Scritto da: Carlotta Bonadonna

La corazza


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...esile, con le spalle ricurve, intimidita, quasi impaurita. Le chiesi se avesse paura, lei mi rispose di si. A quel punto le domandai perché provasse quella sensazione, perché fosse in quella postura di chiusura, era troppo bella per rimanere quasi invisibile. Mi rispose che aveva timore di tutto, che era rimasta fregata dalla vita, troppe delusioni e fallimenti. Che era debole, che non riusciva a difendersi.... Bho? rimasi molto scioccata da quelle parole. Le dissi allora che doveva difendersi, doveva indossare una corazza. A questa parola lei mi guardò sbalordita e mi chiese, una corazza? Io "non sai che cosa sia? Non è possibile che tu non lo sappia". Lei replicò che lo sapeva benissimo, ma che non voleva assolutamente andare in guerra, diventò nervosa, mi attaccò dicendomi che ero una persona violenta, che amavo la guerra... io? Io che non sono capace di uccidere una zanzara. Ero meravigliata, continuava a dirmi che la corazza era un'armatura, un oggetto che serviva solo per fare la guerra. Un pezzo di ferro orribile, cattivo, che non è utile a nulla se non per fare del male agli altri. Io le spiegai che era anche una protezione, un mezzo per difendersi, un oggetto ... [segue »]
Composto lunedì 23 marzo 2020

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    Scritto da: Carlotta Bonadonna
    Ha partecipato al concorso
    #IORESTOACASAeSCRIVO

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