Scritto da: Alessandra D'Ippolito
in Diario (Sentimenti)
Si parlavano nel silenzio, nell'inebriante essenza di desiderio dei loro corpi.
Composto domenica 28 aprile 2019
Si parlavano nel silenzio, nell'inebriante essenza di desiderio dei loro corpi.
Sono sempre stato un individuo solitario. Ho dedicato la vita sociale sempre a ben poche situazioni. E son pochi quelli che riuscendo a entrare dentro di me riescono ad arrivare fin alle porte del mio cuore. Non che voglia male agli altri, ma la mia natura è questa, e relego gli affetti a ben poche anime. Non me ne vogliate, ci ho provato a indossar altre vesti, ma mi ritrovo sempre difronte al fatto che ben difficile mi risulta sbocciare con coloro che non sento risuonare alla mia vibrazione. Perciò non giudicatemi in malo modo, non ho chiesto io di nascere così. Perciò se qualcuno desiderasse arrivar fino alla soglia del mio cuore, faccia piccoli e silenziosi passi, cercando di entrare poco a poco. Questo mio mondo si spaventerebbe eccessivamente a passi troppo lunghi e pesanti e finirebbe per serrare subito le sue porte. Questo terreno del mio cuore è molto delicato, fai piano, quando cerchi di entrare, per favore.
Accetta ogni sfumatura che la vita ti dà, scopri il piacere di vivere e scegli ogni giorno di essere felice. Solo così sarai un'anima libera, solo così potrai superare ogni ostacolo.
Cerca sempre di migliorarti, perché nessuno in questo mondo è perfetto.
Innamorati di chi ti fa battere il cuore, di chi vive per un tuo sorriso, di chi ti fa sentire un dono, una persona speciale, unica.
E amati ogni giorno, ogni attimo, con tutta te stessa.
In questi giorni un po' grigi la vera fortuna è avere qualcuno che porta sempre il sole.
E poi ci troveremo ogni sera sdraiati sul divano a raccontarci le nostre storie fino a tardi. Così ogni giorno impareremo a comprenderci, a leggere le più piccole espressioni del viso, a capire l'altro senza l'uso delle parole, fino a spogliarci di tutte quelle stupide armature che ci portiamo addosso e vestirci solo di emozioni.
Arriverà il giorno in cui non mi volterò più per guardare al passato perché saprò portare con me i momenti essenziali.
Non chiesi mai all'orizzonte di avvicinarsi ai miei occhi, ma di nascondermi i desideri, perché prima o poi li sarei andati a prendere.
Dimmi baby, come tagliare il bellissimo fiore dei sentimenti alla radice se sta già fiorendo?
Come arrivare a un addio se è già andato oltre alle nostre aspettative e alle cose banale e superficiale di questa jungla cibernetica?
Non voglio riscrivere la nostra storia dritta e nemmeno in linee separate... noi siamo diversi, follemente umani... e maledettamente innamorati del idea di amare...
Che cosa sarebbe successo se le nostre linee della vita non fossero così contorte?
Non ci saremmo mai trovati l'un l'altra forse?
Non lasciarmi riempire l'spazio che è solo tuo baby... Non farlo... prenditi cura e amalo come se fosse casa tua...
Non incantarti con i canti di altre sirene, disperse nel mare della futilità...
Hai già conquistato un posticino qui con me, nel mio cuore... Rimane e viviamo insieme qualcosa che si ripeterà nel infinito.
Mi addentro senza paura nella fitta foresta di alberi incisi dagli innesti che li hanno trasformati.
Mi ci vorrà del tempo per uscirne ma in fondo scorgo il sole, ne sento già il tepore.
Sarò in grado di amare quei rami strapazzati che ondeggiano sotto il peso del vento e sarò in grado di curarli come parte di me.
Porto con orgoglio i segni delle ferite e il sigillo della corazza che mi è stata donata per difendermi e vado avanti.
Dalle relazioni non ho mai preteso tanto, mi sarebbe bastato bastare, anche per una volta soltanto, perché quando si parla d'amore bastare a mio avviso è il traguardo più arduo.