Poesie inserite da GIUSEPPE BARTOLOMEO

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Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
Apriremo lentamente il libro della vita.
Leggeremo con calma al ritmo divino.
Esseri conosciuti da noi mai visti prima
ci accompagneranno al ritmo di musica
lungo il nostro personale cammino.
Saliremo delle scale mai viste prima
per dire chi siamo e cosa consegniamo.

Apriremo i nostri occhi a luci strane
saluteremo parenti, amici e nemici
e alcuni con fiori nelle loro mani.
Balleranno per noi e grideranno
senza sapere chi sono e perché:
sono i poveri abbandonati della terra
da noi visti qualche volta e aiutati.

Le prime ore della nostra vita
sul palcoscenico tra terra e cielo
le passeremo con occhi sorridenti?
Avremo davanti a noi un film a colori
della nostra corta o lunga esistenza.
Saranno dei sogni belli o brutti
dipende dai nostri frutti raccolti.
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    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO

    Ferie a Benidorm

    Le allegre rondinelle salutano l'aurora
    volando veloci in alto in cerca di cibo
    su questa nuova città di turismo umano
    dove le tante lingue non si confondono
    ma convivono con simpatia e gentilezza.

    Siamo alla fine della dolce primavera
    quando il sole riscalda senza bruciare.
    La spiaggia è piena di anziani signori
    contenti di ascoltare le voci del mare.

    Benidorm, due braccia aperte sul mare
    grattacieli che sfidano le sue montagne
    l'azzurro del cielo che riflette sulle onde
    città moderna che nasconde la sua storia.

    Popoli dell'Africa, Asia, America ed Europa
    vivono, mangiano, ballano, bevono e cantano
    dimenticando malumori, dolori e altri malanni
    per maturare insieme sulla spiaggia che canta.
    Composta mercoledì 15 maggio 2019
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      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
      Sulle dolci onde del Mediterraneo
      viaggiano voci appese a raggi di sole
      piene di messaggi nati lungo la storia
      dove uomini, donne bambini e anziani
      sognano un giardino di aiuole e ricordi.

      Oggi molti su gommoni senza padroni
      si abbracciano per raggiungere la terra
      ma molti finiscono morti sotto le onde
      perdendo speranze, futuro e sogni.

      Seduto su dei grossi massi sulla riva
      prego la vergine del Carmelo per loro
      che giacciono perduti sotto le onde
      nascondendo lacrime e speranze.

      Fra le onde di questo grande mare cimitero
      gli angeli raccolgono varie anime incagliate
      nelle nere mire di tanti delinquenti assassini
      che per sporchi soldi uccidono tante vite.
      Composta giovedì 13 luglio 2017
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        Andiamo maturando salendo montagne e colline
        per ritrovare la tenerezza della mamma che sorride,
        i baci a odore di pipa dei papà e nonni che vanno via
        mentre la vita passa e la vecchiaia veloce si avvicina.

        La tenerezza materna è il sorriso nascosto di Dio
        che culla con amore e nostalgia il frutto del parto
        facendo sorgere un nuovo sole in casa e nella vita.
        Un bambino nella culla è il più bel fiore che si ammira.

        Teneri sono gli sguardi pieni di fremiti e tanti sorrisi
        di bambini che non parlano ma sanno bene cosa dire.
        La tenerezza ritorna lungo gli anni nei momenti felici
        mentre da vecchi regaliamo i sorrisi con nostalgia.
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          Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
          Il piccolo giardino che puliamo e amiamo
          è la nostra gioia del cuore e degli occhi
          che nella primavera ci regala tanti colori
          racchiusi in svariati e variopinti bei fiori.

          È lo specchio del cielo che fornisce i colori
          è l'allegria che resta nel cuore della gente
          la visita costante del ronzio delle belle api
          che trasformano i tanti bei fiori in bellezza.

          La nostra terra è il più grandioso giardino
          pieno di fiori, opere di arte e musei infiniti.
          Le verdi foreste, savane, prati e piante varie
          abbellscono il creato dove tutti noi viviamo.

          Amiamo questa nostra terra madre e giardino
          dove gli uccelli e miriadi di insetti vi giocano
          per darci allegria, musica, incanti e vari colori
          che portiamo nei nostri occhi e in tanti cuori.
          Composta sabato 15 aprile 2017
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            Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
            Camminare sui sentieri della speranza
            seminare sorrisi in aiuole con rugiada
            cantare dei ritornelli d'amore all'aurora
            ascoltare in silenzio messaggi del cuore
            sono sogni dei genitori e frutti dell'amore.

