Scritto da: Sergio Bissoli

La ragazza del paese stregato


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...posta su una mensola. Silenzio e forte odore di stantìo.
È Severin, il fattore, a darci il benvenuto. Ci conduce in cucina dove lo zio Ally, che non ci ha sentiti arrivare, è occupato a fare i tarocchi.
È un uomo alto lo zio, forte e con una corporatura massiccia. Quando si leva in piedi su quei zoccoli mal tagliati che si fabbrica da sé, la sua testa raggiunge quasi le travi basse e affumicate del soffitto. Non è mai stato espansivo. Pur essendo ricco il suo animo di sentimenti buoni e generosi, raramente è riuscito a esternarli. Di carattere ruvido, un poco scontroso gli manca la comunicativa e il savoir-faire nei rapporti con gli altri. Anche ora, nel dolore per la perdita della moglie che aveva amato molto, rimane muto, e chiuso in se stesso.
La cena si svolge in silenzio. Solo il crepitìo del fuoco o gli scricchiolii delle grosse sedie impagliate. Siamo rimasti soli Tom e io. Gli altri hanno già mangiato e sono di sopra a vegliare la salma.
La minestra di cavoli è densa e quasi fredda nei piatti a fiorami. C'è un fiasco di vino e del buon pane con il salame. Ogni tanto ... [segue »]

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