
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Leonardo Cantoro

    Il niente è il tutto

    Non c'è stato niente
    se non il silenzio
    cullato dalle onde del mare
    e noi
    E li nel caos infernale
    di quel silenzio
    l'anima a prendere voce.
    Scambi di sguardi,
    voglia di volare,
    accarezzare il suo viso
    e sfiorare la sua bocca
    per perdersi negli istanti
    di una vita.
    Quella vita che in parte
    è trascorsa ormai
    a lasciare spazio al domani.
    Io e lei a tenersi le mani
    a guardare quel mare
    tanto desiderato,
    e nel silenzio
    così come allora
    sentirsi l'anima e il cuore
    d'amore colmato.
    Leonardo Cantoro
    Composta domenica 3 febbraio 2013
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Leonardo Cantoro

      Malinconia di te

      E io sono qui
      in trappola dalla mia stessa casa,
      seduto in una stanza buia
      e tu sei lontana.
      Non così lontano è invece il pensiero di te,
      che è seduto qui al mio fianco.
      Mi osserva,
      ascolta il mio lamento
      e la mia voglia di evadere.
      Evadere da queste mura
      così cupe e silenziose.
      Ho bisogno di rumore,
      per nascondere i pensieri.
      Quei pensieri che silenziosi
      prendono vita nella mia mente
      e frastornano il mio domani.
      Ascolto della musica
      ma nemmeno lei stasera è in grado di aiutarmi.
      Sfoglio delle pagine web
      ma nemmeno nelle mie frasi trovo più pace.
      Scrivo.
      Ecco! Adesso è tutto migliore,
      nero su bianco
      i miei pensieri stampo,
      e rimangono li, su quel foglio.
      Non mi tormentano più.
      Sono finalmente libero.
      Queste mura sono più ampie e chiare adesso.
      Adesso che di pensiero ne è rimasto solo uno
      e silenzioso scorre in me,
      il più dolce... Il Tuo!
      Leonardo Cantoro
      Composta mercoledì 8 agosto 2012
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Leonardo Cantoro

        Cielo

        Oh cielo! Tu che come me
        cambi forma in ogni istante,
        che oggi sei sereno
        ma di nuvole ne hai tante.

        C'è silenzio in questa stanza
        dove nulla ha più importanza,
        è una notte come tante
        ma tu sei sempre più distante.

        Solo la pioggia fa rumore
        è una gran consolazione,
        come una canzone
        che da sfogo all'emozione.

        ... Sono il vento che sussurra è non parla,
        il sole che irradia e riscalda,
        la luna che nel buio è sola
        ma ammirabile ad ogni persona!

        Oh cielo! Tu che sei immenso
        come lo è poi l'universo,
        ricoperto di puntini
        dal colore giallo intenso.

        Illumina il mio viso
        come fossi in paradiso,
        insegnandomi una strada
        da seguir comunque vada.

        E mentre aspetto che ritorni
        i pensieri si fan storni
        che chiassosi volano via
        rattristendo la mente mia.
        Leonardo Cantoro
        Composta domenica 8 aprile 2012
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Leonardo Cantoro

          Il tempo che va

          Fa sempre un senso di nostalgia
          vedere i miei anni che volan via,
          eppure io sono ancora qui
          in attesa di un nuovo dì!

          Sarà colpa del tempo che scorre veloce,
          dell'amore che ancora non c'è,
          la speranza che mai muore
          dalla voglia di averti qui con me!

          Ne son passati di anni ormai,
          e il pensiero mi porta vicino
          sino al ricordo
          di quando ero bambino.

          La semplicità, la spensieratezza di una volta,
          si saranno chiuse a chiave dietro ad una porta,
          quella porta che non riesco più ad aprire
          da quando il mio cuore ha cominciato a soffrire!

          Adesso è tutto opposto rispetto al passato
          forse perché da quel sogno mi sarò già svegliato!

          Gioia, amore,
          sofferenza e dolore,
          queste son le parole
          di cui è invaso il mio cuore.

          La vita è questa,
          e non posso cambiarla
          ma ringrazio Dio lo stesso
          e continuo ad amarla...

          Ma stanotte sono qui,
          fermo a pensare
          in un anno che è già andato
          e che non può più tornare.

          La malinconia già mi assale,
          e non mi resta che sperare
          che il Sole risorga ancora
          per riflettere nel mare!
          Leonardo Cantoro
          Composta domenica 25 luglio 2010
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Leonardo Cantoro

            Anima e cuore (Pamela)

            Ed è lei...
            che ti prende e ti abbraccia,
            che la noti da lontano
            col sorriso sulla faccia.

            È così semplice e vera
            come lo è poi la primavera,
            immensa di colori
            dai suoi tanti bellissimi fiori...

            Ma lei diversamente dai fiori
            non appassisce,
            che quando poi è triste
            la sua vita non finisce.

            Ha la forza dentro al cuore
            come quella di un leone
            che ruggisce a gran voce
            per proteggere il suo amore.

            L'ho conosciuta in una sera,
            il suo nome è Pamela,
            l'ho dipinta dentro al cuore
            col pennello su una tela.

            È simpatica e scherzosa,
            ma a volte un po' nervosa,
            ti tira su il morale
            quando capisce che stai male!

            Potrei paragonarla ad una stella
            perché è luminosa e bella,
            potrei cercarla dentro un sogno
            ma so che è qui quando ho bisogno.

