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Post di Carlo Tracco

Nato mercoledì 21 ottobre 1981 a Rovigo (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Poesie e in Racconti.

Scritto da: Carlo Tracco
Avril

Ninna nanna, buon mattino mi davi angioletto...
Nel cervello malato il tuo nome per molto era quando apparivi dimenticato.
Stella, teschio e innocenza sulle tue gote... nel ghiaccio della tua terra (1 ) continuavi a cantare, l'erba a tagliare... ** Godevo al sentire la tua musica e l'inno alla gioia che era nella "fatina" nanna ninna sveglia il sincretismo (2 ) di te arcobaleno.

Eri tu, dolce caramello: la cura e l'antidoto al mio veleno. (3 )
Carlo Tracco
Composto lunedì 12 giugno 2017
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    Scritto da: Carlo Tracco
    Visioni di Lara

    Larina Lara Leretta Mia Lo di un Humbert* tuo coetaneo
    mia prima musa sirenetta

    Febbraio 1999

    Scarabocchio di lei

    Neve candida e soffice s'abbatteva sui tetti a fiocchi.
    Nel grigiore d"una stanza brillano nel libro di Catullo odi e i tuoi occhi.
    In una macchia di caffellattè nella pagina di Storia.
    Vive lei e sua bellezza... intoccata da macchia di alcuna cosa imperfetta.
    Chissà se nel lume d'uno studiolo tu, forse a chissà' che cosa pensare... in quella fatica che comune è dovere dell'uomo...
    e qualcuno da amare!
    Lara... mia serafica visione
    Tu celeste incarnazione di ogni del microcosmo perfezione.
    Come son ora tra un trocheo e un dattilo verso delle Bucoliche (1 ) stanco.
    Ma domani non vedo l'ora la campana suonare di scuola l'ora di ricreazione per darti uno
    una distratta attenzione!

    1: Bucoliche opera in versi esametrici scritta nel 38 a. C. dal poeta Publio Virgilio Marone 70-10 a. C.
    Carlo Tracco
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      Scritto da: Carlo Tracco
      Siamo lì sulla stessa nave l'orizzonte, solcano gabbiani e pirati galeoni l'orizzonte nei tuoi occhi. Odo lo stormire dei migratori di ritorno dall'istmo di Panama e quell'avventura in cui l'uomo giovane si tuffava... Di tutto questo s'annaspa la psiche tra Ulisse e Alceo e sovvenire me dei tuoi giovani occhi... tra il Walkman del Festivalbare la verde bicicletta o le mollette sui raggi. Noi ancora con nei timpani i versi dei Beatles e quegli odiosi nelle aule scarafaggi... Noi con i fantasmi e le sveglie della mamma... Il nostro cuore che dentro aveva chi una marmitta chi un Uniposca... e tu regina mia che ti mandai una mia d'amor lettera con una rosa nella tua giovane della vita sosta!
      Chissà se anche tu ti ricordi?
      Carlo Tracco
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        Scritto da: Carlo Tracco
        Vedo le ciglia, il cipresso, laggiù a fondo nel mezzo della vallata, la siepe e il mio vero amplesso! Urla strilla il mare, canta già la cicala e al nord il maestrale. Soffiamo dentro l'uno alla bocca dell'altro e ci agitiamo come una nave pirata, nel mare incontro gli scogli in burrasca. Il capitano Achab e la chimera Moby Dick e nel frangiflutti del nostro animale istinto di pescecane marea salmastra. Sudore, umore, amore, uomo, donna, natura non velo d'alcuna opposta semantica dicotomia cultura, solo questo nella lampada che guarda col pagliaccio pupazzo noi nella stanza. Archetipo del bambino innocenza nella taverna ubriaca dei nostri umori. Di che è fatta, la cieca istintiva natura istinto natural dell'uomo di riproduzione Divinità arcaica a cui non c'è' una spiegazione. Della prima mia volta congiunto alla femmina sua essenza questo è il memento: Nel morire e vivere, nell'amore e odio di Catullo o Virgilio, Freud Jung o Platone, siamo uomini tutti colpevoli d'amare peccato.
        Carlo Tracco
        Composto martedì 12 maggio 2009
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