Scritto da: Elisa

La stagione della neve


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...Poi bisognava aprire gli armadi e spiegare i kimono che le geisha e le maiko, l'ultimo stadio delle apprendiste geisha, avrebbero usato durante il giorno. C'erano la casa da pulire, gli alberi del giardino da potare, le erbacce da estirpare e le piante dell'interno a cui dare acqua. Dopo che tutte le abitanti dell'okiya erano sveglie bisognava ritirare i futòn (materassi) e i trespolini duri sui quali dormivano le geisha, ritirarli e riporli negli armadi. A volte la madre ci chiedeva di aiutarla a legare l'obi (la cintura del kimono), di avvicinare il carboncino alla fiamma così che potesse passarlo sulle sopracciglia delle maiko o di portare il liquido rosso con cui le geisha si pitturavano le labbra. Ogni tanto bisognava andare al mercato a fare la spesa con la cuoca, riordinare la soffitta o arrampicarci sul tetto con dei secchi pieni d'acqua per poterlo lavare. La sera aspettavamo che tutte le geisha fossero tornate dai loro appuntamenti per poter chiudere l'okiya e andare a letto, a volte restavamo alzate anche fino alle due o alle tre di notte, pizzicandoci a vicenda per non addormentarci.
Ma la vita nell'okiya aveva anche tanti aspetti positivi. Qualche volta quando la madre ci ... [segue »]
Composto domenica 25 gennaio 2009

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    Scritto da: Elisa
    Dedica:
    Ad Alessandra, senza la quale non avrei mai preso una penna in mano.

    Commenti

    1
    postato da , il
    bellissima poesia

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