Le migliori poesie di Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran)

Poeta, pittore e filosofo, nato sabato 6 gennaio 1883 a Bsharre (Libano), morto venerdì 10 aprile 1931 a New York (Stati Uniti d'America)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Proverbi.

Scritta da: Federico
La mia anima mi ha parlato,
fratello, e mi ha illuminato.
E spesso anche a te l'anima parla
e ti illumina.
Tu infatti sei come me,
e non c'è differenza tra noi,
se non questa:
io esprimo cio che è dentro di me
in parole che ho udito nel mio silenzio,
mentre tu custodisci tacito
ciò che è dentro di te.
Ma la tua silenziosa custodia
ha lo stesso valore del mio tanto parlare.
Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran)
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Silvana Stremiz

    Laws

    Then a lawyer said, "But what of our Laws, master? "
    And he answered:
    You delight in laying down laws,
    Yet you delight more in breaking them.
    Like children playing by the ocean who build sand-towers
    with constancy and then destroy them with
    laughter.
    But while you build your sand-towers the ocean brings
    more sand to the shore,
    And when you destroy them, the ocean laughs with
    you.
    Verily the ocean laughs always with the innocent.
    But what of those to whom life is not an ocean, and
    man-made laws are not sand-towers,
    But to whom life is a rock, and the law a chisel with
    which they would carve it in their own likeness?
    What of the cripple who hates dancers?
    What of the ox who loves his yoke and deems the elk
    and deer of the forest stray and vagrant things?
    What of the old serpent who cannot shed his skin, and
    calls all others naked and shameless?
    And of him who comes early to the wedding-feast, and
    when over-fed and tired goes his way saying that all
    feasts are violation and all feasters law-breakers?
    What shall I say of these save that they too stand in the
    sunlight, but with their backs to the sun?
    They see only their shadows, and their shadows are
    their laws.
    And what is the sun to them but a caster of shadows?
    And what is it to acknowledge the laws but to stoop
    down and trace their shadows upon the earth?
    But you who walk facing the sun, what images drawn
    on the earth can hold you?
    You who travel with the wind, what weathervane shall
    direct your course?
    What man's law shall bind you if you break your yoke
    but upon no man's prison door?
    What laws shall you fear if you dance but stumble
    against no man's iron chains?
    And who is he that shall bring you to judgment if you
    tear off your garment yet leave it in no man's path?
    People of Orphalese, you can muffle the drum, and you
    can loosen the strings of the lyre, but who shall
    command the skylark not to sing ?
    Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran)
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Randle
      Sono molte le civette
      che non sanno altri canti
      oltre le proprie strida.
      Li conosciamo, tu ed io,
      gli impostori che rendono onore
      solo a un più grande impostore,
      e portano al mercato
      la propria testa in un cesto
      per venderla al primo che passa.
      Conosciamo il pigmeo
      che insulta l'uomo del cielo.
      E sappiamo
      cosa dice la mala erba
      della quercia e del cedro.
      So dello spaventapasseri:
      le sue sporche e lacere vesti
      si agitano sul grano
      e al vento sonoro.
      So del ragno senz'ali:
      è per gli esseri alati
      che intreccia la rete.
      Conosco gli abili suonatori
      di corno e di tamburo,
      che nel loro frastuono
      non sentono l'allodola
      né il vento di Levante nella foresta.
      Conosco quelli che remano
      contro ogni corrente
      senza trovare mai la sorgente,
      e percorrono tutti i fiumi
      senza osare mai avventurarsi nel mare.
      Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran)
      Composta venerdì 20 aprile 2012
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Elisa Iacobellis
        Camminavo sulla sabbia. Bassa marea.
        E giù, oltre, la curva, scrissi un verso sulla sabbia.
        E in quel verso scrissi quel che la mia mente pensava
        e ciò che la mia anima desiderava.
        E quando la marea fu alta,
        ritornai, ancora, su quel lido,
        e di ciò che avevo scritto nulla trovai.
        trovai solo i segni del bastone di uno che aveva lì camminato da cieco
        Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran)
        Vota la poesia: Commenta
          Questo sito contribuisce alla audience di