Poesie inserite da IGNAZIO AMICO

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Scritta da: IGNAZIO AMICO

A mio padre

Padre mio, uomo sublime
che il ciel mi ha messo accanto
sol pochi anni della mia vita,
tu già canuto, io giovane ancora;
ho mosso i primi passi in questo mondo
all'ombra tua, protetto, sempre amato.
Eri fiero di me, mi davi tutto,
trascuravi te stesso pur di fare
ad ogni costo la mia vita felice.
Discreta protezion che non pesava,
parlava al cuor l'esempio di tua vita;
tu t'imponevi col sorriso in volto,
con la dolcezza tenera, infinita.
E che ricordo gli ultimi momenti
di tua stanca esistenza, quando forte
sul tuo letto la mano mia stringevi,
per non mollar la vita o forse, padre,
per proteggermi ancor dopo la morte.
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    Scritta da: IGNAZIO AMICO

    Chimere

    Percorro le strade del mondo
    cercando una meta agognata,
    l'inseguo da anni, ma sfugge:
    appena la scorgo è già andata.

    Mi chiedo per quale destino
    la vita è una corsa incessante
    incontro a qualcuno, a qualcosa,
    che sia o non sia importante.

    E capita spesso che infine,
    raggiunto che sia il traguardo,
    delusi di quanto ottenuto,
    ad altro volgiamo lo sguardo.

    Mai pago è l'animo umano
    di ciò che la sorte gli ha dato,
    cercare, inseguire egli deve
    Fortuna dal volto bendato.
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      Scritta da: IGNAZIO AMICO

      Farfalle

      Le ali come petali
      di fiori colorati,
      con eleganza volano
      posandosi sui prati.

      Oh, quanta gioia infondono,
      è in festa la radura:
      fiori sospesi in aria,
      sorride la natura.

      Un'esistenza fragile
      che dura qualche giorno,
      il tempo di conoscere
      ciò che sta loro intorno;

      ma son felici e mostrano
      di apprezzar la vita
      e spensierate godonsi
      la loro breve gita,

      di certo consapevoli
      d'aver concorso in fondo
      a far stupire gli uomini,
      a colorare il mondo.
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        Scritta da: IGNAZIO AMICO

        Aurora

        Colori inverosimili
        disegnansi nel cielo,
        avanza Aurora fulgida
        nel suo iridato velo.

        Solo un pittor divino
        aver può tal destrezza
        da pingere una tela
        di sì eccelsa bellezza.

        E nel baglior ridestasi
        la vita dolcemente,
        fugate son le tenebre
        è l'alba e già si sente:

        serrande che si aprono,
        un gallo canta forte,
        dei passi sopra i ciottoli,
        un cigolio di porte,

        Inizia un altro giorno
        con il tocco più bello
        di una Natura magica
        artista del pennello.
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          Scritta da: IGNAZIO AMICO

          AI piè d'un castello

          Un dolce ricordo alla mente
          riaffiora ogni giorno più bello:
          il sole sul mare che scende,
          un bacio ai piè d'un castello.

          Odore di terra bruciata,
          di mare, di alberi in fiore,
          è là che sei stata abbracciata,
          cogliendo il mio pegno d'amore.

          Salendo sull'erta collina
          incontro al severo maniero
          sostammo a mirar la marina,
          la baia e il dirupo costiero.

          Poi giunti nell'atrio silente
          cogliemmo da bifora antica
          bagliori dell'astro cadente,
          sul pelago e campi di ortica.

          Pensando a quel giorno stupendo,
          io vedo il presente fra noi
          segnato dal sole, dal vento,
          da luce, da ombre, ma poi,

          in fondo a due cuori felici
          predomina il rosso bagliore,
          passione, dolcezza e ti dici
          che regna fra noi solo amore.

          E voglia il destino sia vero
          che un dì nostra polvere arsa
          al vento del vecchio maniero
          da mano pietosa sia sparsa.
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            Scritta da: IGNAZIO AMICO

            Domando al tempo

            Tempo, dimmi, chi sei tu che governi
            l'inizio e la fine di ogni evento,
            la nascita e il cessare della vita,
            scandendone puntuale ogni momento?

            Sei un amico se ci porti incontro
            a momenti gioiosi e sospirati,
            fato beffardo quando ci introduci
            ai tanti amari calici odiati.

            Tu ci segui, sorvegli e sempre incalzi,
            senza posa scorrendo e trascinando
            ogni essere incontro alla sua sorte,
            impietoso nessuna spè lasciando.

            Ma spesso siamo noi che t'invochiamo
            quando, agognando sospirate mete,
            vorremmo sia più celere il tuo passo,
            ignari di cader nella tua rete,

            o quando tristi eventi della vita
            ci fan sperar che passin presto l'ore,
            per cercar di sfuggire sofferenze
            e lenire dell'alma ogni dolore.

            E allora, dimmi da che parte stai:
            ci dài una mano o spingi nell'abisso?
            Ma tu non parli e marci indifferente,
            lasciando nella mente un dubbio fisso.
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              Scritta da: IGNAZIO AMICO

              Riprender fiato

              Bisogna che io fermi la mia corsa
              per prender fiato e dedicare un giorno
              a scoprire la gioia del far niente,
              ad apprezzar quello che mi sta intorno.

              Voglio inondare il corpo mio di sole,
              e dissetarmi all'acqua di una fonte,
              portarmi in riva al mar verso il tramonto,
              tuffarmi nella schiuma delle onde.

              Poi perdermi a mirare il firmamento,
              vestirmi del chiarore della luna,
              sentir gli olezzi che mi porta il vento,
              contar tutte le stelle ad una ad una.

              Proseguire il cammin sarà poi lieve
              e, ripreso il vigor, più volentieri
              il passo nuova spinta seguirà
              di una mente ormai sgombra di pensieri.
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                Scritta da: IGNAZIO AMICO

                Mandorli in fiore

                Candidi fior che profumate l'aere,
                gemme di luna puri come neve,
                festosi messagger di primavera,
                gaie promesse di giovanili amori,

                fra i templi greci nella valle in festa
                io vi ricordo in Agrigento, al centro
                d'un folleggiar di canti, danze e luci:
                sagra dell'amicizia e della pace.

                Petali fra le chiome di donzelle,
                rametti nelle strade e le vetrine,
                tripudio di beltà e giovinezza,
                che l'alma invita a ben sperare ancor.
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