Poesie inserite da Ettore Grimani

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Scritta da: Ettore Grimani

La creatività

La creatività è un dono
è nel folle, è nel sangue
è nel credere all'universo che mi parla
è nel confidare i miei segreti al foglio che ho davanti.
È un attimo di genio
è nel vedere cose che nessun altro può capire.
Non si impara
non si insegna.
Emozione senza fine
è abbandono e rifugio
un malessere senza cura
è necessità improvvisa
è nei colori del mio mondo.
È perdersi senza più aver bisogno di tornare
perché in questa scintilla d'infinito
che mi accoglie e mi protegge
io,
io,
sono tra le braccia di Dio.
Composta mercoledì 30 aprile 2014
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    Scritta da: Ettore Grimani

    Il mio dolore

    Nessuno sa
    quello che ho nel cuore
    il dolore che uccide ogni fiore
    e brucia ogni desiderio
    solo terra sconsolata
    senza ombra
    e senza mare,
    foglia d'autunno
    senza più ramo dove abitare.
    Nessuno sa
    che nascosto da tutto il mondo
    lacrime allagano i miei passi
    e non ho pace in questa terra
    né rifugio che mi possa riparare
    che guardo il cielo, ma non c'è un Dio
    che mi possa consolare.
    Nessuno sa
    che il mio giorno è fatto di fantasmi
    che chiudo gli occhi
    ma non vanno via.
    La pioggia cade
    ed io sprofondo
    sabbie mobili nel vento
    la mia voce non ha più canto.
    Nessuno sa
    che io muoio ad ogni passo
    nascosto tra le nuvole
    il paradiso è una sensazione fragile,
    eco di un pianoforte
    che non può più suonare.
    Nessuno sa
    quanto è grande il mio cuore
    e nell'ipocrisia della speranza
    mi allontano nella nebbia
    nell'esilio dei ricordi
    perché un piccolo paese contiene il mondo intero
    e dal cemento che ricopre ogni cosa
    un giorno,
    non so quando, non so dove
    nascerà ancora un fiore.
    Composta sabato 30 novembre 2013
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      Scritta da: Ettore Grimani

      La condizione umana

      Esistiamo
      follia della memoria
      equilibristi sul sottilissimo filo della vita
      teso tra un arrivo e una partenza
      senza sapere da dove arriviamo
      senza conoscere dove andremo
      senza comprendere perché siamo qui.
      Il vento è impetuoso
      portiamo dentro l'energia della creazione
      ma il sangue è come l'acqua
      e il nostro pensiero limitato
      per questo abbiamo inventato i confini
      i nostri occhi non contemplano l'infinito.
      Abbiamo inventato un Dio
      che ci elevasse dal resto degli animali
      ma camminiamo confusi
      ed inventiamo storie
      per oscurare il dolore di una realtà deludente
      dimenticando
      che alla fine del viaggio nessuno ci accompagnerà.
      La luce sarà fragile
      e le fate, ombre nella nebbia.
      Il rimorso delle stelle
      oscurerà la notte
      l'anima, fiore in un sospiro
      danzerà nel silenzio
      e ci ritroveremo soli e nudi
      al cospetto della verità,
      e la vita diventerà memoria
      e la memoria diventerà ricordo
      e del ricordo non rimarrà
      che cenere caduta.
      Composta venerdì 15 agosto 2014
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        Scritta da: Ettore Grimani

        Angeli di Gaza

        Ho visto piangere Dio
        mentre i suoi angeli
        raccoglievano la mia anima confusa e smarrita.
        Non lasciate la mia mano
        è buio, ho freddo.
        Giro giro tondo quanto è bello il mondo,
        poi un sibilo ha violentato il cielo azzurro.
        L'urlo della mia casa giace
        sepolto da macerie che non possono essere consolate
        la polvere oscura il sole
        poi il silenzio del vento.
        Papà, mamma, dove siete?
        I miei piedi danzano tra sconosciute ombre.
        L'aratro si sfalda sulla terra livida
        mentre una pala scava una buca senza fondo.
        Una striscia dove abitare senza identità, dove giocare senza futuro, una striscia dove la strage degli innocenti continua, è una striscia di follia.
        Anche la stella che ha conosciuto l'orrore dell'olocausto
        ha perso la sua purezza.
        L'antica preda si è fatta cacciatore,
        l'agnello il nuovo mietitore.
        Il mare è naufrago.
        Riposano anche i ifiori ed il giardino è senza sentimento,
        spento e violato da questo tormento.
        Il lino che veste il mio corpo
        non è un fresco vestito pieno di colori
        ma un triste sudario che mi avvolge
        e tiene insieme i miei resti.
        Mi nutrivo di amabili carezze
        ora l'orizzonte non ha più domani.
        Gli uomini sono marionette di cartamarcia
        soldatini di piombo senza colpa, ma sicuramente senza amore.
        Vedo piangere Dio
        mentre i suoi angeli
        raccolgono la mia anima smarrita.
        L'aquilone è distrutto al suolo
        e la mia mano immobile
        raccoglie le sue lacrime.
        Composta giovedì 31 luglio 2014
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          Scritta da: Ettore Grimani

