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Poesie di Giampiero Iezzi

Questo autore lo trovi anche in Racconti.

Aah... Qua!

Il cuore infranto è nero, a fatica esprime il rosso dell'odio.
Aah qua! Nel deserto dei miraggi un sorriso si paga caro
un vuoto a rendere per l'anima della sfusa felicità.
Contenti & felici!
Corre il pianto a gocce palpita la palpebra cade come
il piombo di pietra e bagna lì il pensiero di quel mito
devastato sogno di un estremo desiderio che
cicatrizza la sofferenza del pescatore di emozioni.
Guarda in cielo, Te! Un celato Signore con velata
minuziosa attenzione seduto su una nuvola.
Arranca mulinelli, con aliti di vento, ghirigori
immaginari al fusare variegato di colori
fumati delle italiche frecce tricolori.
La nuvola scirocca l'intesa cortese densa del passato
butta la canna nel mezzo per pescare qualche emozione
frulla repentina al mio amo, c'è la pesca dei desideri
che con il suo pianto temporalesco distribuisce goccioline
donando ancora una volta la speranza alla vita.
Giampiero Iezzi
Composta domenica 8 gennaio 2012
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    Sodoma e gomorra

    Caro il mio Dio gentil sempre indaffarato stai
    per fare e disfare la tua immagine sulla natia
    terra a noi molti cara... Fermati!

    Sii più riflessivo nelle tue volontà di agire.
    Benedetto! Basta il tuo Papa ultimo dei migliori
    per non dimenticare la tua immagine eterna.

    Lui, umano da te mandato è bravo per stare tra
    di noi... Nel tuo Nome. Lo dovresti retribuire di più
    abbiamo bisogno di lui come il pane per le nostre necessità.

    Di vivere molto anche di pace è impellente desiderio
    per vivere la tua vita in serenità.

    Vorrei fare qualcosa pure io per evitare tue nuove
    immatricolazioni di esseri umani scherzati superabili,
    schizzati disabili... evocati... per calmarci!

    Mah che cosa ci facciamo di tutti stì pazzi parkinsoniani?
    Altri Cartoni Animati!... Per deridere tra di noi chi è umano
    per l'anno nuovo? Da te resi caritatevoli per pubblicizzare
    i tuoi poteri...

    Di noi in terra disabili chi per te sono colpevoli?
    dei loro voli d'indipendenza. Tarpati leali malsfamano
    altri pure disperati per vivere erosi di rabbia nell'anima
    mangiati con gli occhi della disperazione...

    Ci deprimiamo per vivere chi per il soldo chi per la salute...
    in questo insieme di Sodoma e Gomorra. Eeh pensare che
    si nasce per vivere su questa terra eden, per essere rose belle.

    Bellissime anche senz'acqua profumate di salute per avere
    il piacere immenso di vivere la vita per esprimere emozioni
    anche per te.

    Non disabilitare oltre la nostra vita umana già oppressa da noi
    stessi per vanità d'incomprensione ed oltre la vita non c'è e,
    non hai di meglio niente da proporre... Sai!

    Forse, la catastrofe della guerra.

    Mah! per accettarci basta comporre strofe di poesia anche
    di un mendicante poeta... Ooh Dio lasciaci in pace, perché
    se vissuta normale basta e avanza la vita per essere di te contenti.

    Io faccio lascito testamentario delle mie poesie per non infierire
    oltre sull'umanità.
    Giampiero Iezzi
    Composta lunedì 2 gennaio 2012
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      Disabili

      Quando non avrò più occhi per la mente
      non investirò nei colori del tempo a smarrirmi
      in disegni sulle nuvole d'ovatta cotonate, passano
      di moda sfilano in passerella vuoti, davanti alla finestra.
      la vita non è la minestra solita offerta, ma per
      com'è bella è da vivere ricca di voglia di vita.
      Ooh Dio divinamente avversata, per noi disabili,
      povera e vuota sarà non ricca di sorrisi
      sempre presa da dietro è un ricevere continuo
      dai nostri simili grandi fregature d'eventi.
      Dio! per non soffrire pur bisogna agire non si può
      sempre adire di parola per non essere elusi vani
      così non si regge e ne si corregge i sogni
      illusi di vita preda del male per l'eterno vivere.
      La mia dimenticata malattia insicura nella solitudine
      scura infusione nella confusione scarsa
      di certezza in buona fede è avariata d'intenti belli.
      Nel pestare il fallito mondo con la mia immagine
      io sono un contorno di cambiali, tratte di un conto in banca...
      per altri, sono uno adatto per utili prelievi.
      Giampiero Iezzi
      Composta mercoledì 14 dicembre 2011
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        Incasso con dignità

