Scritto da: Sara C.

L'eco che non c'è


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...pensiero. La mente provava ad allontanarsi da quella folla imperterrita di lacrime che stavano dirigendosi fino agli occhi. Le bloccai. Nacque un lieve sorriso e spuntò tra le labbra un gemito d'amore. Quella notte le stelle avevano assunto un altro colore, ora sapeva cosa fare. Entrai nella mia stanza che per strano caso era proprio la 102. Svegliai Matteo con un lungo bacio sul collo. Poche ore prima avevamo discusso senza un motivo preciso. Qualche bicchiere di vodka in più da parte sua e una mia preoccupazione schietta per il funerale che di lì a poco vi sarebbe stato. Lo guardai mentre si stiracchiava nel letto. I nostri sguardi ormai non ricordavano più quella notte appena trascorsa in camere separate. Forse lui neanche s'era accorto della mia assenza. S'era sdraiato a pancia in giù e faceva così ogni volta che litigavamo. Non succedeva spesso ma continuavo a prenderlo in giro per quel suo strambo modo di farmi capire che avrebbe voluto far pace. Quasi mi fissò e mi chiese il perché di quel colore particolare negli occhi. Non riuscii a dir nulla, nessuna parola avrebbe potuto riempire quell'assenza che ora più che mai avvertivo nel petto. Lui continuava a fissarmi ... [segue »]
Composto mercoledì 27 aprile 2011

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