Scritto da: Giampiero Ferrante
in Diario (Sentimenti)
Non per dirti di pensarmi, ma per ricordare al tuo cuore di non dimenticarmi.
Composto domenica 27 maggio 2018
Non per dirti di pensarmi, ma per ricordare al tuo cuore di non dimenticarmi.
Che ne sai di tutte le volte che ti ho cercata e non ti ho trovata. E di quella volta, che avevo preso un bel respiro per dirti di come io senza di te abbia imparato ad amare anche il niente. Ci sono amori che restano ogni giorno e non si lasciano niente, amori che sopravvivono per necessità, per dovere. Poi ce ne sono altri che passano come l'alba e il tramonto, come i treni che non riesci a prendere, e disegnano giornate, annullano distanze e, ti lasciano tutto, tutto il necessario per vivere.
Io, ti amo così, senza promesse, senza speranze, senza un futuro, senza aspettarsi, con la certezza di perdersi e non ritrovarsi. Chi mai potrà amarsi così, dimmi, chi mai ti amerebbe così, senza un domani. Chissà dove ci incontreremo un giorno, chissà dove rinasceremo.
Questa la dedico a te, a te che ti ho cercata e non ti ho mai trovata, che sei passata senza mai dirmi, ci vediamo domani.
Ho paura.
Di incontrarti e scoprire che non mi è passata.
Di starci male.
Di vederti con lei e di vederti felice.
Di sentirmi morire dentro e di non poter fare niente per cambiare le cose;
di non sentirti più mio.
Di non riuscire a reggere il confronto.
Di dirti quello che provo. Ma, più di tutto, ho paura di scoprire che non sei più innamorato di me e di non riuscire mai ad accettarlo.
È strano come io abbia cercato in tutti i modi di dimenticarti e, ora che ci sono riuscita, mi senta così profondamente vuota.
Due mani intrecciate, un gratta e vinci per esorcizzare la partenza.
Un trolley fucsia.
Lei con le lacrime sospese ma dentro una voce che gli ordinava: zitte e ferme dove siete!
Prendiamo un the in due?
Una tazza e una bustina di the che a forza di aggiungere acqua calda sono diventati tre.
Un mi mancherai sussurrato piano mentre i cuori urlavano: ma dove vai senza di me!
Un bacio, un altro bacio e poi un altro ancora con gli occhi che non si chiudevano spechiandosi fino alla fine.
Una coppia come tante in aeroporto, un aereo che decolla come tanti altri...
Destinazione casa la mia?
No!
La mia casa sei tu, la piccola cucina dove mi sbizzarrivo a rimpizzarvi di cibo come fanno le donne del sud.
Una mina vagante io, che persa nei miei discorsi lavo la caffettiera elettrica sotto l'acqua corrente, che spalanco le finestre e sento caldo anche se fuori ci sono zero gradi...
Che mangia cioccolata a tutte le ore e tu sorridi divertito perdendoti nei miei occhi e nonostante le mie schegge di distrazioni e guai progetti il futuro insieme a me.
Questa è la mia casa, lì al centro del tuo cuore spalancato come una finestra che attende l'alba, il sole e questa Sicula che si perde e vive del tuo immenso amore.
Guarda i miei occhi quando mi percuoti... quando la tua vigliaccheria usa la violenza verbale, fisica e psicologica. Essere anziana, debole, invalida, inferma, non vuol dire non provare dolore o non sapere amare. Per te sono un essere inutile, un peso, un essere scomodo, eppure ti ricordo che sono stata bambina, sono stata una donna che ha conosciuto l'amore, che è diventata madre, che ha lavorato per il progresso come ogni essere umano. Guardami negli occhi se hai il coraggio, guarda i miei lividi, guarda il mio corpo mortificato. E con dolore ti dico: perche l'uomo non rispetta l'uomo? Guardati allo specchio e se ci riesci trova una sola ragione per aver calpestato senza pietà la mia dignità.
La bellezza in un attimo.
Dicono che le cose belle durino poco, come dargli torto. Se un tramonto durasse più di mezz'ora tu lo guarderesti ancora?
Ma anche se la bellezza del tuo viso durasse in eterno, io non mi stancherei mai di guardarlo.
M'innamorerei ogni istante di te fino a che il tempo non mi consumi e porti via gli occhi.
A occhi chiusi. Quando vuoi concentrarti su quello che senti senza farti distrarre da quello che vedi.
La forza della vita.
Si dice che il destino scelga per noi un sentiero, ma se noi non siamo determinati quel sentiero non potremmo mai concretizzarlo.
Approdare ad una meta già determinata dal destino non ha senso. Il destino non è una strada già percorsa, ma una strada che la dobbiamo edificare noi pezzo per pezzo, con fatica e sudore e con gli arnesi fabbricati da noi, fatta a misura apposta per noi...
e qui sta il vigore che dobbiamo avere - la forza di non avvilirsi e ricominciare nuovamente, anche se il destino a volte ci gira le spalle, ci fa girare come una marionetta,
e poi ci cambia la vita, per annientarci nel disdire i nostri desideri, o vederli realizzati.
Non aspettiamo che la vita elargisca piaceri e gioie a piene mani, ma auguriamoci che non...
ci sorprende con altri calici.
Ritrovare la nostra strada.
Tutto ciò che possediamo è solo l'essenza dell'anima la nostra vera ricchezza. Basta saperla cogliere. Non lasciamo sfumare i confini, ma volendo possiamo entrare e uscirne a nostra piacimento.
Non consegniamo al dolore le redini della nostra vita. Nella vita tutte le cose passano, come in un fiume. Anche le più difficili che ci sembrano impossibile superare le superiamo, e in un attimo c'è le troviamo dietro alle spalle, e dobbiamo andare avanti dove ci aspettano cose nuove.
Alla fonte, accogliamole, e purifichiamoci di lacrime e lamenti per nutrire la nostra rinascita nel celeste del cielo. Non dobbiamo essere la cosa più importante della nostra vita. Dobbiamo essere ciò che scegliamo ancora, malgrado tutte le altre cose belle che abbiamo già nella vita.
E come dice un vecchio detto: Ognuno porta in sé il seme di ciò che può diventare. Ma crescendo, spesso, finiamo col dimenticare chi siamo, di cosa siamo capaci di fare e ci perdiamo per strada.
Ma è sempre possibile ritrovarci e realizzare il nostro progetto di vita. Approfittiamone: la vita non consente di...
percorrerla due volte volte.