Mauro Lanari

Nella frase "Buon Natale a te che lo vivi da solo, a te che..." di Rosa Maria Gargano
Un coltraltare ungarettiano: lì la derelizione è giunt'al culmine col desiderio d'isolamento e solitudine, qui invece si vorrebbe offrire solidarietà e consolazione: lodevole, ma in simili casi s'arriva fuori tempo massimo.
9 anni e 1 mese fa
Nella frase "La vita è come un labirinto, sai dove inizia..." di Simyz Marchi
Non sai dove o come finisce: davvero? Per giunta la finitudine non dipende soltanto dalla morte: potremm'anch'esser'eterni, ma finché permane un inizio, l'illimitatezza sarebbe stroncat'alla radice, già in partenza. Atropo è sopravvalutata rispett'a Cloto.
9 anni e 1 mese fa
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Nella pagina del Film Allied: Un'ombra nascosta di Robert Zemeckis
"Credo sempre nell’emozione: è per questo funziona”, m'anche no. Zemeckis e Knight hanno voluto rifarsi a "Casablanca" 75 anni dopo, con 3/4 di secolo di ritardo, senza ragione. Pure lo smascheramento della Cotillard al pianoforte dà l'idea d'un omaggio al "Play it, Sam" della Bergman (https://www.youtube.com/watch?v=7vThuwa5RZU) e di Bogart (https://www.youtube.com/watch?v=bAlzmRjixr0), così com'il finale fra gl'aeroplani fermi a terra, il tema del doppiogiochismo, l'importanza delle missive, il sogno d'una Francia liberata e i richiami alla sua capitale ("Avremo sempre Parigi"). Un'"operazione nostalgia" che regista & sceneggiatore si son sentit'in obbligo di fare, ma con un melò talmente eccessivo e laccato da risultare straniante, per nulla coinvolgente. C'è chi ha lodato almeno l'abilità per scene tipo quella d'apertura, ma è quas'identica all'incipit di "Forrest Gump", vecchio d'oltre 20 anni pure quello. Incomprensibile.
9 anni e 1 mese fa
Nella frase "È solo dalle tue cadute che riuscirai a capire..." di Vera Santoro
Un nuovo capitolo del capitolare. Ma chi ha mai dimostrato ch'il metodo giusto consista nel combattere? Fissazione cognitiva? Eredità ideologica? Qualunquismo sociale?
9 anni e 1 mese fa
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Nella pagina del Film Arrival di Denis Villeneuve
"Se siete genitori, vi distruggerà": l'unica notizia buona del film. "Arrival is based on a story about love, time and language". Premesso che per dire volemose ben'e facciamo bambini non c'era bisogno di tirar fuori extraterrestri & astronavi; premesso che Villeneuve s'avvale d'una struttura non lineare come riflesso di coscienze che percepirebbero sempr'i medesimi eventi della tragedia cosmica ma in simultanea second'una logica e una temporalità circolari (che cùlo); premesso che la teoria psicolinguistica di Sapir-Whorf forse saprebbe prender'in esame i "logogrammi semasiografici ologrammatici" [sic] degl'eptapodi, però non la comunicazione non verbale (CNV) ch'essi instaurano con la Adams; premesso ch'un "non-zero-sum game" indica sol'un gioco con risultato diverso da zero, quindi non necessariamente positivo m'anzi pure negativo; in breve la storia è "un'insalata di calamaroni alieni che mette nero su bianco le regole del loro linguaggio inconsueto (simile ai richiami tra balene) inchiostrand'il loro ovetto kinder spaziale. Buona meditazion'emotiva".
9 anni e 1 mese fa
Nella frase "Ascoltarsi, sfiorarsi, sentirsi: il più bel..." di Susan Randall
Ascoltarsi, sentirsi, sfiorire: amore?
9 anni e 1 mese fa
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Nella frase "Quanto vi è di più contrario alla salvezza..." di Charles Péguy
Quanto vi è di più contrario alla salvezza è il peccato dell'abitudine.
Forse.
9 anni e 1 mese fa
Nella pagina del Film La famiglia Fang di Jason Bateman
Due film sulla problematicità del rapporto genitori-figli, non è cert'un caso. Ma se "Bad Words" (2013) funzionava poiché caustico, politicamente scorretto e naturalmente acerbo, invece questo successivo "La famiglia Fang" dà l'idea ch'il regist'abbia voluto fare l'antifamiliarista non disponendo d'adeguati competenze o interessi. Perché appesantir'il film con disquisizioni più seriose che serie circa l'art'e i suoi limiti, con tanto d'interviste ai protagonisti negl'extra del dvd? E soprattutto: che significa "I genitori rovinano i bambini"? Solo sul piano psicosocioeducativo, in cui magari possono darsi percorsi migliori degl'altri, oppur'ancor prima su quell'ontologico/eventologico ("Born, never asked"?). La risposta l'ha fornita lui stesso in un'intervista: il riferimento è al semplice universale processo di deidealizzazione conseguente lo svezzamento. Nient'altro. Bateman sarà sincero ma pur'ingenuo. Gli s'addice meglio la "greve leggerezza" della "black comedy" spassosa e irriverente, mentre stavolta ha compiut'il passo più lungo della gamba e s'è infilat'in un discorso più grande di lui.
Mauro Lanari e Davide Schiavoni
9 anni e 1 mese fa