Poesie preferite da Michela Barra

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Scritta da: M. Gamba

Ti penso di notte

Ti penso di notte,
a novembre, con la nebbia;
un alito di freddo
oltrepassa la finestra;
non riesce a colpire
la mia anima assorta
nel tepore del mio cuore.

Ti penso di notte,
a novembre, con la nebbia;
due fari, all'improvviso
illuminano il mio viso;
e un sorriso compare,
dolce frutto
di un amore nascosto.
Composta sabato 12 novembre 2016
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    Questa volta lasciate che sia felice,
    non è successo nulla a nessuno,
    non sono da nessuna parte,
    succede solo che sono felice
    fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

    Camminando, dormendo o scrivendo,
    che posso farci, sono felice.
    sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
    sento la pelle come un albero raggrinzito,
    e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
    il mare come un anello intorno alla mia vita,
    fatta di pane e pietra la terra
    l’aria canta come una chitarra.

    Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
    tu canti e sei canto,
    Il mondo è oggi la mia anima
    canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
    lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
    essere felice,
    essere felice perché si,
    perché respiro e perché respiri,
    essere felice perché tocco il tuo ginocchio
    ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
    e la sua freschezza.
    Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
    con o senza tutti, essere felice con l’erba
    e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
    essere felice con te, con la tua bocca,
    essere felice.
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      Scritta da: Elisa Iacobellis

      Saprai che non t'amo e che t'amo

      Saprai che non t'amo e che t'amo
      perché la vita è in due maniere,
      la parola è un'ala del silenzio,
      il fuoco ha una metà di freddo.

      Io t'amo per cominciare ad amarti,
      per ricominciare l'infinito,
      per non cessare d'amarti mai:
      per questo non t'amo ancora.

      T'amo e non t'amo come se avessi
      nelle mie mani le chiavi della gioia
      e un incerto destino sventurato.

      Il mio amore ha due vite per amarti.
      Per questo t'amo quando non t'amo
      e per questo t'amo quando t'amo.
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        Scritta da: Elisa Iacobellis

        La mattina è gonfia di tempesta

        La mattina è gonfia di tempesta
        nel cuore dell'estate.

        Come bianchi fazzoletti d'addio viaggiano le nubi,
        il vento le scuote con le sue mani peregrine.

        Cuore infinito del vento
        che palpita sul nostro silenzio innamorato.

        E ronza tra gli alberi, orchestrale e divino,
        come una lingua piena di guerre e di canti.

        Vento che rapina fulmineo le foglie secche
        e devia le frecce palpitanti degli uccelli.

        Vento che le travolge in onda senza spuma
        e sostanza senza peso, e fuochi inclinati.

        Si rompe e sommerge il suo volume di baci
        combattuto sulla porta del vento dell'estate.
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          Scritta da: Elisa Iacobellis

          Ubriaco

          Ubriaco di trementina e di lunghi baci,
          guido il veliero delle rose, estivo,
          che volge verso la morte del giorno sottile,
          posato sulla solida frenesia marina.

          Pallido e ormeggiato alla mia acqua famelica
          incrocio nell'acre odore del clima aperto,
          ancora vestito di grigio e di suoni amari,
          e di un cimiero triste di spuma abbandonata.

          Vado, duro di passioni, in sella all'unica mia onda,
          lunare, solare, ardente e freddo, repentino,
          addormentato nella gola di felici
          isole bianche e dolci come freschi fianchi.

          Trema nella notte umida il mio abito di baci
          follemente carico di impulsi elettrici,
          diviso in modo eroico tra i miei sogni
          e le rose inebrianti che con me si cimentano.

          Controcorrente, in mezzo a onde esterne,
          il tuo corpo parallelo si ferma tra le mie braccia
          come un pesce per sempre incollato alla mia anima,
          rapido e lento nell'energia subceleste.
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            Scritta da: Elisa Iacobellis

            Abbiamo perso

            Abbiamo perso anche questo crepuscolo.
            Nessuno ci ha visto stasera mano nella mano
            mentre la notte azzurra cadeva sul mondo.
            Ho visto dalla mia finestra
            la festa del tramonto sui monti lontani.
            A volte, come una moneta
            mi si accendeva un pezzo di sole tra le mani.
            Io ti ricordavo con l'anima oppressa
            da quella tristezza che tu mi conosci.
            Dove eri allora?
            Tra quali genti?
            Dicendo quali parole?
            Perché mi investirà tutto l'amore di colpo
            quando mi sento triste e ti sento lontana?
            È caduto il libro che sempre si prende al crepuscolo
            e come cane ferito il mantello mi si è accucciato tra i piedi.
            Sempre, sempre ti allontani la sera
            e vai dove il crepuscolo corre cancellando statue.
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              Scritta da: Elisa Iacobellis

              Posso scrivere i versi...

