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Scritta da: Giuseppe Freda
Ogni arte ha la sua tecnica. Per scrivere musica occorre innanzitutto conoscere il pentagramma e la teoria musicale. Per poter dipingere occorre innanzitutto conoscere il disegno e la prospettiva. E così via per l'architettura, per la scultura, per le arti minori... In ogni manifestazione artistica ricorrono aspetti tecnici fondamentali.
Alla stessa maniera, per scrivere qualsiasi cosa in italiano, che sia romanzo, racconto, aforisma o poesia, o anche una semplice lettera, è fondamentale il corretto uso della lingua italiana. Della grammatica, innanzitutto.
Molti ritengono che non sia così; ma ciò accade solo per via di una prospettiva distorta, alla stessa maniera in cui molti preferiscono un'orchestrina di liscio ad una sala da concerto, ritenendo la musica classica un qualcosa di antiquato e tedioso.
La colpa di questo decadimento della sensibilità artistica è di tutti noi: di un pubblico non educato al bello, di una critica spesso ruffiana che anziché educarlo lo diseduca, di una scuola sempre più ignorante ed ottusa, di poeti e scrittori inconsapevoli dei propri limiti... Ma anche di chi vede e comprende tutto ciò, e per indolenza o malinteso "rispetto" non apre gli occhi a tutti: indicando, senza paura di critiche o ostracismi, che "il re è nudo", come seppe fare, col coraggio dell'innocenza, il bambino della famosa favola di Andersen.
Composta venerdì 16 marzo 2012

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    Scritta da: Giuseppe Freda
    Dedica:
    In occasione della Giornata Mondiale della Poesia,
    questo spazio di libero dibattito è dedicato:
    - all'arte ed alla verità;
    - a tutti i fruitori d'arte di buona fede che desiderino ragionare con la propria testa ed evolvere;
    - a tutti coloro che, rispettosi degli spazi altrui, in alcuni casi addirittura interclusi alla libera critica, evitano di parlare di questi argomenti o ne parlano solo sommessamente, di sfuggita, o nel segreto dei messaggi privati.

    Commenti


    91
    postato da , il
    Mi viene in mente un paragone: il tennis. Tutti assistono al Roland Garros, o agli open di Australia, e... sembra facile. Poi provano a scendere su un campo di tennis, e lì l'assenza di tecnica risulta evidente, perché letteralmente NON TOCCANO PALLA neanche se giocano con un vegliardo come me. : )))))
        Con la poesia la cosa non è poi così evidente.   : ((
        Ebbene, renderla evidente è un po', in questa fase, il mio obiettivo.
        That's my mission.  : ))))))))))))
    90
    postato da , il
    Ti ringrazio, Claudio: per me che amo l'arte, ed in particolare la musica, questa tua visita nel mio "bunker" è cosa davvero preziosa. : )
        Circa quanto giustamente hai precisato, ho un aneddoto divertente: il più grande dei miei figli, da piccolino (7 o 8 anni) disdegnava frequentarmi allorché ascoltavo musica "classica". Ma un bel giorno, me lo vedo entrare in salotto tutto compunto, mentre ascoltavo il clavicembalo ben temperato di Bach... Come sai è un autore "difficile", vero tormento del neofita (a mia moglie faceva venire l'emicrania), eppure lui, così piccolo,  si fermò ad ascoltare rapito... Lui ascoltava Bach, e io guardavo il suo visino estatico...Poi volle uno stereo tutto suo, e a casa nostra praticamente "abitò" Bach per un lungo periodo, cioè finché mio figlio non si sposò e se ne andò.  : ))
        Mi è venuto in mente questo episodio, a comprova della tua precisazione circa la fruizione del "prodotto musicale finito", che non necessita assolutamente di basi teoriche.
        Io tuttavia, parlando di pentagramma, che è l'ABC del fare e comporre musica, mi riferivo per l'appunto alla composizione, non all'ascolto: parlavo di chi "scrive" musica. Ed in genere, questa mia frase è indirizzata a coloro che ritengono di poter "fare" arte, qualsiasi essa sia (scrivere musica, poesie, dipingere: quanto alla poesia, la grammatica è del pari solo l'ABC del fare poesia), senza conoscerne o almeno desiderare di conoscerne, e verificarne, ed applicarne le regole fondamentali, ma tenendole in non cale come cose scolastiche, agevolmente superabili dall'estro o da malintese licenze artistiche.
       Ciò, di rimbalzo, sortisce a mio avviso un effetto negativo anche sui fruitori, che si abituano a "prodotti" di qualità scadente, e si convincono anch'essi che le basi tecniche dell'arte siano cose di secondaria importanza: col che perpetuando queste false opinioni. Le quali arrecheranno però sempre il loro danno in fase di creazione (ché tutti diverranno "artisti"), non di fruizione.
        Nella poesia, ed in genere in letteratura, ciò può essere addirittura più grave, a mio avviso, che in campo musicale: direi anzi distruttivo. Mentre infatti una nota "stonata" sono più o meno in grado di coglierla tutti, non tutti sono in grado di cogliere uno strafalcione grammaticale, per il semplice motivo che il linguaggio è un qualcosa di estremamente delicato ed opinabile, come dimostrato dalla circostanza che tutti i musicisti (come i matematici) si comprendono anche se di paesi e culture totalmente diversi, ma un italiano e un cinese, in assenza di un interprete, non potranno mai comprendersi se non a gesti.
        Di fronte a questa realtà, non discuto che il linguaggio si evolva; ma lasciamo - è questo poi il senso del mio discorso - che si evolva in vista di una qualche utilità espressiva, e non semplicemente a motivo di inavvertiti strafalcioni.   : )))
    89
    postato da , il
    Hai perfettamente ragione, caro Giuseppe! Ormai la tendenza, purtroppo, è quella di considerare le "grammatiche", come un inutile ed ingombrante fardello, e chiunque si sente autorizzato ad utilizzare qualsivoglia linguaggio artistico a prescindere dai meccanismi tecnici dello stesso. Mi permetto di dissentire quando estendi l'analogia all'ascolto musicale, presupponendo la conoscenza della teoria come antecedente ineliminabile per la fruizione. La musica d'arte (io odio la definizione "musica classica"! definire Wagner un classico? Strawinsky?), da Beethoven a Messiaen, ha sempre avuto, come presupposto, quella di rivolgersi a tutta l'umanità, a prescindere dalle barriere che la conoscenza tecnica del linguaggio può frapporre. La conoscenza della tecnica compositiva, del contrappunto, la forma e l'evoluzione storica del linguaggio (più che la semplice conoscenza del pentagramma e della teoria) sono imprescindibili per chi crea e base per poter costruire, unite ai contenuti personali, strutture musicali che possano arrivare alla mente e al cuore di chiunque. Grazie per l'ospitalità.
    88
    postato da , il
    NO ! non ne ho traccia, non so come ma è andato perso nonostante
    'invia commento'.
    Comunque era una considerazione personale sul paranormale, ma
    essendo lungo e complesso mi è impossibile riscriverlo.
    87
    postato da , il
    Mi dispiace, ma non ho memoria di questo libro...
    Ma... il commento che hai inviato lo vedi sul tuo PC, o no? Perché se non lo vedi, è andato perso e non apparirà mai...

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