Poesie inserite da Concetta Melchiorre

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Scritta da: Concetta Melchiorre

Le mani di mia madre

Mia madre è stata la
prima carezza al fragile mio
corpo appena venuto,
raggrinzito e angosciato,
al mondo.

Mia madre è stata il
bacio sulla guancia
nella notte oscura, quando
la mia mente era ancora
di orrendi incubi prigioniera.

Mia madre è stata l'amica
delle passeggiate quando
le amiche della mia giovinezza
erano tutte andate via.

Mia madre è stata la
confidente, la soccorritrice,
l'infermiera quando curava
le ferite che la vita
sempre infligge.

Grazie mamma, ovunque tu
sia, ti giungano postumi i
miei baci e le mie carezze.
Composta mercoledì 22 agosto 2018
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    Scritta da: Concetta Melchiorre

    Genitori

    Ti rivedo nel giardino
    dell'Eden padre mio
    mentre costruisci aiuole e
    tu mamma pianti rose e
    ciclamini e nontiscordardime.

    Ti rivedo, padre mio, mentre,
    seduto sotto una quercia,
    leggi il tuo quotidiano come
    sempre facevi quando eri
    in mezzo alla tua famiglia.

    Mamma leggeva il
    libro dei Salmi:
    "Il Signore è il mio pastore"
    mormoravano di continuo le
    tue labbra con immensa,
    profonda devozione.

    La sera, mamma, ci novellavi
    racconti della tua felice anche
    se povera gioventù: i tuoi occhi
    ancora ridenti di allegra
    giovinezza.
    Composta mercoledì 22 agosto 2018
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      Scritta da: Concetta Melchiorre

      Autunno

      Nella vigna rossastro
      il pampano brilla
      alla luce sorgente
      d'inoltrato autunno.

      Lì, nei pressi,
      lentamente sale l'acre
      fumo del camino di
      un misero casolare:
      leggera nebbia del
      mattino che presto
      si leva e poi
      scompare.

      Contadini dai consunti
      vestiti nei campi gettano
      il seme del frumento
      nel nero e duro terreno.

      Presto, il tempo di un
      battito d'ali variopinte
      di farfalla, germoglierà
      il grano e alta, bionda
      messe diventerà.
      Composta martedì 27 marzo 2018
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        Scritta da: Concetta Melchiorre

        Furore

        Il furore è
        ramato stagno fuso
        nel mio cuore di
        scarlatta collera
        sempre ribollente.

        È filo elettrico
        sull'arazzo delle
        mie emozioni
        intessuto: su
        di esso l'essenza
        del mio esistere
        ho posto.

        È una fonte che
        sempre gorgheggia,
        un magma pronto
        sempre a eruttare
        dal vulcano della mia
        consapevolezza.
        Composta martedì 27 marzo 2018
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          Scritta da: Concetta Melchiorre

          Femminicidio

          Il mio amore mi
          ha uccisa stasera.
          Mi diceva:
          ti amo,
          ti adoro,
          senza di te
          vivere non potrei.

          Mi inondava la
          casa di fiori,
          di dolci,
          di biglietti
          ricolmi di
          frasi d'amore.

          Controllava, però,
          ogni mio passo,
          ogni mio respiro.

          Andare non potevo
          al cinema con
          le colleghe,
          al mare con
          le mie amiche.

          Il mio amore mi
          ha uccisa
          stasera.
          Composta martedì 27 marzo 2018
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            Scritta da: Concetta Melchiorre

            Ama la vita

            Ama la vita
            nel sorriso beato
            della bimba
            appena venuta
            al mondo
            che dorme
            beata
            nella culla
            tutta colorata.

            Ama la vita
            nel volto
            stanco e rugoso
            del vecchio
            che passeggia
            stanco, esitante,
            Per la via
            aggrappato
            al suo bastone.

            Ama la vita
            del rosso tulipano
            e dell'azzurro
            fiordaliso
            Come anche
            del gabbiano
            che vola alto
            nell'azzurro
            del cielo
            d'estate.
            Composta martedì 27 marzo 2018
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              Scritta da: Concetta Melchiorre

              Sera d'estate

              La sera nelle calde estati
              del Sud cerco con lo sguardo
              la magica bellezza
              dei boschi del mio villaggio
              nel rosso riverbero di
              magnificenti tramonti.

              Ipnotizzata osservo,
              come un luccicante
              tappeto di minuscole stelle
              sul notturno prato fiorito,
              le lucciole nella loro gioiosa
              e magica danza
              sulle bianche margherite
              e i rossi papaveri.

              Cerco la bellezza
              nei volti sorridenti
              dei bimbi che giocano
              a nascondino intorno
              alla gorgogliante
              fontana
              al centro
              del piccolo borgo
              formicaio brulicante
              di vita.

              Osservo gli anziani
              seduti ai tavolini
              o in piedi mentre
              ciarlano
              davanti al caffè del paese o
              sui gradini consunti
              delle candide case
              dello stretto corso.
              La sera, nelle calde estati
              del Sud.
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