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Poesie


Fortuito fortunato incontro del pranzo,
anche oggi baciati dal sole nei primi di marzo,
sorridendo con le guance sollevi gli occhiali,
portando il mio umore dalle ande alle alpi,
in un batter d'occhio mi doni delle ali che in pochi istanti,
mi portano in giro per il mondo superando il record degli innamorati,
convengo sul ti vedo ma non ti guardo mangiare,
sappi che un piatto di pasta è poco se ti vuoi allenare,
starei ore e forse poi sarebbe per te un problema,
essere osservati consumando un primo,
e sentirsi ricordare dalla signora infastidita, la pasta l'hai mangiata?
Il sole la scalda, è la tua risposta, e comunque ho gradito,
un discorso infinito,
sulle tue labbra il mio dito,
a cercare il tuo corpo,
e baciarti per ogni sorriso.
Composta martedì 14 marzo 2017
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    Scritta da: Mariella Mulas

    Scrivimi...

    Scrivimi...
    meglio che udire solo suoni
    di parole fuggenti.
    Potrò invece fermare emozioni
    negli occhi,
    per consegnarle al cuore,
    con sillabe di tenerezze...
    scrivimi di te,
    non intimidire pensieri...
    io porrò attente orecchie
    nello sguardo leggente,
    e labbra saranno
    a baciare pensieri.
    Non allontanare ricordi,
    userò le tue frasi
    come fiori di un giardino
    curato, cullato dalle mani
    della natura spensierata.
    Scrivimi, e la mia solitudine
    giacerà infine addormentata
    in zolle di essenze di gioia.
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      Immobile

      Davanti a te immobile
      in attesa di un tuo cenno,
      occhi fissi in occhi splendidi
      si nutrono della tua bellezza.

      Davanti a te immobile
      aspetta fremente un uomo,
      la ricerca del contatto
      per trasmetterti questa sensazione.

      Davanti a te sta nascendo
      la nuova vita di un uomo,
      riparto costruendo da zero
      nuovi sentieri che portano a te.

      Impotente e rigido ogni muscolo vorrebbe sfiorarti,
      i tuoi occhi trasmettono un profondo bisogno d'amore,
      davanti a te apprezzando questo sentore,
      brucio finché del mio amore vorrai nutrirti.
      Composta martedì 14 marzo 2017
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        Scritta da: Fenice Noir

        Ricordo in una conchiglia

        Dove vanno a finire i ricordi
        quando muore colui che li conserva?
        In un baule ho trovato una conchiglia
        Era di mio padre.
        L'ho portata all'orecchio
        ed ho sentito la sua voce:
        Figlia mia, ti ho amata
        ma non te l'ho mai detto.
        Ed ora se vuoi
        ti racconto la mia vita.
        Mio padre non mi aveva mai parlato.
        Io non gli avevo mai chiesto di farlo.
        Non chiuderò i suoi ricordi
        in una conchiglia.
        Spargerò le sue ceneri al vento.
        Composta martedì 14 marzo 2017
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