Spesso poniamo in modo sbagliato questioni sostanzialmente giuste. Ci attiriamo così forti critiche, dissensi, rancori. Prima di parlare, è bene riflettere e soppesare le parole. Talvolta il tono, un'inflessione della voce, più delle parole stesse, possono infastidire. Saperci porre, senza offendere o ferire i nostri interlocutori, sicuramente ci eviterà risposte che non ci piacciono, reazioni che non desideriamo.
È così difficile capire le persone, conoscerle. Ci sono sfumature che, malgrado la buona volontà, sfuggono alla percezione, non riesci a cogliere. Tu pensi di conoscere una persona, poi...
Non lascio più la porta aperta, troppi spifferi, troppi vermi pronti ad entrarvi strisciando. Chi vorrà trovarmi, dovrà conquistarsi la mia fiducia, dovrà sudare e forzare la serratura, troppo comodo trovare la porta aperta senza faticare. Ci sarà da lavorare, per abbattere la porta blindata della mia diffidenza.
Entrare nel cuore di qualcuno è splendido, solo va calcolato il rischio di sfratto esecutivo che è dietro l'angolo, anche quando sembra di aver trovato una dimora stabile.
Piuttosto che piangermi addosso, ogni giorno mi rimbocco le maniche e vado incontro ai problemi, non indietreggio, evito così che gli eventi mi travolgano e il tempo scorra senza dargli un senso.
Litigare con una donna è come parlare in tribunale: hai diritto di chiamare un avvocato, restare in silenzio, tutto ciò che dirai e soprattutto ciò che non dirai potrà essere usato contro di te, anche a distanza di anni e dopo aver scontato la pena.