              Posso scrivere i versi più tristi questa notte.

              Scrivere, ad esempio: La notte è stellata,
              e tremolano, azzurri, gli astri in lontananza.

              Il vento della notte gira nel cielo e canta.

              Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
              Io l'amai, e a volte anche lei mi amò.

              Nelle notti come questa la tenni tra le mie braccia.
              La baciai tante volte sotto il cielo infinito.

              Lei mi amò, a volte anch'io l'amavo.
              Come non amare i suoi grandi occhi fissi.

              Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
              Pensare che non l'ho. Sentire che l'ho perduta.

              Udire la notte immensa, più immensa senza lei.
              E il verso cade sull'anima come sull'erba in rugiada.

              Che importa che il mio amore non potesse conservarla.
              La notte è stellata e lei non è con me.

              È tutto. In lontananza qualcuno canta. In lontananza.
              La mia anima non si rassegna ad averla perduta.

              Come per avvicinarla il mio sguardo la cerca. Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.

              La stessa notte che fa biancheggiare gli stessi alberi.
              Noi quelli di allora, più non siamo gli stessi.

              Più non l'amo, è certo, ma quanto l'amai.
              La mia voce cercava il vento per toccare il suo udito.

              D'altro. Sarà d'altro. Come prima dei suoi baci.
              La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.

              Più non l'amo, è certo, ma forse l'amo.
              È così breve l'amore, ed è sì lungo l'oblio.

              Perché in notti come questa la tenni tra le mie braccia,
              la mia anima non si rassegna ad averla perduta.

              Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa
              e questi siano gli ultimi versi che io le scrivo.
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                Scritta da: Carlotta B.
                Sono qui di fronte a te
                con la mia finta felicità,
                i miei falsi sorrisi,
                che non possono nascondere
                il desiderio che ho di te,
                di toccare i tuoi capelli biondi,
                di sfiorare le tue labbra con le mie.
                Sei bellissima, lo vedo anch'io,
                ma non so dirtelo.
                No, non sono innamorato di te
                - non lo sono mai stato di nessuna -
                ma mi piacerebbe sentirti
                almeno per un attimo mia,
                provare emozione
                per un tuo sguardo d'amore
                ... io che non voglio
                amore eterno né pietà.
                Aiutami, ti prego,
                sto male:
                nel dolore che attraversa
                le mie risate stanche,
                nell'oblìo assurdo delle mie sere vuote.
                Inségnami ad amare,
                a dare soprattutto,
                a sciogliere il mare di ghiaccio
                per poterti ricevere
                e riscaldare.
                Aiutami
                a riscoprire il calore del mio cuore,
                l'ingenua energia di un bambino stupìto,
                il faro accecante del sole di luglio
                soffocante nel tardo mattino.
                Inségnami ad amare,
                senza pretese,
                senza progetti,
                senza troppe speranze.
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                  Scritta da: MesaQueen
                  Saprai che non t'amo e che t'amo
                  perché la vita è in due maniere,
                  la parola è un'ala del silenzio,
                  il fuoco ha una metà di freddo.
                  Io t'amo per cominciare ad amarti,
                  per ricominciare l'infinito,
                  per non cessare d'amarti mai:
                  per questo non t'amo ancora.
                  T'amo e non t'amo come se avessi
                  nelle mie mani le chiavi della gioia
                  e un incerto destino sventurato.
                  Il mio amore ha due vite per amarti.
                  Per questo t'amo quando non t'amo
                  e per questo t'amo quando t'amo.
                  Composta martedì 14 giugno 2011
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                    Forse sono ferito senza sanguinare

                    Forse sono ferito senza sanguinare
                    da un raggio della tua vita
                    e a mezza selva mi trattiene l'acqua:
                    la pioggia che cade col suo cielo.

                    Allora tocco il cuore madido:
                    lì so che i tuoi occhi penetrarono
                    la regione estesa del dolore
                    e un sussurro d'ombra sorge solo:

                    Chi è? Chi è? Ma non ebbe nome
                    la foglia o l'acqua oscura che palpita
                    a mezza selva, sorda, sul cammino,

                    e così, amor mio, seppi che fui ferito
                    e lì nessuno parlava, solo l'ombra,
                    la notte errante, il bacio della pioggia.
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