        Incasso con dignità! Signore,
        l'estremo vivere da te attribuito
        non per scelta ti scrivo con attrito
        dalla cupa tomba la poesia del mese.
        Con la tristezza sono viscide parole coese
        nella solitudine che il cuore dal sogno tese
        aride immortali pene che l'anima arrese
        per un Dio, con emozioni poi il suo corpo pose.
        La giovinezza presa con l'alloro della vecchiaia
        presto per malattia tardi condusse l'esistenza
        al cimitero morto da fantasma vive sazio
        per descrive memorabili eventi inchiostrati
        di ricordi raccontati con il nero dell'anima.
        Il suo inferno! Vissuto è verità su poesia.
        Anche se osò scrivere delle inutili prose
        compatite peggio di ridicole poesie d'osè
        comprate in edicola con mani rafferme prese
        per arrossire la solitudine... delle rose.
        Giampiero Iezzi
        Composta mercoledì 14 dicembre 2011
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          De canto

          Non ci riesco più! La disabilità ti leva la vita.
          È una mantide religiosa ti frega il cuore
          succhia anima con tutte le emozioni.
          Gadget soprammobili trottole caricate
          a dolore spontaneo ciechi sordo muti
          per essere diversi e traslocabili.
          Ti ho pensato all'alba! Perché,
          mi hai lasciato vivere...
          I sogni inquieti sono strani anche
          dopo la tempesta mi sconvolge
          non poco, tanta tua generosa umanità.
          Appiccicati a fiamme interiormente
          a ferro e fuoco, la certezza
          lampante come la bellezza
          anoressica per le cattive attenzioni
          che brucia la speranza.
          La tristezza và a sofferenza
          Qui! Ci vuole un po' di acqua santa.
          Parole sante! Giocate a cruciverba
          arrivano a soluzione per un corpo
          il mio, finché morte non ci separi.
          De canto amore ooh Dio
          per te che non ci ami...
          Quando
          amici noi siamo per te.
          Purtroppo il troppo pure allunga
          questa inutile vita avvitata
          all'esistenza nell'estrema dipartita.
          Figuriamoci per il non ritorno!
          Siamo tutti in ansia d'amore
          non aspettiamo altro
          con te. Signore!
          Giampiero Iezzi
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            Anche a Natale... Io lavoro.
            Acerbo di mente nel sonno sveglio la notte alle due
            dall'ululare parkinsoniano mesto s'alzano i dolori.
            In giro alla ricerca di un po' di pace vado, cerco
            e trovo in un prato le margherite le più bulbose
            non più per giocare con i petali del fiore per colorare
            la mia gioventù al gioco del m'ama non m'ama,
            per la manna di gustare il sapore del suo bulbo
            la mamma della camomilla la migliore prelevo
            per bere la tisana della tranquillità interiore.
            Fa amare con occhi languidi il paesaggio
            per vivere sopravvivendo al fine
            sofferente che offre scene di vita triste
            così svio nella solitudine salvo i colori belli
            li lavo, li profumo e li vesto con le mie fantasie
            nel sogno allontanandoli dalla mia cupa realtà.
            Anima! I fiori con i colori belli li consegno a te
            per te... che sempre più buia puzzi d'incenso
            e, inconsciamente percorri la stessa strada rancorosa
            da tempo barata d'estrema unzione asfaltata
            lunga da arrivare inesorabile alla solita lontananza
            che ci frega la vita privata dell'anima con la morte nel corpo.
            Anima!
            Potevi girare ai molti incroci per improbe prospettive
            ti allunghi la vita solo per bellissime e degne emozioni.
            se poeta son tuoi ricordi in poesia emozioni desiderate.
            Forte!
            La dignità impone la parola in questa realtà
            mi nvita a proseguire i mirati eventi assaporano
            i densi sentimenti che si consumano carboni ardenti
            sulla graticola mette fuoco: Aria d'onesta diventa
            polvere gassosa palpabile al vento invisibile che
            vuole andare... come normale scorre la vita via
            così lo vuole per tutti la natura.
            Nella tua immensità
            ooh Dio ne ho necessità,
            drogami! La fede con intensità
            rendimi l'io folle incosciente nullità
            la volontà che svia,
            ha la forza giusta per reagire all'infinito...
            il suo amore per la vita.
            Giampiero Iezzi
            Composta mercoledì 14 dicembre 2011
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              L'età acerba

