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Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
Sui nostri monti delle illusioni umane
spuntano molti sogni perduti nella notte.
Sentiamo delle grida nascoste negli echi,
mentre molti uomini con voci di donna
cantano alla loro luna che lontano dorme.

Le illusioni umane nascono e muoiono sole
quando la vita si accontenta di chiacchiere
imitando le rane che gracidano contente
sognando un messaggio perduto da tempo.

Apriamo gli occhi guardando le lontane stelle
perché in basso troviamo spesso la melma.
Alziamo gli occhi al cielo con i piedi a terra
sapendo che abbiamo divine radici in eterno.
Composta lunedì 14 ottobre 2019
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    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
    Sentiremo il fremito dell'abbandono
    quando soli circoleremo sotto il sole.
    Il cuore batte forte per un abbraccio
    rimasto solo nella memoria del tempo
    perché i sogni veritieri solo sbocciano
    quando un cuore puro s'apre all'amore.

    Affacciamoci alle finestre aperte alla vita
    Affinché le rose rosse sboccino allegre
    quando un sorriso si trasforma in bacio
    un saluto da lontano ci entra negli occhi
    salpando mari procellosi o distanze corte:
    solo così sentiremo il fremito dell'amore.

    La vita passa leggiadra nell'adolescenza
    quando bollono le illusioni nello specchio
    dove fissiamo i nostri occhi d'innocenza
    aspettando che il tempo ci maturi dentro.
    Il tempo vola insieme ai canti delle sirene
    mentre gli anni passano e il cuore freme.

    Viviamo la vita vera da giovani e da adulti
    perché la vecchiaia sarà come Dio vuole
    secondo i canoni che noi ci siamo prefissi.
    Non basta ascoltare gli echi fatui della notte
    bisogna che maturiamo per capire la morte.
    La vita è bella se la viviamo con dolcezza.
    Composta venerdì 30 novembre 2018
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      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
      Ci fermeremo a contemplare la bellezza
      sul ciglio dei divini tramonti autunnali
      quando l'anima riposa nella memoria
      e si apre lenta come petali di rosa
      baciati dalla purissima rugiada.

      Gli occhi lanciati su fili di fuochi accesi
      con colori che hanno messaggi personali
      si fissano sul candore della natura
      trafitta da voci ancestrali che palpitano
      al suono di una musica celestiale.

      Contemplare la luce che il buio inghiottisce
      ci lascia nel cuore una scia che impallidisce
      quando svegli dormiamo sulle scie notturne
      udendo voci perdute in maschere a colori
      che trafiggono la notte con splendori nuovi.
      Composta venerdì 30 novembre 2018
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        Lungo un fiume sveglio e antico
        dove Roma aveva portato
        nuovi orizzonti, nacque Bilbilis
        patria di un poeta ironico e sferzante
        con lingua da staffile:
        era Marziale
        che apriva ferite e risate senza fine
        non avendo peli sulla sua lingua.
        Poi in questa terra oggi aragonese
        arrivarono sceicchi musulmani
        con turbanti, scimitarre e corano:
        sorse così l'attuale Calatayud
        cittadina senza troppo chiasso
        dove frutta e cultura
        sono finestre aperte
        al futuro.

        Antichi conventi di monaci cristiani
        Sono ancora in piedi senza frati.
        Strade strette per difendersi
        conservano odori e sapori
        di un tempo musulmano
        lontano dalle rovine romane.
        Vissi un anno in questa cittadina
        quando mia figlia era bambina.

        Oggi sono vecchio seduto a un banco
        con accanto un signore di bronzo
        accarezzando il suo cagnolino:
        segno che uomini e animali
        siamo nati con gli stessi guai.
        Oggi viviamo e domani ce ne andiamo.
        Composta venerdì 30 novembre 2018
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          Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
          Rimbombano i tamburi della notte
          mentre i pipistrelli svolazzano
          sotto la luce dei lampioni
          per inghiottire un boccone.

          Le grida calde del sole d'estate
          si sono chiuse in occhi chiari
          di una giovane che sospira
          aspettando l'avvenire.

          Scorre il tempo come acqua
          che scende dalla montagna
          ascoltando le rane cantare
          al calore della notte chiara.