            L'amore sboccia come le rose del giardino
            quando l'uomo e la donna captano la vita
            nascosta nella luce degli occhi che brillano
            in un attimo di un flash che illumina la via
            di due cuori nati lontano e vicini per vivere.

            Maturare in due nel cammino di una coppia
            significa apprendere a scalare prima la collina
            poi alzare gli occhi alla cima della montagna
            osservare la purezza del cielo e la sua voce
            per dare alla luce la stella alpina dei due cuori.

            Iniziamo così la marcia in tre su questo mondo
            apprendendo a camminare allegri e con gioia
            alzando gli occhi al cielo per ringraziare il dono
            di prolungare la nostra vita nata da baci e amore.
            È nata la speranza che illumina il nostro cuore.
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              Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
              Ancora sentiamo le grida della morte
              racchiuse in occhi di vecchi della guerra
              che oggi novantenni tremano di spavento.
              Portano stampato a fuoco nel loro cuore
              violenza e cinismo dei soldati delle SS
              uomini senza nessuna pietà e timore.

              L'esaltazione della violenza umana
              diventa bandiera della nuova religione
              di una nazione il cui capo non ha fede
              ma è satana che domina i suoi pensieri.
              Milioni di morti nel secolo scorso
              per aumentare frontiere e sepolcri.

              Nemmeno i bambini venivano risparmiati
              per questa nefasta filosofia di menti malate:
              "I bambini non sono il nemico;
              il nemico è il sangue che portano dentro.
              Il nemico è il bambino che cresce,
              l'ebreo che sarà il futuro
              che può essere pericoloso".
              Questa l'orribile e satanica spiegazione
              dei responsabili dei forni crematori.

              Un secolo di miseria e di atroci guerre
              distruzioni di cultura e morti innocenti.
              Fantasmi del potere e della vigliaccheria
              esaltati dalla prepotenza e dall'ipocrisia.

              Chi semina la morte raccoglie vendetta
              riducendo l'uomo da dio a brutta bestia.
              Ci sono molte spine nel cuore dell'uomo:
              speriamo che pronto nascano dei bei fiori.
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                Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                L'allegria sboccia quando un bambino ride
                quando il sole riscalda con dolcezza la vita
                mentre la mamma ci fa grandi con i sorrisi.
                La vera allegria nasce con un cuore sincero
                senza rimorsi, malumori o strani malintesi.

                L'allegria è il vero volto sorridente del cuore
                che scandisce bene i veri passi dell'amore.
                Non ha spine sulla sua lingua quando parla
                perché i suoi fiori sono di un velluto soffice
                che non ferisce la delicatezza né ha rancore.

                La nostra allegria spesso nasconde il volto
                quando l'amico piange e ha in casa un morto
                o quando le ingiustizie umane sono così tante
                che le lacrime sgorgano amare dai nostri occhi
                perché il cuore batte così forte e poi scoppia.

                Chi ha il dono della vera allegria nella sua vita
                la faccia crescere, la coltivi con amore e sorrisi.
                È meglio regalare agli amici e ai poveri nemici
                il più bel sorriso pieno di educazione e rispetto
                che spezzare il filo dell'amicizia e dell'affetto.
                Composta giovedì 6 settembre 2018
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                  Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                  Adesso che abbiamo ancora tempo
                  togliamoci la nostra ridicola maschera
                  sia di pulcinella che di altri farsanti.
                  Le pezze a colori non ci serviranno:
                  saremo noi stessi quando moriremo
                  a leggere quello che abbiamo fatto!

                  Su tessuti di lino in attesa che sboccino
                  rose rosse d'amore e gigli di pio pudore
                  scriviamo la nostra corta storia personale
                  imparando a rispettare la vita che abbiamo.

                  Potremo depositare il nostro calice pieno
                  di programmi, giustizia, dolcezza e amore
                  aiutando i poveri vecchi che si svegliano soli
                  negli angoli oscuri sui marciapiedi del dolore.
                  Composta giovedì 16 agosto 2018
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                    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                    Cactus e spine un binomio vitale
                    dove vita e morte si danno la mano
                    per non distruggere la primavera
                    racchiusa nei fiori aperti al cielo.

                    Uomo e donna vanno a braccetto
                    ricordando che uno è fatto di creta
                    l'altra di carne e di bellezza divina
                    formando una bella coppia felice.

                    Le spine pungono anche gli umani
                    ferendo spesso il cuore e le mani.
                    Cactus e fiori sono marito e moglie
                    le spine ci svegliano per lavorare,
                    mentre i fiori sono i figli da amare.

                    La coppia della vita su questa terra
                    matura col vento, pioggia e tempesta.
                    Quando le spine ci pungono e cantano
                    ricordiamoci che potremo essere santi.
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