Tratto da un mio libro


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...intenzionato a parlare con me. Il suo sguardo mi aveva colpito sin da subito. Salii al secondo piano quasi correndo, ma sempre in silenzio, e mi affacciai da una delle finestre. Da lì la situazione era più gestibile. Lui stava già guardando verso di me, attirato dal trambusto che stavo combinando mentre armeggiavo con la maniglia, che sembrava essere leggermente arrugginita o, perlomeno, ora lo era più del solito.
"Scendi!" Disse il ragazzo sconosciuto sistemandosi i capelli neri e scompigliati con un gesto frettoloso. La sua fronte si aggrottò imbarazzata. Amai subito quel suo modo di comportarsi, come lo avessi conosciuto da sempre. Ma i suoi potenti occhi azzurri mi riportarono alla realtà.
Negai con un gesto spaventato della testa con il preciso intento di richiudere la finestra senza neanche un saluto. In fondo non lo conoscevo. Eppure qualcosa mi diceva che dovevo ascoltarlo. Sentivo come un profondo senso di tristezza dentro il cuore. Ma non ne conoscevo il motivo.
"Dai scendi, è davvero importante. So che posso farti paura ma..."
Si bloccò un attimo per sospirare. Scosse il capo poi alzò di nuovo la testa verso di me.
"Perfavore." Trattenni un sorriso di fronte a quel viso adorabile ... [segue »]

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    Riferimento:
    È parte di un libro che sto ancora finendo di scrivere. Avendo quindici anni non sono poi tanto brava ma ce la metterò tutta per completarlo con successo.

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