Scritto da: Matteo Falcone
in Diario (Esperienze)
Sarà un'unica volta per tutte le volte che si incontreranno. Così che il tempo avrebbe fatto a meno di loro, così che loro si sarebbero dimenticati per sempre della sua esistenza.
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Sarà un'unica volta per tutte le volte che si incontreranno. Così che il tempo avrebbe fatto a meno di loro, così che loro si sarebbero dimenticati per sempre della sua esistenza.
Si chiama stanchezza il motivo per cui non rincorro più nessuno. Vuoi rimanere? Rimani. Vuoi andare via? Vai. Accade quando corri sempre tu per primo, per poi scoprire che hai corso tanto per niente. Adesso basta correre.
E fu da quel giorno che la falsità vide chiaramente quel che era davanti ad uno specchio, e capii quanto era spregevole, abominevole, e riprovevole. Da allora non volle più guardarsi, quel che rifletteva, era ripugnante anche dinanzi al suo sguardo.
I luoghi più belli che ho visitato, e che mai scorderò, sono dentro gli occhi di ogni bambino che ho incontrato. Così limpidi e puri da vederci il cielo dentro, e prati sempre in fiore dove l'inverno seppur giace, si scioglie come neve al sole. I viaggi più belli lì ho fatti dentro gli sguardi dei bambini perché è l'unico posto al mondo dove ci vedo il cuore.
Ero un bambino, come tanti altri bambini. Vivevo in una casa che non era felice, era violenta. C'era mia madre, colei che mi partorì, e che doveva amarmi, così credetti. Non fu così. Permise all'orco di picchiarmi così forte che io esalai tra le sue braccia, l'ultimo mio respiro. Mi adagiarono su di un divano, e tentarono di coprire con una crema il mio corpo massacrato dalle botte. La mia testa era chiazzata, la bestia feroce, mi strappò con violenza inaudita non solo la vita, anche i capelli. Non contento, e soddisfatto prese un bastone, e me lo ruppe addosso spezzando per sempre il mio cuore. Ero ancora un bambino, un agnellino da latte, e non si resero conto che dal lupo cattivo, mi sarei anche potuto salvare.
Mia nonna mi diceva sempre: piccola mia, quando crescerai non vergognarti mai delle tue origini. E dalla miseria, dagli stenti da cui provieni. E solo quando sarai adulta capirai il valore di queste mie parole, e apprezzerai ogni piccola cosa che ti verrà offerta con amore.
La vita è un continuo cadere, a volte ci si fa male così tanto da non avere più la forza di rialzarsi, ed altre che sono solo sbucciature superficiali, ma per quelle ci vuole tempo, bisogna saper aspettare. E tra una caduta, e l'altra si cresce, e più forti, perché è da quelle cadute che impari a proteggerti, e a difenderti.
Di fare la pecora che segue il gregge non mi è mai piaciuto. Ho una testa e so usare il cervello. Non ragiono mai con i pensieri altrui, né condivido le loro azioni. Sono un essere pensate, e tale voglio restare dall'evitare chi si nasconde dal lupo perché non ha il coraggio di esprimere le proprie idee.
Mi distinguo, e mi preservo.
Sono felice che la mia infanzia sia stata colma di ricordi da raccontare. Gli scatti migliori non venivano condivisi su un "social". "I mi piaci" erano cose riservate a poche persone. Saranno stati anche altri tempi, ma erano vissuti di persona si invitavano gli amici, e parenti, si mostrava l'album fotografico, e si descriveva ogni singola foto. Oggi il virtuale offre una grande vetrina dove tutti, nessuno escluso mostra una storia virtuale e poco importa se fate il giro del mondo seduti davanti ad un computer, o a digitare i tasti di un cellulare, l'importante è condividere il proprio "ego personale". Non dico che tutto questo non ci faccia piacere, d'altronde siamo un po' tutti esibizionisti. Quel di cui mi lamento è l'eccesso in tutto, la mania spasmodica portata all'esasperazione. Lì dovremmo fermarci, e ricordarci che, non tutto si può raccontare, e condividere, ci sono ricordi che è meglio tenerli per sé, senza necessariamente doverli condividere con chiunque.
ll contare del ticchettio del tempo che scorre veloce e feroce. Non c'è lasso che io più attenda, né istanti di vita da sprecare. È giunto il termine. Che tutto si compia senza più agonizzare.