Scritto da: Lina Viglione

La morte di mamma

Capitolo: Un amore negato.

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...nel suo cuore un grande vuoto. Lei, che era stata una figlia viziata e coccolata, aveva bisogno di un uomo che la guidasse, che le insegnasse a crescere nel matrimonio e pagò con la vita il fatto di aver voluto a tutti i costi sposare papà, contro la sua volontà. Al punto da costringerlo al matrimonio riparatore e non fu perdonato da lui, pagando noi figli il suo errore. Io mi trovai a soli 9 anni a fare da madre a lei e alle mie sorelle. Al suo capezzale mi aspettavo da lei una parola di affetto. Gli stetti vicina fino alla fine. Ma fu una vera tortura, invocava sempre il nome di mia sorella Maria. Capii che per raggiungere la pace interiore dovevo perdonarla, non toccava a me giudicarla ma alla giustizia divina. Non mi aveva amata semplicemente perché aveva un cuore analfabeta che non conosceva la bellezza e la grandiosità dell'amore. Mi aveva partorita e basta... La colpa non era mia se non ci ero riuscita, non potevo ritenermi colpevole se non mi aveva amata né rispettata. Da morta la baciai e, mentalmente le dissi: Mamma riposa in pace, nonostante tutto ti voglio ancora bene. Grazie di avermi dato la vita.
Composto mercoledì 3 marzo 1999

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    Scritto da: Lina Viglione

    Commenti

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    ...perdonare si può - e si deve - se vogliamo  mantenere un rapporto o con un genitore  o un 'amicizia o qualsiasi altro rapporto.Giudicare  sarebbe come ad ammettere al peggior giudice...noi stessi, L'orgoglio ogni tanto va messo nel ripostiglio.  Quello che non si riesce mai a fare  è "dimenticare", ma è anche giusto così; le esperienze,  o negative  o positive che siano, vanno ricordate, perchè solo così servono ad a miglioraci  e arricchire la nostra vita.

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