Poesie di Claudio Cisco

Artista, nato domenica 18 ottobre 1964 a Messina (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Racconti.

Scritta da: CLAUDIO CISCO

Risuscitami

Maestro, ho tanto bisogno di un miracolo
trasforma la mia vita e tutto in me
da tempo non vedo più la luce
hanno spento già la mia gioia di vivere
umiliato la mia speranza,
vedo i miei sogni cancellati tristemente
lacrime di solitudine bagnare i miei occhi.
Maestro, non ho altro che io possa fare
solo tu hai tutto il potere,
sono seppellito come Lazzaro in questo sepolcro di disperazione
c'è un macigno che Satana ha messo davanti.
Maestro, chiama il mio nome ti prego
ascolterò con fede inginocchiato la tua voce
rimuovi la pietra delle mie paure e chiamami ad uscire
fai rivivere i miei sogni: liberami!
Sospinto dalla fede che c'è in te
sicuro d'una vittoria che tu solo dai
risuscitami.
Claudio Cisco
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    Scritta da: CLAUDIO CISCO

    Riflessioni

    A dispetto del tempo che inesorabile scivola sui miei anni, son rimasto quel bambino sperduto di ieri con lo stesso terrore di crescere, solo ed incompreso tra mille paure. Ho ancora voglia di sognare, illudermi, fantasticare. Vorrei rifugiarmi in un mondo solo mio, ricco di colori e d'ingenuità, dove poter finalmente tornare bambino senza crescere più, allontanando le terribili ombre della solitudine, della vecchiaia, della morte stessa, ma è un mondo fragile spezzato crudelmente dalla nuda realtà. Così, ogni volta che provo a volare in alto, una forza sconosciuta ed impietosa, mi taglia le ali ed io precipito giù più triste che mai, come un gabbiano che non vola più, mentre le mie lacrime, quelle stesse che percorrevan lente il mio viso pulito di bambino, continuano a non sapere quel che loro stesse vogliono e a non trovare quel fazzoletto che le possa asciugare per sempre. In esse, vedo riflessi i miei sogni, li vedo morire uno dopo l'altro sciogliendosi come gocce di pioggia disposte in fila, sospese alla ringhiera.
    Continuo ad osservare con occhi limpidi e stranieri, l'immenso mare della vita ma è sempre inutile sforzarsi nel tentativo d'immergersi. Vedo lontano quel veliero che da piccolo chiamavo col nome di speranza e che non è partito mai. Eppure m'accorgo che dentro e fuori di me, v'è ancora tutto da scoprire e da imparare. Sento in me una grande energia vitale, creativa ed artistica. C'è in me una sensibilità profondissima, spaventosamente grande a confronto del mio fragilissimo essere che più s'ingrandisce e più resta isolata, soffocata dentro come un vulcano che dorme. Vorrebbe esplodere e sommergermi come un fiume in piena ma non può farlo, come una bottiglia smossa dalla quale non è possibile togliere il tappo. Forse sono troppo diverso da tutti perché possa essere capito, o forse è solo colpa mia se non riesco a esternare quello che ho dentro. Comincio a credere di essere un folle, quasi un alieno, così almeno mi creo un alibi per giustificare questo mio giovane vivere, terribilmente e prematuramente invecchiato.
    Ho un disperato bisogno di vita, di giovinezza, di entusiasmo, d'amore. Con chi potrò aprirmi manifestando come sono dentro? Chi potrà veramente capirmi? Vorrei trovarti e finalmente gridarti con tutto il fiato che ho: "Ispirami, sconvolgimi, amami". E intanto cresce il terrore d'invecchiare e il desiderio di morire ancor prima di vedere il mio corpo mortificarsi con le prime rughe. Non potrei mai sopportare il tremendo contrasto tra l'immortalità del mio spirito che, nonostante tutto sembra che esista, e la debolezza del mio corpo in declino. Sono sicuro che dentro, resterò sempre un bambino mai cresciuto anche se avrò i capelli bianchi e conserverò intatta nelle pupille degli occhi, la stessa luce ch'emanavo da piccolo. Amo troppo la giovinezza e non posso fare a meno di sognare per potermene fare una ragione sulla vecchiaia che è uno stato del tutto naturale e, di conseguenza, accettarla con rassegnazione o addirittura giustificarla. Per me la vecchiaia resta il più grave e doloroso castigo che la natura scagli contro gli uomini. È più malvagia e terrificante persino della morte. Eppure devo ammettere che la mia solitudine e la mia tristezza, sono nate con me, le ho conosciute da giovane, almeno in questo, la vecchiaia non c'entra. Estraniato da sempre dalla vita, non avendo niente ed essendo di nessuno, ho scoperto man mano me stesso. La mia solitudine è simile ad un messaggio chiuso in una bottiglia e gettato in mare. Forse un giorno, quando non ci sarò più, leggendo queste mie accorate riflessioni, mi capirai e, scoprendo che valevo qualcosa, piangerai per me.
    Claudio Cisco
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      Scritta da: CLAUDIO CISCO

      Lettera ad un amore lontano

      È quasi Natale orma
      ma non è più festa per me,
      ogni giorno è uguale all'altro.
      Io lo so che in paradiso
      non si può vivere per sempre,
      ma nei tuoi occhi l'infinito
      libera la mia mente,
      se potessi io ti raggiungerei dovunque.
      Sei tu
      che mi fai sognare, ridere, impazzire.
      Sei tu
      che mi dai il coraggio di ricominciare.
      Con te
      ci sarà ancora tutto da scoprire
      ed io so già
      che la mia vita cambierà colore.
      Ma tutto ormai appartiene al passato
      e sembra non avere futuro.
      Oggi cammino da solo per le strade
      ricche di addobbi natalizi,
      straniero anche per me stesso
      con la sola compagnia di lacrime
      che sanno di sale,
      non so dove vado né se sto vivendo.
      Mi sono guardato riflesso allo specchio
      la barba lunga, i capelli arruffati
      io sono cambiato sai
      ma si è abbruttito pure il tempo,
      non si vede più il sole.
      Quando l'aria si trasforma all'improvviso
      e la tramontana sale,
      è il mio cuore che mi chiede dove sei
      e proprio in quei momenti tristi,
      mi rendo conto che lunghe distanze
      ormai mi separano da te.
      Una sottile crescente malinconia
      allora mi prende sempre più
      e sembra che mi arrivi da lontano
      il calore della tua pelle,
      mi par di sentire il suono della tua voce,
      il ritmo regolare dei tuoi respiri sul mio petto.
      E mi lascio andare così
      alla dolce melodia di questi pensieri
      e dentro di me fra mille paure
      conservo ancora il tuo fuoco.
      Giuliana,
      io darei qualunque cosa
      per rivederti un solo istante,
      mi chiedo se è lo stesso anche per te.
      Con amore, tuo Claudio.
      Claudio Cisco
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