Scritto da: Gabriele Ceci

Coscienza (Quadri di parole)


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...ciò che mi circondava, come se quella mano di coprente stesse pian piano ombreggiando anche me come se la mia luce da sola non bastasse più ad illuminare tutto il resto, come se mi stessi spegnendo, piano piano.
Iniziai a maledire Coscienza, a credere che non mi fosse mai servita, a tastare tutte le porte che mi si aprivano dinanzi al centro di quell'ombra, imboccandole tutte, armato di una frenesia pulsante, che mi faceva viaggiare veloce, da una casa all'altra, entravo dalla porta per uscire dalla finestra, e di nuovo in strada ricominciando a viaggiare veloce, cominciai a rendermi conto che non dovevo più renderle conto, dirle dov'ero, chiederle dove andare, ormai ero solo e in quell'ombra mi sentivo libero.
La notte aveva un gusto più amaro saliva in alto più forte come le parole che fluide uscivano fuori da sole a tener comizi a se stanti, e come le mani viaggiavano veloci, da sole, tanto che a starci dietro si perdeva la salute ma era tutto ciò di cui dovevo prendermi cura, la paura non mi apparteneva, non avevo più un granché da perdere nel parco giochi della vita.
Alternavo il sole alla luna a mio piacimento e governavo ... [segue »]
Composto venerdì 31 luglio 2015

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