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Poesie inserite da fiocchidineve

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Scritta da: fiocchidineve

Lei!

Lei lo sa!
Parlo di lei... sì!
Insospettabile forza
indomabile gioia.
Lei che aggiusta il mio cuore
anche con solo uno sguardo,
che mi è vicina,
che mi pensa sempre... lo so!
Lei... sorella di sangue
sorella di luce
sorella di stelle.
Non potrei cambiarla mai!
Il buffo è che, quando lei ha bisogno di me
sono io che ho bisogno di lei.
Sì proprio di lei. Solo di lei.
Composta venerdì 13 aprile 2018
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    Scritta da: fiocchidineve

    Non ho più tempo

    Non ho più tempo!
    Tra le mani ancora un pugno di speranza
    tra i capelli l'odore dell'odio.
    Mascolino ardire
    braccia vuote
    labbra che sporcano.
    E così in un istante, in un ultimo battito
    sento il nostro amore sbranato
    tritato, fatto a pezzi!
    Tu, con quell'ultimo gesto
    con quell'ultimo sguardo
    con quell'ultimo orribile silenzio
    che mi ha visto morire...
    te ne vai soddisfatto,
    certo ormai che non tornerò più!
    Composta mercoledì 4 novembre 2015
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      Scritta da: fiocchidineve
      Giaccio triste, un po' confuso
      pioggia fine sul mio corpo nudo,
      noto con sguardo soffuso crisantemi giacenti,
      in modo che io me ne penta
      di scelte fatte in passato.
      E adesso cosa vuoi che di te pensi?

      Quando passai la sommità della porta,
      dal fumo sul volto fui accolto.
      Il pavimento cigolò.
      Dagli occhi spostai il torbidume
      e lo sguardo mio si posò nell'angolo del locale, seduta, il suo viso fatale,
      mi avvicinai porgendogli un freddo boccale di birra, sedendomi
      impacciata sorrise e
      mentre lo afferrava
      le nostre dita si toccarono, i nostri occhi si amarono.

      Giaccio triste, un po' sorpreso
      che il mio cuore non s'è arreso
      a batter prova senza sangue
      in modo che il ricordo non si estingue

      a casa dal lavoro tornavo, col grembiule in dosso attendeva,
      la valigia appoggiavo e in un mio bacio lei si perdeva.
      A casa senza lavoro tornavo, la cravatta allentavo
      e in ginocchio cadevo, cadere era facile
      il mio viso tra i tuoi piedi e le calze di lacrime bagnavo
      perché alla povertà non trovavo rimedi
      sulla mia schiena il macigno del futuro porto
      sulla mia schiena il macigno dei litigi nella coscienza porto
      sulla mia schiena il macigno della violenza sulle mani porto.

      Le mani lavai da cui brutti gesti allontanai
      il cigolìo della porta alle mie spalle
      pensai, è solo frutto della mia mente
      ma nella realtà si apriva lentamente
      una "benelli" mia moglie stringeva tra le mani
      la libertà sfiorava con l'indice
      un colpo sordo, un grido!
      L'inferno nascermi dall'interno
      giaccio triste, giustiziato perché è giusto,
      perché è quel che ho meritato.
      Composta domenica 25 ottobre 2015
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