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Poesie di Debora Lisbona

Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Deli

Poi, vado via

In un batter di ciglia
mi ritrovo, quasi in modo inconsapevole,
ad incartare la mia vita
in scatole che emanano odore
di cambiamenti.

Incredula che questo dì
sarebbe mai arrivato,
sto per chiudere la porta
del mio nido familiare
per aprire il portone
del mio domani,
da moglie, da mamma.

Fa male lasciare loro,
che hanno riempito la mia anima
di bei valori,
fa bene imbattersi in lui,
che riempie il mio cuore
di un amore incondizionato.

Mi guardo allo specchio
e osservo il volto di una giovane donna
che, rigato da lacrime, sorride.
Poi, vado via.
Debora Lisbona
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    Scritta da: Deli

    Abbracciami per alleviare la solitudine

    Abbracciami con queste note dedicate,
    quando corro per sentire
    come pulsa il mio cuore,
    mentre mi addormento per entrare
    nel mondo incantato dei sogni.

    Abbracciami con questi suoni essenziali,
    perché senza sarei come il sole senza calore,
    affinché io possa sentirmi libera di esplodere.

    Abbracciami quando la mia mente
    ha voglia di viaggiare nei ricordi
    e con la tua musica
    io ritorno nel mio passato che,
    con cura, conservo.
    Debora Lisbona
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      Scritta da: Deli

      Un fiume di sangue

      Il coltello mi ha trafitto,
      il proiettile mi ha colpito,
      le percosse mi hanno lacerato,
      Lui mi ha ammazzato.

      Il mio corpo è inerme
      e un fiume di sangue scorre,
      sul pavimento,
      sull'asfalto,
      tracciando il sentiero della mia morte.

      La gente impietosita
      scende in strada e,
      con una candela tra le mani,
      esprime un dolore empatico.

      I pubblici poteri
      parlano in tivù e,
      con tanti ragionamenti,
      cercano una soluzione opportuna.

      Ma intanto...
      Io ero Angela.
      Io ero Rosa Maria.
      Io ero Nunzia.
      Io ero Elena.
      Io ero Laura.

      Io ero.
      Debora Lisbona
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        Scritta da: Deli

        L'istante di una fine

        Seduti su una panchina qualsiasi della città,
        contrastate la bellezza dell'estate
        con le vostre lacrime.

        Tu, ragazzo,
        con il viso coperto dalle mani
        per nascondere la tua disperazione.

        Tu, ragazza,
        con voce esitante e sottile
        per chiarire il tuo gesto.

        Non è vostro complice il lieto fine.

        Una bugia, un tradimento, una gelosia
        o chissà cosa o chissà chi,
        ha rovinato per sempre il vostro amore
        e ora sarà difficile,
        quasi impossibile,
        incastrarsi di nuovo,
        in una sola essenza.

        E mentre questo malinconico pensiero
        mi avvolge,
        mi allontano,
        lasciandovi su quella panchina.
        Debora Lisbona
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          Scritta da: Deli

          Quel momento...

          Tu urli,
          io urlo...
          Ed improvvisamente
          è come se ci trovassimo
          nel caldo deserto africano,
          dove il sole tropicale
          corrode la mente
          e allontana la ragione
          dalla nostra anima arrabbiata.
          Siamo assetati di serenità,
          ma purtroppo,
          avvolti in codesta aura misteriosa,
          l'oro del nostro amore
          stenta a luccicare e...
          Siamo sconosciuti.
          Debora Lisbona
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            Scritta da: Deli

            Di nuovo amore

            Il semplice sapore delle tue labbra
            rievoca quel dolce sentimento fanciullesco
            sebbene ormai è un ricordo fin troppo lontano.

            La mia età non più pura,
            il cuore non più leggiadro,
            mi impediscono di crederci, di nuovo.

            Ma tu, anima innamorata,
            mi trascini in questo uragano di emozioni
            a cui è impossibile sfuggire.

            E allora consapevolmente mi arrendo,
            ascoltando i brividi che provo
            nel pensarti come la mia unica soave isola.
            Debora Lisbona
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              Scritta da: Deli

              La tua ultima corsa

              Pronti, partenza, via!

              Quella fu l'ultima tua corsa
              e quando penso che
              io ero lì, al tuo fianco,
              un brivido di emozione
              attraversa la mia anima.

              A piedi nudi sulla sabbia,
              evitando la gente che incrociavamo,
              liberi da ogni pensiero,
              ci lanciammo in quel piccolo sforzo,
              e quando ci fermammo
              i nostri respiri complici si sorridevano.

              In quell'istante
              nulla era più importante di Noi:
              ciò che ci attendeva sarebbe stato terribile,
              e forse ne eravamo consapevoli,
              ma in quel momento eravamo felici,
              veramente felici.

              Una semplice corsa,
              un bellissimo ricordo,
              un pensiero a te.
              Debora Lisbona
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                Scritta da: Deli

                Il peso del passato

                Ispirata da una natura solidale,
                contemplo l'elisir maldestra della vita
                e una sfilata di domande arpeggiano nella mia mente.

                Chi padroneggia il potere di renderci felici?
                Come possiamo brillare nel buio del dolore?
                Dove ci condurrà l'inquietudine del domani?
                Perché le nefaste emozioni sono l'essenza del nostro destino?

                Forse, il mio spirito è sedato
                dal mio triste preterito,
                e ogni dubbio sul probabile nirvana
                fuoriesce come lava infuocata
                che distrugge tutto ciò che incontra sul suo percorso.

                E così, mi ritrovo incapace
                di dare spiraglio alle gioie
                perdendo l'anima della vita,
                invecchiando lontana dalla leggerezza della ragione.
                Debora Lisbona
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                  Scritta da: Deli

                  Un fratello mai nato

                  Ho immaginato
                  il suono della sua voce,
                  ho fantasticato
                  sul suo ipotetico nome,
                  ma accidentalmente
                  mi ha abbandonato...
                  Troppo presto per far sì
                  che qualsiasi utopia
                  diventasse realtà.

                  Così, quel piccolo embrione,
                  che forse sarebbe diventato
                  un poeta dannato
                  o forse un marito angelico,
                  ma soprattutto mio fratello,
                  non ha potuto assaporare la vita
                  seppellendo un mio grande desiderio
                  nel vuoto della solitudine.
                  Debora Lisbona
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