Michael Corleone: "Johny quando era appena agli inizi aveva firmato un impegno di esclusiva con un famoso maestro. Ma dato che la sua carriera andava di bene in meglio se ne voleva liberare, e chiese aiuto a mio padre, che è suo Padrino. Allora mio padre andò a trovare il maestro, e gli offrì 10000 $ per sciogliere il contratto. La risposta fu no. Il giorno appresso papà andò a trovarlo di nuovo accompagnato da Luca Brasi, e questa volta quello firmò la rinuncia. In cambio di un assegno di 100 $."
Kay Adams: "E come... si era convinto?"
Michael Corleone: "Papà gli aveva fatto un'offerta che non poteva rifiutare."
Kay Adams: "Offerta in che senso?"
Michael Corleone: "Luca gli puntò una pistola alla testa e mio padre disse che su quel documento ci sarebbe stata la sua firma, oppure il suo cervello. È una storia vera."
Non è questo il racconto di gesta impressionanti. È il segmento di due vite raccontate nel momento in cui hanno percorso insieme un determinato tratto, con la stessa identità di aspirazioni e sogni. Forse la nostra vista non è mai stata panoramica, ma sempre fugace e non sempre adeguatamente informata, e i giudizi sono troppo netti. Forse. Ma quel vagare senza meta per la nostra maiuscola America, mi ha cambiato più di quanto credessi. Io, non sono più io, perlomeno non si tratta dello stesso io interiore.
- Non è la morte che mi fa paura, ho paura di perdermi qualcosa... non so se mi spiego. - Sì... - Perciò la cosa è... io voglio... io voglio fare l'amore, non me lo voglio perdere... è chiaro... non me lo voglio perdere con te. [...] - Per favore... se adesso non ti sembro troppo brutta dopo la chemio... - No Jules, tu sei bellissima!
Sulla pagina sembrava... niente... un inizio semplice, quasi comico. Appena un palpito, con fagotti, corni di bassetto... come lo schiudersi di un vecchio cofano. Dopodiché, a un tratto, ecco emergere un oboe... una sola nota sospesa immobile, finché un clarinetto ne prende il posto, addolcendola con una frase di una tale delizia. Quella non era la composizione di una scimmia ammaestrata... no era una musica che non avevo mai udito, espressione di tali desideri... di tali irrefrenabili desideri... mi sembrava di ascoltare la voce di Dio.
Blair: Cosa vuoi fare? Chuck: Potrei farti la stessa domanda, perfetto gentiluomo, perfetto cavaliere, è un disco rotto ormai. Aggiornati con i tempi, lui ti annoia. Blair: Tu ti sei preso gioco di me davanti al New York Times. Conferma l'opinione che di te non ci si può fidare, Nate è un gentiluomo non farebbe mai una scenata Chuck: Ma non ti fa andare su di giri. Blair: A proposito di andare, è quello che devi fare.
- Rochester: Io vi offro la mia mano, il mio cuore. Jane, vi chiedo di trascorre la vita al mio fianco. Noi due siamo simili, uguali. Volete sposarmi? - Jane: Cos'è, una farsa? - Rochester: Dubitate di me? - Jane: Interamente. Voi sposerete la signorina Ingraam. - Rochester: La signorina Ingraam? È lei la macchina senza sentimenti. Io voglio voi, creatura rara e celestiale. Povera e oscura come siete. Vi prego, accettatemi come marito. Devo avervi per me. - Jane: Volete che sia vostra moglie. - Rochester: Si, ve lo giuro. - Jane: Voi mi amate. - Rochester: Vi amo. - Jane: Allora vi sposerò.
È difficile starmi dietro. Quando voglio restare solo per scrivere, voglio restare completamente solo. Penso che quando ti dedichi veramente a qualcosa questo ti renda molto egoista. Finisci per usare le persone, le vuoi accanto quando ti fa comodo e poi le allontani.
Oggi non voglio tenere un sermone, oggi voglio solo parlarvi di una parola che ormai non sentiamo spesso, sacrificio. Non la definirei una parola moderna. Le persone sentono la parola sacrificio e subito pensano che qualcuno voglia portar via a loro qualcosa, che dovranno rinunciare a qualcosa a qui tengono. Sacrificio per molti vuol dire perdita in un mondo che dice che possiamo avere tutto, ma io credo che il vero sacrificio sia una vittoria, perché richiede una nostra libera scelta per rinunciare a qualcosa o a qualcuno che sia ama per qualcosa o qualcuno che si ama più di se stessi. Non voglio mentirvi: è un rischio. Il sacrifico non allevierà il dolore della perdita, ma vincerà la battaglia contro il rancore, il rancore che oscura la luce su tutto ciò che ha davvero valore nella nostra vita.