          Tamburi, grida e rane
          riempiono le ore della sera
          mentre i bimbi giocano correndo
          quando le mamme chiacchierano
          ringraziando un altro giorno.
          Composta venerdì 30 novembre 2018
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            Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO

            Il Cierzo Vento aragonese

            È terminata la sferzata del tipico vento aragonese
            che rompe alberi e tetti pulendo terra e cielo.

            Il "cierzo" freddo e con forza impressionante
            spazza tutto lungo lo stretto corridoio dell'Ebro:
            piante sradicate senza nessuna compassione,
            rami stroncati che volano e rompono il cuore.

            Nessuno si azzardi a passeggiare leggero e fiero:
            questo vento è più duro della testa di un aragonese
            perché la leggenda dice che Dio lo trasformò in rana
            per la sua cocciutaggine sotto un caldo sole infernale.

            L'Ebro, vino e vento insieme alla tipica danza della "jota"
            sono la ricchezza di questo popolo fiero della sua storia
            che nel canto, nel lavoro, nell'allegria e devozione a Maria
            prega e canta con tanta devozione alla Vergine Pilarica.
            Composta venerdì 30 novembre 2018
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              Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
              Il mattino lancia il suo grido
              nella luce che esce dalle tenebre
              dove la notte ha depositato delle voci
              che piangono sonnolente nel silenzio.

              Avanza la luce negli occhi della gente
              che cammina nelle strade cittadine
              dove tutto si muove più lento
              per partorire un futuro più amico.

              Il giorno galoppa sugli orologi
              che marcano il ritmo del lavoro
              mentre altri seduti negli angoli
              stendono le mani per campare.

              Scoppiano i petardi della discordia
              tra la povertà di molti che piangono
              e la ricchezza che vive nelle tenebre:
              ricchi e poveri andranno a braccetto.
              Composta venerdì 30 novembre 2018
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                Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                Dopo mesi ho rivisto la pioggia
                scrosciare con violenza
                sui tetti delle case.
                Ha ripulito tutta la polvere
                il sudiciume sui colori
                di tetti bruciati dal sole.

                I nostri occhi sono più chiari.
                Vedono le ombre da lontano
                lavarsi anche loro
                per non sfigurare
                quando il cielo piange.

                Il cielo ha riconquistato la bellezza
                le nuvole giocano rincorrendosi
                su binari bianchi e grigiastri
                tracciati sul cielo celeste.

                L'ozono ha purificato l'ambiente
                eliminando lo smog
                il nuovo mortale veleno
                su questa nostra terra
                bella e piena di misteri.
                Composta venerdì 30 novembre 2018
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                  Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                  Ci rifugiamo negli angoli della vita
                  quando il vento impetuoso scoppia
                  sotto un cielo di tempesta
                  scaricando l'acqua maturata
                  in alto sotto le stelle.

                  Alleggerisce la nostra oscurità
                  che nascondiamo dentro
                  in attesa che pulisca
                  tutto ciò che imputridisce.

                  Un bagno ristoratore pieno d'ozono
                  trasforma i corpi in specchi.
                  Un giorno conosceremo
                  veramente chi siamo
                  guardando l'anima
                  che svegliamo.
                  Composta venerdì 30 novembre 2018
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                    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                    Canteremo l'inno dell'allegria
                    quando il cuore gocciola miele
                    volando nell'aria leggera
                    dove il corpo lo culla il vento
                    e una voce parla nel silenzio
                    riempiendo di armonie celesti
                    il giorno che si accende.

                    È questo il regalo che penetra solo
                    nel nostro essere senza peso
                    che ascolta l'impulso di volare
                    e si eleva in alto a una luce
                    che non ha paragoni
                    con quella che conosciamo.

                    Canteremo note mai udite prima
                    quando la colomba ci solleverà leggeri
                    come una piuma che si alza nel cielo.
                    Una porta mai vista si apre
                    su un mondo in trasparenza
                    con figure vive che ci aspettano.

                    Le parole sono inutili in questo cielo
                    dove tutti ci conosciamo appena.
                    Vedremo davanti a noi cose mai viste
                    non ci sono segreti nascosti.
                    La storia umana la rivedremo
                    senza misteri né segreti.
                    Composta venerdì 30 novembre 2018
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