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Diario


Scritto da: samuele rovaj
Perdendo le foglie, gli alberi non si separano dalla loro parte più debole, ma da quella più forte. Sono le foglie che restano aggrappate nonostante la pioggia scrosciante, nonostante il vento incessante, nonostante il sole asfissiante. L'amore prende esempio dalle foglie, non dagli alberi. Siamo foglie, quando l'orgoglio urla le proprie ragioni e noi zittiamo le nostre labbra. Siamo foglie, quando inconsapevoli d'aver ferito, chiniamo la testa ammettendo colpe che non conosciamo. Siamo foglie, quando inconsapevoli della nostra fragilità mettiamo la nostra esistenza nelle mani di un altro essere, quando le contraddizioni sono figlie della paura di essere allontanati, quando restiamo anche se dovremmo andar via. Siamo foglie, perché malgrado la nostra forza, a volte finiamo per cadere, ma nonostante tutto tentiamo di restare aggrappati. Non siamo alberi, siamo foglie!
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    Scritto da: samuele rovaj
    È solo una questione di prospettive, di limiti e barriere che poniamo davanti ai nostri occhi, per non vedere e non essere visti, per non toccare e non essere sfiorati, per non dover scegliere e non dare agli altri la possibilità di sceglierci. È una questione di vedute; dal basso tutto sembra enorme, dall'alto siamo noi a guardare gli altri rimpicciolire, ed è inutile porre limiti, varchi, barriere issate con la forza dei muscoli e del pensiero, è inutile! Chi quei limiti ha deciso di varcarli, lo farà senza chiedere, perché porre un muro davanti agli occhi per evitare di vedere le onde sbattere contro gli scogli, non può impedirti di annusare l'odore della salsedine; stringere un coltello dalla parte del manico non può impedirti di ferirti. È solo una questione di prospettive e non puoi impedire che le cose accadano, non puoi evitare che la gente ti travolga e la pioggia ti bagni, non puoi continuare a nasconderti, prima o poi qualcuno ti troverà.
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      Scritto da: samuele rovaj
      Voglio che nostro figlio cresca in un mondo dove le foto siano senza colore, ma non senza vestiti, dove la legge è uguale per tutti e non solo a vantaggio di chi ha il potere di farla rispettare; un mondo dove il mare ha l'odore della salsedine e non quello della mondezza scaricata dentro. Voglio che nostro figlio cresca in un mondo dove può sentirsi ancora il frutto dell'amore e non di un errore, dove esistano ancora uomini che hanno onore e non uomini d'onore, dove la diversità non desta paura ma curiosità, dove i colori servano a differenziare la tinta dei capelli e non quello della pelle. Voglio che nostro figlio cresca in un mondo dove non esistono missioni di pace con pistole e fucili, ma con parole e amore, un mondo dove correre può portati lontano e non sia l'unico modo per scappare da ciò che hai intorno, un mondo dove abbia la possibilità e non il bisogno di fare scelte. Voglio che nostro figlio cresca in un mondo dove la legge arrivi dopo il buonsenso e non viceversa. Voglio che nostro figlio cresca in un mondo che impari dal passato, goda del presente e guardi al futuro con occhi tranquilli.
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        Scritto da: samuele rovaj
        La natura insegna, che il brivido è l'unico movimento involontario dei muscoli volontari, al quale non riusciremmo in alcun modo a opporre resistenza. Insegna, che non possiamo sottrarci alle assenze del passato, né alle contraddizioni del presente e alle speranze del futuro... Rimarremmo, comunque succubi di quelle assenze, fedeli a quelle contraddizioni e complici di quelle speranze. Insegna quindi, che siamo figli delle nostre assenze, padri delle nostre contraddizioni e amanti delle nostre speranze. E che comunque, come col brivido, non potremmo porre alcuna resistenza ad un muscolo involontario, come un cuore, che ha scelto d'amare.
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