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Diario


Scritto da: Silvia Nelli
A volte ti domandi il perché di molte cose, ma le risposte non ci sono, non le trovi e non arrivano. Ti domandi perché siamo costretti ad impiegare la maggior parte del nostro tempo a difenderci, a giustificarci e a spiegarci. Viviamo in uno stato perenne di diffidenza verso chi si avvicina, verso chi abbiamo di fronte. Parliamo, giudichiamo e spesso non capiamo. Per non perdere le persone, troppe volte le rincorriamo adeguandoci al "meglio" che ci viene concesso. Perché mi domando io!? Arriverà mai il giorno in cui incontreremo qualcuno con cui lasciarci andare completamente e in assoluta libertà. Qualcuno con cui essere noi stessi al cento per cento senza sentire il bisogno di difenderci per ogni pensiero, gesto o reazione. Qualcuno con cui poter piangere liberamente, ridere senza problemi e soprattutto qualcuno con cui poter esprimere il nostro pensiero, quello vero e sentito senza la paura delle conseguenze, di una reazione di troppo o di un giudizio affrettato. Perché se sei pulito e dall'altra parte c'è fiducia non può esserci aggressività, ma deve esserci comprensione. Qualcuno che si soffermi un attimo sulle nostre parole e guardi oltre e cerchi di capire attraverso di esse da dove sono derivate, senza sparar subito a zero, senza farti sentire stupido o sbagliato. Quel qualcuno che non pensa che il tuo pensiero sia frutto della tua stupidità o della manipolazione di qualcuno, ma che capisca a pieno o che almeno ci provi. Qualcuno che magari sia anche pronto a mettersi in discussione perché potrebbe esserne il responsabile. È più facile scaricare le colpe altrove, trovare pretesti e non assumersi le responsabilità dei propri errori. Sono in troppi ormai ad essere convinti di essere dei "santi" in balia del loro finto "paradiso"! Ricordiamo a tutti che i più "grandi uomini" e le più "grandi donne" la prima cosa che hanno imparato a fare è scendere di uno scalino, sedersi al tuo fianco e ascoltare...
Composto lunedì 28 novembre 2016
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    Scritto da: Erika Mancini
    Le lacrime, il cuore intriso di dolore, non bastano a dar forza a situazioni che vorresti finissero, ogni cosa tiene il suo passo che non è quello del ticchettio delle lancette dell'orologio, è un passo mentale verso un cambiamento, è un passo che trova forza e consapevolezza dentro se stessi. Io vivo, io spero e continuerò ad agire anche a piccoli, ma decisi, passi verso un luogo dove sarò rispettata ed amata per la donna che sono.
    Composto venerdì 25 novembre 2016
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      Scritto da: Daniele
      Che bel film è l'universo? Tutto così caoticamente messo perfettamente al suo posto. Che capolavoro di sceneggiatura è la vita? Tutto così lasciato a l'interpretazione di ognuno di noi. E quanti attori. Un grande cinema stracolmo di chi si domanda "cosa accadrà?" Ma non c'è sorpresa, delusione, soddisfazione, se non accompagnata da tanta suspence! Mentre ci si avvicina al finale di ogni cosa, esattamente come in un film.
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