Scritta da: Bernardo Panzeca
Mentire al proprio cuore è come calzare delle scarpe troppo piccole. Un silenzioso e continuato tormento.
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Mentire al proprio cuore è come calzare delle scarpe troppo piccole. Un silenzioso e continuato tormento.
Non sono tanto io ad amare le nuvole. Sono i miei occhi e i loro sogni. Malinconici fantini innamorati di bianchi e liberi cavalli all'orizzonte.
Gli uomini vanno compresi così come si fa con il mare: ci si immerge, non basta osservarlo.
Non tutte le storie d'amore vanno narrate. Alcune, le più belle, quelle che dopo decenni fanno ancora venire la pelle d'oca, vanno nascoste e sottratte alla vista. Vanno tenute tra il buio e il silenzio. Vanno mostrate solo alle stelle e alla luna. Solo alla memoria è permesso andarle a trovare. Solo quest'ultima può accarezzarle, sfogliarle, osservarle. Sono le storie immortali, quelle eterne e sempre vive. Le storie dove i cuori, nonostante distanti e lontani, continuano a battere forte. Fortissimo. Sono le storie d'amore. Quello vero. Quello unico.
Le preghiere più belle sono quelle dei cuori. Smettono quasi anche di battere per non far alcun rumore.
Non è morte se i ricordi si illuminano.
Solo a chi profuma di vento le rondini concedono il loro tempo.
Si fugge alla morte ridendo. È la sola via eterna.
Non ci si perde se a far da sentinelle ci son le stelle.
È strana quella sottile linea in fondo che separa terra e cielo. Nonostante sia tanto sottile sorregge tonnellate di speranza.