Scritto da: Pino Conte

La Bella e la Notte

Capitolo: 4 - Il morto che urla (sotto l'albero di Natale)

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...nevicata-. Ed in bianco -ci avevo provato, senza quagliare-. Ma c’erano speranze, che la situazione si rapprendesse, e mi evitasse così di andarci a toccare il fondo. Con la lupacchiotta avevo fatto lo splendido splendente venato di duro della strada; seduti gomito a gomito al mio tavolo -al JC, naturalmente- ci eravamo dilungati sulla superficialità con cui, tante volte, le Forze dell’Ordine conducevano le indagini su fatti anche gravi, delitti contro la persona compresi: dalle truffe, alle minacce, alle percosse, alle lesioni, al sequestro di persona. All’omicidio. La pupa lamentava di essersi fatte anticamere per ore, nella sala d’aspetto della caserma; ricevuta dal Maresciallo, finalmente, e scambiate con lui due parole, aveva capito di non avere capito nulla, di ‘ste cose. La Giustizia?, sì, quella divina, forse, ché quella umana aveva il volto paziente e comprensivo del Carabiniere solo negli sceneggiati televisivi. Nella realtà, seduto dietro l’ampia scrivania, la sagoma nera con le bande rosse, lanciato il cappello con la fiamma all’attaccapanni (con successo!, aveva appeso il copricapo al primo tentativo) s’era messo ad ascoltarla con attenzione, dopo averla fatta accomodare; per un pugno di minuti, le aveva prestato orecchio senza interromperla. Allo scadere dei quali, aveva preso la parola; ... [segue »]

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