            Che dire più di lei...
            ... tutto quello che vorrei
            è vedere il suo sorriso
            e sapere ancora una volta che esiste il Paradiso...
            Leonardo Cantoro
            Composta giovedì 9 giugno 2011
            Vota la poesia: Commenta
              Scritta da: Leonardo Cantoro

              Similitudine di me stesso

              Io fiore di campagna
              nato da un piccolo seme
              trasportato dal vento qua e là.
              Mi alzai. E gridai il mio nome tra l'erba alta.
              Le piogge primaverili diedero vita alle mie prime foglie;
              il vento mi diede la forza per resistere a lungo
              e il sole la speranza di fiorire ancora!

              Non pioveva da giorni
              e c'era solo un contadino
              dall'altra parte del prato
              che poteva darmi salvezza,
              ma egli non aveva acqua
              per potermi dissetare,
              bensì una falce.

              ... Io caddi a terra
              con gran dolore
              vedendo della mia vita
              contate le ore!...

              Dopo tanto tempo scese la pioggia
              e io ebbi la forza di crescere nuovamente,
              alzai grandi steli e foglie
              con bellissimi fiori
              e così rimasi, fisso per terra,
              in attesa che le belle farfalle si facessero vive,
              e così fu!
              Io ero vita! Ero nutrimento per le piccole creature,
              sentivo che donare era un gesto bellissimo
              e il mio cuore si riempiva di gioia.

              Ma adesso, come allora, non piove più
              da giorni, mesi, anni.
              Ed io aspetto, aspetto da tanto.
              In ricordo di quel seme che mi diede la vita,
              di quelle farfalle che venivano a trovarmi.
              Ma adesso soffro!
              E le mie foglie stanno per cadere,
              i miei petali bruciati dal sole sono stanchi,
              si staccano fino a raggiungere il suolo.
              Sono spoglio, nudo!

              Ma ho ancora tanto da offrire
              e la pioggia non si cura di me.
              Ed io timido fiore di campagna
              assetato d'amore aspetto!
              Leonardo Cantoro
              Composta venerdì 9 settembre 2011
              Vota la poesia: Commenta
                Scritta da: Leonardo Cantoro

                Morire lentamente

                Che strana sensazione
                questo mio morire lentamente
                ma è solo la paura
                che tormenta la mia mente...

                Quella paura che appare
                quando incomincio ad amare,
                è un po' come morire
                per poi disperdermi nel mare.

                E i silenzi sono tanti
                quanti sono i miei pensieri,
                ho bisogno di parlare
                ne ho bisogno più di ieri...

                Così a tenermi compagnia
                c'è una dolce nostalgia,
                di qualcosa che non è evidente
                ma ben presente nella mia mente...

                ***... E che a volte ci si trova
                qui da soli,
                e le emozioni non son facili
                da tirar fuori... ***

                Mi immergo nel silenzio
                ma non riesco a darle un senso
                È un vuoto dentro al cuore
                questo mio tacere di dolore...

                E così si è svanita
                la mia tranquillità interiore,
                e da anima irrequieta
                non so domandarmi come.

                So solo che adesso c'è tanta confusione,
                e non riesco più a prender nessuna decisione.
                Ma non durerà a lungo questa triste agonia
                perché ritornerà il Sole in questa vita mia!
                Leonardo Cantoro
                Composta sabato 6 agosto 2011
                Vota la poesia: Commenta
                  Scritta da: Leonardo Cantoro

                  Tramonto

                  Si abbassa lento
                  senza pronunciar parole
                  nascondendosi arrossito
                  questo immenso sole,

                  illumina la sera
                  dal blu al rosso cuore,
                  facendo scendere una lacrima
                  a chi dentro muore.

                  Non così fa con
                  gli innamorati
                  che si tengono per mano
                  sul camminar dei prati,

                  e nemmeno con
                  le persone felici
                  quelle sorridenti
                  e circondate di amici.

                  ... È il tramonto,
                  il "figlio" del sole
                  che si svela alla luna
                  con immenso amore...

                  Leggero si estende
                  su tutto l'orizzonte
                  mostrando la sua bellezza
                  alle persone che ha di fronte;

                  Annuncia la notte
                  questo fuoco d'amore
                  abbandonandosi sereno
                  senza far rumore.

                  Dà colore al cielo
                  con il suo tramontare
                  ricordando che la vita
                  non si deve sprecare!
                  Leonardo Cantoro
                  Composta sabato 3 settembre 2011
                  Vota la poesia: Commenta
                    Scritta da: Leonardo Cantoro

                    Il naufragar dell'anima

                    Seduto su uno scoglio
                    li a contemplare il mare,
                    a scrivere su un foglio
                    il bisogno che ho d'amare!

                    Aver voglia di star solo
                    li fermo ad aspettare,
                    sognando ad occhi aperti
                    e ascoltando il mio pensare.

                    Nel fruscio del vento
                    dei passi lenti sento.
                    Eccola era lei!
                    La causa del mio tormento!

                    ... Come una piantina
                    li nel bosco che bruciava,
                    la mia anima impotente
                    stava immobile e gridava...

                    Si sedette accanto a me
                    su quello scoglio senza fine
                    era bella come sempre
                    ma come tutte le rose avea le spine.

                    D'un tratto il cielo
                    si dipinse di rosso,
                    e la passione ormai
                    aveva preso il suo corso.

                    Era tanta la voglia
                    di dirle ti amo
                    ma è solo una parola
                    che io porto dentro invano!
                    Leonardo Cantoro
                    Composta domenica 7 agosto 2011
                    Vota la poesia: Commenta