Le piccole attenzioni sono dolci carezze per il cuore. Premure e gentilezze sono balsamo per l'anima assetata d'amore, sono un rimedio portentoso contro la sofferenza, la solitudine. Un abbraccio, una carezza, un "come stai", un "posso fare qualcosa per te". Sono piccoli gesti che fanno la differenza, fanno sentire che "ci sei". Con l'abbraccio avvolgi tutto, anche le paure, le debolezze e le ansie, infondi calore, sicurezza. Con poche e semplici parole dai conforto, consolazione, fiducia. Con queste piccole ma sostanziali attenzioni fai sentire il tuo affetto, la tua presenza, a chi ami.
Spesso poniamo in modo sbagliato questioni sostanzialmente giuste. Ci attiriamo così forti critiche, dissensi, rancori. Prima di parlare, è bene riflettere e soppesare le parole. Talvolta il tono, un'inflessione della voce, più delle parole stesse, possono infastidire. Saperci porre, senza offendere o ferire i nostri interlocutori, sicuramente ci eviterà risposte che non ci piacciono, reazioni che non desideriamo.
È così difficile capire le persone, conoscerle. Ci sono sfumature che, malgrado la buona volontà, sfuggono alla percezione, non riesci a cogliere. Tu pensi di conoscere una persona, poi...
Non lascio più la porta aperta, troppi spifferi, troppi vermi pronti ad entrarvi strisciando. Chi vorrà trovarmi, dovrà conquistarsi la mia fiducia, dovrà sudare e forzare la serratura, troppo comodo trovare la porta aperta senza faticare. Ci sarà da lavorare, per abbattere la porta blindata della mia diffidenza.
Entrare nel cuore di qualcuno è splendido, solo va calcolato il rischio di sfratto esecutivo che è dietro l'angolo, anche quando sembra di aver trovato una dimora stabile.
Piuttosto che piangermi addosso, ogni giorno mi rimbocco le maniche e vado incontro ai problemi, non indietreggio, evito così che gli eventi mi travolgano e il tempo scorra senza dargli un senso.