Scritto da: Rossella Porro

Sole di marzo


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...caso e dimenticata. Sarei potuta morire lì in quell'istante ed ero sicura che nessuno avrebbe notato l'accaduto. Un paio di panchine più in là notai una donna anziana infagottata in non so quanti maglioni e stretta al petto una grossa borsa contenente chi sa cosa.
Ai suoi piedi una miriade di piccioni... vicino ai miei non ce n'era nessuno. Il dolce tepore del sole scaldava le mie ossa che tremavano dal freddo. Era una mattina di marzo fredda come lo era stata quell'anno o così mi sembrava. La gente chiusa nei paltò camminava di fretta a testa bassa e io di fretta che non ne avevo me ne stavo lì... fissando quei piedi gonfi e tozzi della vecchia circondata dai piccioni. Un attimo, una folata di vento, le fogli dell'albero cadute giù, un uomo di corsa... e i piccioni che volano via. La vecchia con i suoi occhi piccoli e tondi, che ricordavano quelli di un animale ferito... mi guardò. Prese la sua sacca e mi fu vicina. Un brivido di freddo... era il vento o la paura? Si sedette accanto a me in silenzio, mentre il sole riscaldava i nostri volti che fissavano il cielo azzurro dimentico di promesse ... [segue »]
Composto domenica 5 luglio 2009

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    Scritto da: Rossella Porro

    Commenti

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    postato da , il
    grazie...per il tuo commento...mi è sembrato di rileggere i giudizi delle mie pagelle scolastiche:)
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    postato da , il
    Belle immagini, belle sensazioni.
    Rossella sembra una persona emozionalmente recettiva e soprattutto capace di esprimere quello che empiricamente sperimenta y teoricamente comunica.
    Grazie

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