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Scritto da: Ragazza Indaco
Io voglio essere tutto fuor che un'abitudine. Voglio essere quelle cose che vedi che so, una volta ogni tot di tempo tipo gli anni bisestili o quelle comete che appaiono ogni mille anni, quelle che se non aspetti a fissare il cielo a posta per loro te le perdi e fanculo a tutto perché tanto non tornano.
Ecco cosa voglio fare: non capitare mai più, non tornare.
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    Scritto da: Ragazza Indaco
    Ho abbastanza soldi per cercarmi un hotel qua, in centro, ma l'unica cosa che desidero ora è familiarizzare con questo posto così controverso. A tratti mi sembra che io stia parlando di me stessa. Una parte è illuminata, piena di luci, gente di passaggio, urla, risate, auto e bus che vanno e vengono e caos. Un'altra parte è invece l'opposto: un fiume silenzioso a tratti poco illuminato che scorre lento noncurante delle barche che tagliano il suo flusso in più parti. Ci sono state varie "barche" che hanno tagliato il mio flusso in più parti. Non mi hanno lasciata scorrere con naturalezza. Hanno cambiato il mio corso. Mi hanno usata per arrivare da qualche parte.
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      Scritto da: Ragazza Indaco
      Ho lottato tanto per avere almeno un briciolo dell'amore e della considerazione che ho sempre dato perché so davvero cosa significa vivere ai margini. Ai margini di tutto. Ad essere vista quella che non sono. A soffrire per gli errori degli altri. A chiedere scusa quando non ero io a sbagliare.
      Ho passato troppo tempo a pensare di chiedere troppo quando invece chiedevo solo le cose che ogni persona dovrebbe avere e cioè dolcezza, fiducia, comprensione, ascolto.
      Ho tentato in vari modi di chiedere aiuto.
      Mi sono anche chiusa troppo in me stessa.
      Mi sono assunta colpe che non avevo per non far risultare gli altri in errore.
      Ho protetto.
      Ho sorriso a occhi ostili.
      Ho dato possibilità infinite a chi a me non ne ha data nemmeno una.
      E ora mi ritrovo qua, con l'anima a fettucce, distrutta a piccoli pezzi, impossibile da ricomporre.
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        Una di quelle giornate un po' grigie con quel freddo pungente che ti entra nelle ossa, e maledici il fatto di essere lontana da casa e non aver indossato quel bel cappotto che dal freddo ti protegge. Eccome se ti protegge. Così succede quando lasciamo che il nostro essere venga buttato là, in balìa dei venti, senza la giusta protezione. Dal freddo. Dal gelo. Delle persone. A quel punto cosa fai? Ti autoconvinci che non stai tremando.
        Michela Alessandra Allegri
        Composto lunedì 13 febbraio 2017
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