Le migliori poesie di Domenico La Polla

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Scritta da: pox
il cielo quella sera era un florilegio di stelle! Gli piacque
pensare che ognuna di esse eternizzasse un amore passato.
Ognuno quindi elevando il suo sguardo al firmamento avrebbe
potuto riconoscere quelle che erano le proprie stelle...

Nella vita occorre cogliere l'attimo, non nel senso di essere istintivi o impulsivi nelle scelte, bensì nel senso di essere decisi, tenaci, prendersi ciò che si vuole quando si presenta l'occasione, in quanto quello che è possibile oggi può non esserlo domani...

Si inaridisce l'inchiostro dell'anima
e la nostalgia dei ricordi ti travolge,
e ti chiedi se c'è un perché,
e nel frattempo un altro pezzo di te
si spegne
e così che piano piano si muore dentro...

Quando dagli occhi scendono solo lacrime,
quando il cielo dei sorrisi non ricopre le tue giornate,
quando il fato o un Dio crudele ti portano via
chi ti ha dato la vita e chi le stava dando senso,
allora la strada si fa dura... il cuore soffre in silenzio
e il silenzio diventa rumore...
Domenico La Polla
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    Scritta da: pox

    SOLDATO INNAMORATO

    Non ho la morte negli occhi
    perché negli occhi ho solo te.
    Non sento l'odore dei corpi putridi
    perché, con me, c'è il tuo profumo.
    Il cielo non ha calore qui
    il sole è morto da tempo su di noi.
    Sono le sciagure umane a splendere inesorabili.

    Solo pensandoti riesco a non vedere la morte che cammina
    che ci insegue e ci sovrasta.
    Ricordo ancora cos'è la vita grazie a te.
    Mi basta l'immagine del tuo viso,
    l'azzurro degli occhi tuoi,
    la vitalità dei giorni trascorsi insieme:
    quando vivere non era solo un non morire.

    Mi manchi e non sai quanto.
    qui c'è solo sangue,
    non c'è posto più
    neppure per le lacrime,
    la guerra le ha asciugate.
    Vado avanti
    verso il nulla umano che mi circonda
    solo per rivedere un giorno
    te.
    Domenico La Polla
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      Scritta da: pox

      Conchiglia di sogni

      La dolce brezza estiva
      accarezza lievemente
      il viso mio,
      dolci baci di un tempo che fu.
      Istantaneamente
      un timido riflesso di luce
      chiama i miei occhi,
      ultimo bagliore di
      un sole ormai al tramonto.

      Dopo un breve e intenso
      stordimento
      mi avvicino e scorgo
      una conchiglia
      sola
      sulla deserta spiaggia,
      la raccolgo
      è piena di sogni,
      i miei e i tuoi,
      desiderati sempre,
      realizzati mai.

      Comprendo allora
      che eri tu
      quel timido raggio di luce,
      quello stanco sole
      di un amore
      appena sbocciato
      e già appassito,
      volato via
      aquilone al vento
      tu
      quella conchiglia.
      Domenico La Polla
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