Scritta da: Andrea Manfrè
Il vero mistero del mondo è ciò che si vede e non l'invisibile.
dal libro "Il ritratto di Dorian Gray" di Oscar Wilde
Il vero mistero del mondo è ciò che si vede e non l'invisibile.
Conoscere non è abbastanza: dobbiamo applicare. La volontà non è abbastanza: ci vuole azione.
Gli italiani si governano da soli.
Ogni cultura ha il suo proprio criterio, la cui validità comincia e finisce con esso. Non vi è alcuna morale umana universale.
Gli oggetti son cose che non dovrebbero commuovere, perché non sono vive. Ci se ne serve, li si rimette a posto, si vive in mezzo ad essi: sono utili, niente di più. E a me, mi commuovono, è insopportabile. Ho paura di venire in contatto con essi proprio come se fossero bestie vive.
Ora me ne accorgo, mi ricordo meglio ciò che ho provato l'altro giorno, quando tenevo in mano quel ciottolo. Era una specie di nausea dolciastra. Com'era spiacevole! E proveniva dal ciottolo, ne son sicuro, passava dal ciottolo nelle mie mani. Sì, è proprio così, una specie di nausea nelle mie mani.
La necessità è un male, ma non è necessario vivere nella necessità.
La scienza che si diparte dalla giustizia è da chiamarsi inganno, piuttosto che sapienza.
È meglio aver volato e perso che non aver volato del tutto.
Chi è qui è qui, chi non è qui è un'altra cosa qua.
Ogni ottimista si muove nel solco del progresso, affrettandolo, mentre i pessimisti vorrebbero mantenere fermo il mondo. La conseguenza del pessimismo nella vita di una nazione è la stessa di quella nella vita di un individuo. Il pessimismo uccide l'istinto che richiede agli uomini di combattere contro la povertà, l'ignoranza ed il crimine, esaurendo tutte le fonti di gioia nel mondo.