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Capitolo: Episodio 10
Il Sarcacerdote, in cima ai gradini arcobaleno, aveva spinto via i tre finalisti al contest di haiku e aveva fatto il cenno della "gola tagliata" per annunciare che la competizione era annullata, poi si era affrettato a scendere gli scalini, tirandosi su la tunica disseminata di scarabocchi pornografici.
"Potere! Potere all'allegria!" Li aveva salutati quell'ometto pelato afferrandosi il pube, proprio dove era disegnata alla meglio una vulva. [...]
"Il Gran Briccone è stato saziato!" Aveva decretato solenne il Sarcacerdote: "Dunque niente contest stasera, tanto le poesie presentate mi davano il vomito!" Poi, dopo aver finto di rigettare e ottenuto scrosci di risa, l'uomo in tunica aveva spalancato le braccia solennemente: "Decreto festa per tutti! Seguitemi nel tempio!" [...] "Le regole sono regole, Gran Briccone può essere uno solo, e ci si diventa con un haiku!" Aveva ribadito il Sarcacerdote, stringendosi nelle spalle, dopodiché si era gettato in bocca due cristalli di Epto. [...]
Bog era rimasto attonito: il suo amico non aveva alcun talento per gli haiku, si era inventato la bravata del raid proprio per rimediare il titolo a tutti e tre, senza mettersi in gioco. Invece lui si era preparato per mesi, aveva cesellato il suo haiku, Lia ne aveva seguito le varie stesure, non accorgendosi mai che era dedicato a lei. [...] Bog si era morso il labbro inferiore fino a farsi uscire il sangue. Quel primo verso era del suo haiku. E anche i seguenti. Mi specchio in te/ nel sorriso perenne/brioso il mio io, [...]
Il verde mostro degli abissi parve gonfiarsi all'orizzonte, i tentacoli benedicevano la città. Un lampo tra le nubi fece tremolare appena la sua carne di pixel, poi l'ologramma tornò a dominare la notte.

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