Sia il tempo (Kronos) che l'eternità (Aion) son'ambivalenti. Invec'il film trancia di netto tal'ambiguità idolatrando l'uno e demonizzando l'altra. Ulteriore, parossistico esempio di pervertimento nichilista dell'utopico in distopico. Vero: esistono scenari religiosi e scientifici, spirituali e cosmologici a sostegno di tale dualismo oltranzista: l'"eterno ritorno" dallo Zoroastrismo al Big Bunch prospettano Aion com'il peggiore dei mali. Ma spacciare alcuni scenari come gl'unici possibili è malafede ideologica della peggior specie, quella studiat'a tavolino per diffondere viralmente un atteggiament'arrendevole, rinunciatario, passivo, acquiescente, rassegnato. Adesso sappiamo per certo che pure la Marvel sied'a tale famigerato tavolino.
Clint insiste col suo contributo alla campagna per il partito dei pensionati. Nel 2000 "Space Cowboys" f'una pubblicità autopromozionale contro la rottamazione degl'anziani la cui esperienza sovracompensava l'abilità dei pischelli NASA; stavolta il vecchietto di turno sfid'e sbaraglia con la propria pluridecennale competenza pratica pure la tecnologia delle simulazioni al computer. C'è del metacinematografico: forse l'ultraottuagenario regista si ritiene Maestr'Impareggiabile nei confronti dei giovani autori figli del digitale? Perché tanto astio? La storia è vera (il "miracolo sull'Hudson" avvenuto nel 2009), il racconto è coinvolgente, Hanks sfodera una performance memorabile, m'anche questo sa d'incensatoria autocelebrazione yankee: gli States non hanno l'esclusiva sui prodigi (e neppure sulle catastrofi alla 11 settembre). "L'ombelico del mondoooooo".
9 anni e 2 mesi fa
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E se a qualcuno quella chiave non piacesse? La "propria" non è di fatto tale, non l'abbiamo né scelta né determinata da noi, ce la siamo trovata già imposta.
E se a qualcuno interessasse piuttost'un passe-partout, non solo per sé ma per chiunque?
L'affermazione si basa su dei presuppost'angusti neanche troppo celati.
9 anni e 2 mesi fa
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Replica straritardataria al "Good Will Hunting" interpretato dall'amicone Matt Damon nel '97. Il tema dell'"ipercalculia" (appen'una decina di ricorrenze su Google, circa 225 per il corrispettiv'inglese "hypercalculia", nessuna voce dedicatale su Pedia.it o .en) era già ben illustrato nell'antesignano "Rain Man" dell'88, e di recente è stato trattato fin'all'abuso in "Safe" (2012) con Jason Statham, nel quasi-biopic "X+Y" (2014) e nel paio di film dedicati a Ramanujan, l'omonimo del 2014 e "L'uomo che vide l'infinito" del 2015. Direi che possa bastare per qualche lustro, anzi no: il franchise ha colt'il trend e ne sta creand'un filone.
E se a qualcuno interessasse piuttost'un passe-partout, non solo per sé ma per chiunque?
L'affermazione si basa su dei presuppost'angusti neanche troppo celati.