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Poesie di Dimitri De Nardin

Magazziniere/Motociclista/Lettore/Uomo, nato giovedì 11 marzo 1976 a Feltre (Belluno) (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: monster

Semplici questioni di principio e fine

I contorni contesi, gli inestimabili valori umani.
Srotolati come filo spinato a mani nude, le proprie mani.
A strenua difesa del margine oltre il quale l'invasione evoca i risvolti più aspri dell'animo.
Flusso vitale e letale, quando la coscienza di se genera contrapposizione.
Nessuno negherebbe se stesso,
e questa è l'unica buona intenzione.
Dimitri De Nardin
Composta venerdì 29 maggio 2020
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    Scritta da: monster
    Abbiamo congelato il mondo,
    affogato terre che volevano
    solo trovare calore e amorevoli cure.
    Abbiamo fatto urlare i fiumi,
    annegato il nuovo maggio di lacrime e pioggia.
    Abbiamo coinvolto l'intero creato
    nel nostro smodato intento
    di fare convergere galassie opposte.
    Abbiamo forse regalato sprazzi di sereno,
    ma di certo qualcuno potrebbe obbiettare
    che l'estate si avvicina e dovremmo bruciare!
    Dimitri De Nardin
    Composta sabato 15 maggio 2010
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      Scritta da: monster
      Siedo ora come sedevo un tempo,
      calato al centro di uno stuolo
      di umide terre ancora dormienti.
      Siedo in questo inverno morente
      ma già si avverte l'invadente imporsi
      di un sole libero e fiero, sfacciato ed ingiusto.
      Sole che ancora non mi trova al mio posto,
      pronto ad accoglierlo degnamente,
      a ricambiargli il sorriso.
      Vedo e tocco il lento ridestarsi
      d'una nuova primavera
      che col sole mi danza attorno
      quasi a volermi schernire.
      Accompagno con occhi dolenti
      l'aggraziato e naturale arrendersi di inanimate vite
      al ridente scorrere delle stagioni.
      Siedo a scruto lontano dal mio letto
      improvvisato di foglie e terra...
      passeggio tra ramoscelli sparsi
      alieno a questo sottile, accennato splendore.
      Osservo con sgomento d'innanzi a me
      il fluire spento di un ruscello diventato stagno.
      D'un ruscello che col suo immobile scorrere
      trascina via con se i contorni dell'immagine mia riflessa.
      Dimitri De Nardin
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        Scritta da: monster
        Perché, se sboccia e fiorisce
        nell'amare e nell'essere amato,
        la mia affannosa ricerca
        d'un supremo senso del vissuto...
        perché calpestai un giorno
        quel germoglio appena nato,
        per tornar a cercare
        ciò che in fondo già possedevo...
        per tornar a seguire
        come libero prigioniero
        una sensazione...
        un angolo di cielo mai raggiunto?
        Dimitri De Nardin
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          Scritta da: monster
          Luce accecante che sfrigola
          in riflessi di foglia...
          un sole perfido si staglia oltre le fronde,
          che scosse in mulinelli di vento
          disegnano l'ennesimo cerchio
          discendente in aspri viali sassosi.
          L'impressione fulminea d'uno spazio
          scorto appena nell'abbaglio
          del suo illusorio estendersi
          ai miei occhi nudi...
          anelli irregolari di principio e fine
          nell'assolato arrendersi
          ad un abusato finale.
          Dimitri De Nardin
          Composta sabato 22 novembre 2008
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            Scritta da: monster
            Che cosa stiamo cercando?
            Sono, questi, solamente anni di prova
            o già viviamo in una stesura definitiva?
            Forse solamente la nostra lentezza,
            il nostro ostinato attendere
            ci consente di assaggiare entrambe le cose:
            ciò che è e ciò che potrebbe essere.
            Siamo avvoltolati in noi stessi,
            attenti agli sprechi... passo dopo passo.
            Curandoci solo di non imboccare vicoli ciechi,
            strade senza ritorno.
            Un'altra volta ancora ritrovandoci qui,
            al punto in cui siamo.
            Al punto da cui stiamo rifuggendo...
            Dimitri De Nardin
            Composta martedì 26 dicembre 2006
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              Scritta da: monster
              Casomai balenasse ancora in me
              il pensiero che non esista più uno spazio
              in cui potersi muovere...
              casomai il vento tornasse a farsi beffe
              delle mie vele spiegate,
              e placasse di colpo il proprio vigore...
              casomai sentissi ancora scorrere sulla mia pelle
              la vacua inconsistenza del dubbio,
              mi chiamerei nuovamente a fare scivolare
              le dita lungo le mie superfici...
              distenderei a mani nude il disordine
              e lascerei che si spegnessero via via
              le mille voci dissonanti in sovrastante sottofondo.
              Casomai quel giorno ripartirei da qui...
              Dimitri De Nardin
              Composta domenica 12 giugno 2005
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