              Come altri mi spalleggio raccontando.
              Io, non ho più bisogno di mostrarmi
              per essere noto al pubblico dominio.
              Sono conosciuto ampiamente
              tutti hanno profittato di me.
              Mi dispiace vanamente vecchiaia
              per l'età acerba poco vissuta del vivere
              come un seminato lavorato d'altri
              è ampiamente profanato.
              Corre stanca la sfortuna,
              rincorsa dalla vecchiaia quando
              è tutta da vivere e,
              ancora nessun lo vuole
              senza fare il passo indietro
              una parte dei miei difetti.
              Preferiscono amministrare
              loro con assistenza
              il frutto dei miei guai.
              Giampiero Iezzi
              Composta mercoledì 14 dicembre 2011
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                Anche a Natale...

                Anche a Natale... Io lavoro.
                Acerbo di mente nel sonno sveglio la notte alle due
                dall'ululare parkinsoniano mesto s'alzano i dolori.
                In giro alla ricerca di un po' di pace vado, cerco
                e trovo in un prato le margherite le più bulbose
                non più per giocare con i petali del fiore per colorare
                la mia gioventù al gioco del m'ama non m'ama,
                per la manna di gustare il sapore del suo bulbo
                la mamma della camomilla la migliore prelevo
                per bere la tisana della tranquillità interiore.
                Fa amare con occhi languidi il paesaggio
                per vivere sopravvivendo al fine
                sofferente che offre scene di vita triste
                così svio nella solitudine salvo i colori belli
                li lavo, li profumo e li vesto con le mie fantasie
                nel sogno allontanandoli dalla mia cupa realtà.
                Anima! I fiori con i colori belli li consegno a te
                per te... che sempre più buia puzzi d'incenso
                e, inconsciamente percorri la stessa strada rancorosa
                da tempo barata d'estrema unzione asfaltata
                lunga da arrivare inesorabile alla solita lontananza
                che ci frega la vita privata dell'anima con la morte nel corpo.
                Anima!
                Potevi girare ai molti incroci per improbe prospettive
                ti allunghi la vita solo per bellissime e degne emozioni.
                Se poeta son tuoi ricordi in poesia emozioni desiderate.
                Forte!
                La dignità impone la parola in questa realtà
                mi invita a proseguire i mirati eventi assaporando
                i densi sentimenti che si consumano carboni ardenti
                sulla graticola mette fuoco: aria d'onestà diventa
                polvere gassosa palpabile al vento invisibile che
                vuole andare.... come normale scorre la vita via
                così lo vuole per tutti la natura.
                Nella tua immensità
                oh Dio ne ho necessità,
                drogami! La fede con intensità
                rendimi l'io folle incosciente nullità
                la volontà che svia,
                ha la forza giusta per reagire all'infinito...
                il suo amore per la vita.
                Giampiero Iezzi
                Composta venerdì 9 dicembre 2011
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                  Desiderio

                  Non importa chi le chiude la sera.
                  Vorrei essere sempre il primo
                  la mattina a spalancare le persiane
                  di casa mia.
                  Per avere la vita viva sicura da vivere
                  ogni giorno d'intensità con emozione
                  nell'immensità dell'anima certa con
                  l'animale incurabile nel corpo umano.
                  Giampiero Iezzi
                  Composta venerdì 9 dicembre 2011
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