Scritto da: Rosy Lunatica
in Diario (Sfogatoio)
Fatemi vivere come mi pare.
Composto venerdì 22 luglio 2016
Fatemi vivere come mi pare.
Dato che usi due facce, mi domandavo in quale delle due devo sputarti in faccia.
Ho sempre ritenuto che fossi falso, ma i tuoi comportamenti me lo hanno confermato!
Sono un po' sconcertata dal tutte queste buon anime per bene che cercano l'amore vero, sentimenti profondi... quelle buone anime che poi in fondo ci provano un po con chiunque, con tutti, senza far tanto caso al "chi". Perennemente in cerca dell'amore vero dicono, ma in realtà si comportano e ansimano da disperati... e la prima persona che trovano che ci sta, che ci casca e che dice si guarda strano è la donna o l'uomo che hanno sempre cercato. Che culo! Guarda te che grandissima botta di culo. Come vi invidio quando aspirate alle stelle e poi da persone "umili" (a presa di culo) vi accontentare anche delle lucine guaste dell'albero di Natale.
Forse non si è capito, ma io sono fiera anche del mio essere in alcuni casi "poco educato, carino e fine"! Perché la mia pazienza per quei cervelli "limitati" è terminata. Perché la tolleranza verso gesti e azioni gratuite, volute e calcolate è finita. Perché la finezza la metto dove trovo rispetto. Di educazione ne ho da vendere, ma a chi non ne fa uso nemmeno la regalo. Sono carina per pochi eletti e scomodissima per il "mucchio" perché io amo i "veri" imperfetti e non i "finti" perfetti.
Sapete cosa non mi va giù? Quando incontri persone che sembrano di essere superiori agli altri, pensando di credere chissà chi! Siamo tutti uguali ragazzi, alla fine si rimane soli con la superbia, che non è certo una bella cosa.
Una volta quando non riuscivo a ritrovare la strada, un mio amico psicologo mi ha consigliato di scrivere, di cambiare il filtro, di buttare fuori i pensieri. Perché certe volte mi sento proprio così: come un'aspirapolvere a cui non è stato cambiato il filtro. E allora scrivo.
E non scrivo niente di nuovo, niente di unico, niente di speciale.
Cinque anni. Il diploma, i test di orientamento per vedere cosa potrebbe piacermi di più, in cosa sarei più brava. Le scarpinate per Cagliari per trovare una camera doppia che costasse poco, genitori con le scarpe vecchie.
Libri fotocopiati, registratori, fatica, treni, pigiama e plaid, evidenziatori. E finalmente i crediti, la casa dello studente, la borsa di studio. Esami superati, mamme che si emozionano. Libretti che si riempiono. La schermata di word sempre aperta, l'interlinea, la bibliografia, errori che non trovi mai. Stanchezza, sacrificio, dedizione. Sonni brevi. E poi un vestito elegante, la tua piccola "creatura" in simil pelle tra le mani. Una corona e un mazzo di fiori.
E già che ci sei continui, perché ti piace, perché ti stanchi, lq notte sei stravolta, però ti corichi appagata. E allora altri due anni, altri libri fotocopiati, altri compagni e quella cucina piena di vita, piena di menti sognanti, di occhi vispi. E alla fine guadagni anche la tua seconda corona.
E poi inizi a cercare. Tirocini, stages, faresti di tutto ma la risposta è sempre negativa. Non sai di preciso cosa vuoi fare, sai solo che ti vuoi sentire utile, soddisfatta. E allora ti cerchi un lavoro, perché ti umilia chiedere soldi, e ti senti rispondere che non hai esperienza, che i laureati non farebbero mai certi lavori. Che non sai fare niente. Ti cercano quasi di farti pentire per aver perso 5 anni della tua vita sui libri. Ma non ci riescono.
Oggi so che probabilmente non avrò mai un lavoro gratificante, un'indipendenza, che non potrò comprarmi casa o intraprendere un certo progedi vita. So che ho perso la via, ma so che non mi pento di niente.
Amiche? Ne conosco... belle fuori ma marce dentro.
Eri tutto, ma tutto stronzo.
Si dice che nella botte più piccola ci sia il vino più buono. "Attenzione", spesso ci si trova il veleno più pericoloso.