          Sei come il grano

          Sono qui e penso a te
          la pioggia è viva sui vetri
          scorre nel mio corpo, mi allaga.
          Sei come il grano in un'onda d'incanto
          che riempie il cuore di natura e l'anima di cuore.
          Sei come il grano
          frammento di eterno
          rubato alla realtà.
          Ti amo senza fame e senza sete
          ti amo come il sole e come mare
          mio gabbiano di vento
          nel silenzio del giorno.
          Ti amo e ti guardo ed esplodi negli occhi
          e nel buio riappari come luce d'amore.
          Sei come il grano
          e ti respiro e ti bevo e ti voglio
          sei dentro me
          e nell'eterno ti amo.
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            Scritta da: Ettore Grimani

            Un viaggio

            Un viaggio tra i miei sogni
            che il tempo ha custodito
            tra cumuli di plastica ormai già riciclata.
            Un viaggio per guardare
            dai vetri un po' appannati
            dal fiato del mio ieri chiuso dentro me.
            È tempo di seguire il vento
            che arriva da lontano
            lasciarmi andare libero, tenendolo per mano.
            Un viaggio per le strade
            che han visto il mio passato
            tra i sogni di un domani
            che non si è avverato mai.
            Ma io lo aspetto ancora
            con gli amici della piazza
            il mio nome non importa
            alla gente indifferente.
            Un viaggio senza muoversi
            dal freddo della piazza
            neglii occhi il cielo ed i piccioni
            che viaggiano con me.
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              Scritta da: Ettore Grimani

              Compagna di viaggio

              I tuoi passi al mio fianco,
              nel sorriso e nel pianto
              in questo correre che chiamo vivere.
              Se non ti avessi incontrata
              certamente avrei vissuto
              ma con meno colori.
              Ora che il tempo
              curva la mia schiena
              tu hai preso il volo
              e del quotidiano
              rimarrà il ricordo,
              il ricordo di un amore infinito
              e di un tenero bocciolo di rosa
              che ha fatto sbocciare la mia vita.
              Ora che il tramonto è meno lontano,
              guarderò il cielo senza paura
              poiché il mio cuore
              vivrà nel sole,
              insieme al tuo.
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                Scritta da: Ettore Grimani

                Un gioco per gioco

                È un grande luna park
                luci di sogni e sognanti bambini.
                Un pallone veloce
                tra gambe immature
                un gioco per gioco che poi non lo è.
                Si cresce così,
                tra la dura realtà e l'involucro dei sogni
                dolce corazza tra graffi di vita
                valoroso guerriero del tempo che va.
                Ed oggi è così,
                tutto immobile
                la stessa faccia ma con qualche ruga in più
                che non è maturità, ma il sopirsi della fantasia.
                E non so cosa farò
                se sarò un giocoliere o un mercante di realtà.
                Un pallone veloce
                tra gambe mature
                un gioco per gioco
                che poi non lo è.
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                  Scritta da: Ettore Grimani

                  Tutto sembra volare via

                  Piove.
                  Le nuvole si sono date appuntamento qui,
                  nostalgia d'inverno in un giorno d'estate.
                  L'acqua scivola sui vetri,
                  ma non sulla terra
                  lì penetra e ci da la vita.
                  I giorni imitano la pioggia
                  ma non hanno il suo rumore
                  passano, corrono per sparire
                  pochissimi si fermano
                  il tempo breve per diventare ricordi.
                  Tutto sembra volare via
                  imperturbabile nel suo scorrere,
                  ma non è così.
                  Il rumore dei vecchi secondi
                  ha lasciato il posto al silenzio dei nuovi
                  ma ogni cosa ha un senso
                  ed il suo scorrere
                  un'emozione.
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