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Scritto da: JOBYNA
Ricordo ancora quei momenti... avevo solo 10 anni... eravamo tornati dalla spesa del sabato, quando squilla il telefono di casa... mio zio in lacrime ed angosciato, lui poliziotto ci chiede di accendere la tv e guardare il tg... immagini confuse, fumo, cumuli di macerie, voragine, distruzione... disperazione... disperazione di quegli agenti sul posto, con le mani ai capelli, consapevoli che la bestia (non la chiamerò cosa nostra, perché non è mia) doveva essere davvero disperata per colpire in quella maniera... si era passati al terrorismo... la tv dava ancora qualche barlume di speranza riferendo che falcone non era ancora morto, era grave... e allora la speranza cresceva... forse la bestia non era riuscita del tutto nel suo intento... fino all'edizione speciale in cui annunciava anche la morte di falcone... la bestia aveva colpito ed affondato... ma quella voragine sull'asfalto è diventata la voragine nelle coscienze delle persone, non tutte in realtà e purtroppo... quei detriti hanno colpito in faccia tutte le persone che guardavano attonite la tv... ed io bimba di 10 anni, cresciuta non nella palermo bene, in un rione di periferia già minato dalle sue difficoltà, in quel piazzale in cui diversi anni dopo la bestia colpirà anche don pino puglisi, non chiedevo cosa fosse successo... non ce n'era bisogno... ascoltavo i tg, vedevo la tristezza negli occhi dei miei genitori, delle mie sorelle, in realtà negli occhi di tutti... e sapevo quello che non volevo essere... non volevo piegare la testa, non volevo asservirmi a questi delinquenti, che nel 1992 hanno utilizzato il tritolo, ma che in un crescendo di delinquenza hanno utilizzato acido sui bambini (quando la mafia degli uomini d'onore aveva come codice di non toccare donne e bambini)e altri atti terroristici e delinquenziali, perché la bestia aveva trovato qualcuno che era riuscita a ferirla, a dimostrare alle persone che non era invincibile, ha permesso di abbassare un po' il velo dagli occhi delle persone... e allora tanta gente da lì in poi ha preso coscienza, si è munita di un cucchiaino ed ha cominciato a svuotare il mediterraneo... ma siamo sempre non abbastanza... adesso la bestia non usa più il tritolo, ha capito che potrebbe essere la sua fine... ha cambiato rotta, ha indossato i colletti bianchi, non usa più la pistola, ma il microfono, il suo palcoscenico non è più l'autostrada, è il palco di un comizio... e ti lambisce, ti promette, ti rassicura, ti rabbonisce, facendoti credere che l'asino vola, che ti infilza sul tuo nervo scoperto e ti dice cosa vuoi che ti venga detto, anche se il più delle volte alle parole non seguono mai i fatti... ti promettono soldi, lavoro, che tutto cambierà... ma in realtà niente cambia... dal 1992 al 2008 ho cercato di fare la mia parte... ho preso anch'io un cucchiaino... ho cercato di combattere tutti quegli atteggiamenti ascrivibili alla mafia... la prepotenza, l'arroganza, il viscidume... ma purtroppo tali atteggiamenti riconducibili alla bestia, erano troppo radicati... mi sono rimboccata le maniche, con le lacrime agli occhi ed il cuore mesto, ho preparato le valigie... una noce sola in un sacco un scrusci... dovevo pensare al mio futuro... potevo restare e continuare con il mio cucchiaino, ma mi sono arresa... egoisticamente ho lasciato il cucchiaino per cercare di trovare un posto dove magari potevo trovare più senso civico, ma soprattutto un diritto di ogni uomo, il lavoro onesto... perdonami falcone, perdonami mamma sicilia... mi sono arresa... ma ho promesso a me stessa che non abbasserò mai la testa, e quel cucchiaino l'ho sempre con me e lo utilizzerò quando vedrò usurpati i miei diritti, quando con violenza mi si vorrà togliere la parola... sì perché cari miei perbenisti del cazzo, ogni volta che mi impedirete di esprimere il mio pensiero, vi arrogate il diritto di togliermi la parola, sappiate che vi state comportando come vuole la bestia... non occorre uccidere un uomo per essere mafiosi, basta negargli un diritto per esserlo.
Giovanna Cusimano
Composto sabato 23 maggio 2020
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